Aprire un negozio compro oro. Quinta parte.

luglio 2, 2012 | Fare impresa

Con questo articolo, il nostro reportage dedicato ad aprire un compro oro giunge alla sua naturale conclusione. Nelle scorse puntate ci siamo soffermati a lungo sugli aspetti burocratici relativi alla compravendita di oro usato, che, come avrete potuto notare, non è così semplice come potrebbe sembrare in apparenza. Una volta conosciute e rispettate tutte le regole che fanno capo a questa attività, si potrà procedere più speditamente nella sua gestione. Il mancato rispetto delle norme che attengono alla corretta gestione di un compro oro possono, infatti, causare, come già visto, alcuni problemi al titolare del negozio, quali l’accusa di ricettazione e furto o di frode fiscale. Queste possono essere considerate le maggiori criticità a cui può andare incontro il gestore di un centro compro oro.

APRIRE UN COMPRO ORO : ALCUNE CRITICITA’

Altra criticità da affrontare è la concorrenza, visto che negli ultimi anni gli “oro point” sono aumentati a ritmo esponenziale sull’onda della crescita delle quotazioni dell’oro. Proprio il numero elevato di concorrenti ha fatto pensare che l’attività dei “compro oro” sia ormai giunta al declino. In realtà, sul futuro di questo segmento di impresa esistono opinioni contrastanti: da un lato i delatori che lo danno già per morto e sepolto e dall’altro i fautori che lo vedono come un settore con prospettive di crescita future ancora molto ampie. La verità, come sempre, sta nel mezzo e nel saper valutare il giusto equilibrio delle cose. Alcuni sostengono che la curva discendente delle quotazioni dell’oro non sia ancora arrivata e che probabilmente non arriverà mai, perché questo metallo, con l’attuale assetto economico globale, diverrà sempre più bene rifugio e oggetto di scambi tra gli Stati tornando ad essere quello che era nell’antichità, ovvero un valore da scambiare con altri beni. Chi entra nel giro d’affari dell’oro proprio in questo preciso momento storico, sempre secondo i fautori del successo dell’oro, si immerge in una realtà che non potrà far altro che crescere negli anni. Naturalmente noi speriamo che queste teorie si avverino, specie per i gestori degli oro point, anche se le prospettive del ritorno all’oro, come valore di scambio, significheranno una gravissima carenza di liquidità per gli Stati, le banche ed i loro cittadini.

Ma in questo reportage non parliamo di finanza, ma di creazione di impresa, per cui possiamo solo soffermarci su tutto quello che può essere utile alla buona riuscita dell’attività. Il business di un compro oro va naturalmente ampliato con la vendita di gioielli, ma anche con la compravendita di altri preziosi usati, come argento, platino e diamanti. Se siete abili a sistemare dei gioielli potete anche offrire il servizio di riparazione orologi e collane. Insomma le frontiere del business non si devono per forza fermare a comprare oro usato, inviarlo alle fonderie per ottenere oro puro, e rivenderlo, che rimangono comunque i punti centrali del giro d’affari degli oro point. Per non incorrere in un confronto eccessivo con la concorrenza, conviene avviare l’attività in zone dove esistono pochi compro oro e gioiellerie, in modo da poter essere sicuri di poter avere un buon numero di clienti. La densità dei centri compro oro è attualmente di uno ogni sei, settemila abitanti, con una maggior concentrazione nel Lazio e in Campania. Per considerarsi riuscita, un’attività in proprio gestita da una sola persona, tolte le tasse e le spese ( affitto e utenze), deve permettere almeno un reddito annuo di 25 mila euro. Con i centri compro oro è difficile fare una stima del numero ideale di clienti da ottenere per realizzare dei profitti, perché tutto dipenderà essenzialmente dalla quotazioni dei preziosi usati e dal ricarico applicato per la loro rivendita. Chi volesse avviare un centro compro oro in franchising, può farlo scegliendo diversi marchi. Per potersi affiliare con un marchio esistente, spesso bisogna pagare un fee di ingresso e una royalty pari a una certa percentuale sul fatturato ( in genere tra il 2 e il 4%). La fee di ingresso corrisponde alla somma richiesta dal franchisor per poter concedere l’uso del suo marchio al gestore del compro oro. Esistono però anche alcuni marchi “compro oro” che consentono l’affiliazione in franchising senza fee di ingresso. Eccoli ai seguenti link: www.apesodoro.com, www.franchisingcomprooro.it , www.orogoldinvestimenti.it ( questo marchio non chiede nemmeno le royalty), www.comprooroinfranchising.info. Maggiori informazioni su questa attività si possono ottenere contattando l’Associazione Nazionale “Tutela I Compro Oro”, già citata in un precedente articolo, che offre assistenza e consulenza agli associati in caso di problemi con verifiche fiscali o leggendo l’intervista al Presidente della stessa Associazione, Nunzio Ragno, realizzata dalla testata online Nanni Magazine.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

Borsaforex.it

Preziosamagazine.com

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