Il futuro dell’expo 2015 : lo specchio della crisi di un paese ed il futuro dell’Italia.

giugno 18, 2012 | Redazionale

Quando la situazione di difficoltà economica che stiamo vivendo è anche in realtà una crisi di valori e di visione del futuro.

Buon lunedì,

è sempre più evidente che esiste una linea sottile che collega un insieme di situazioni ed eventi tra cui, il fallimento della gestione dell‘Expo 2015 e la crisi del sistema Italia nel suo complesso.

La gestione di questa grande manifestazione, non è altro che lo specchio del nostro Paese.

Un progetto che poteva rilanciare l’immagine ed il business dell’Italia, rischia di affondare, trascinando verso il basso anche le opportunità che poteva portare con sé e rendendo sempre meno credibile il ‘sistema Italia’, sia agli occhi dei connazionali che degli operatori economici e dei cittadini stranieri che seguiranno numerosi questo evento.

Un effetto boomerang terribile!

 

La crisi di un Paese guarda solo passato

L’ Expo, non è altro che un progetto sviluppato su basi sbagliate, con una modalità tipica degli anni 70.

Rappresenta lo specchio di come un’economia italiana sia gestita su basi antiche (appunto, come 30 o 40 anni fa!) con regole e strategie superate e che a causa di un’incapacità, un’indolenza dolosa ormai prolungata nel tempo, non riesce a guardare avanti, rimanendo bloccata a modelli di business e di gestione tipici di alcuni decenni or sono e che neppure nei paesi più arretrati del Pianeta, trovano ormai spazio.

L’expo attuale, è l’immagine di un passato e di come si continua a progettare a promuovere il nostro Paese, mentre la realtà intorno a noi (nel Mondo) e all’interno dell’Italia, è completamente cambiata e le esigenze sono totalmente diverse.

Osservare come : dirigenti pubblici, istituzioni ed imprenditori si stanno muovendo sull’Expo e su qualsiasi altra vicenda, pare di rivedere le pellicole degli anni settanta ed ottanta di molti film della ‘commedia italiana’ quando il nostro Paese, viveva in un contesto diverso ed i paesi come India, Cina, Brasile, ecc., erano solo nomi sulla cartina geografica e non : LE NUOVE E GRANDI POTENZE ECONOMICHE MONDIALI con cui ogni giorno dobbiamo confrontarci.

Ci si muove in un contesto ‘da italietta’, tipica da film di Alberto Sordi o di Pozzetto, dove si inventano soluzioni in maniera ‘furbesca’ per tirare avanti e portare a casa il proprio tornaconto ad ogni costo.

L’Expo, doveva essere un’iniziativa dove le migliori menti creative italiane si incontravano con il meglio della produzione del Made in Italy, creando una nuova Fiera unica al mondo che avrebbe posizionato il nostro Paese al centro dell’attenzione internazionale.

Un’occasione unica di rilancio del nostro Paese sprecata per soddisfare gli appetiti di pochi!

Invece, come al solito, i soliti 4 palazzinari ed i 4 furbetti, hanno prevalso nel gioco e ci ritroviamo nel solito ‘pantano Italia’, dove tutto viene realizzato per soddisfare, non gli interessi del Paese nel suo complesso (economia, occupazione, rilancio dell’immagine, ecc.) ma per rispondere ai soliti giochi ed interessi dei ‘soliti noti’ ed alla fine, il tutto ruota sull’edificazione di qualche terreno sottratto ad altri usi per costruirvi l’ennesimo piano edilizio in un città che già dispone di molte decine di  migliaia di immobili vuoti da anni e che nessuno vuole.

Può sembrare solo uno sfogo ma non lo è!

Talvolta, è proprio nei momenti più bui e di maggior crisi che le migliori idee trovano spazio e forma.

Quando finalmente si capirà che solo lo sguardo al futuro ci permetterà di vincere la sfida globale, allora, riusciremo finalmente a cogliere i frutti del successo.

Buon lavoro.

Andrea Figoli

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