Cambiare vita : lasciare il posto fisso ed aprire un’attività.

luglio 20, 2012 | Fare impresa

Nonostante la crisi e la mancanza di credito elargito dalle banche, sono pur sempre milioni quelle persone che sognano di aprirsi una propria attività, sia essa un negozio, uno studio professionale od un’impresa di media o grande dimensione.

Quante persone che per anni hanno ‘coltivato’ il sogno di avviare una propria attività, ad un certo punto, decidono che è giunto il momento di ‘partire da soli’ e talvolta, alcuni di essi, si trovano a dover affrontare alcuni ‘ostacoli’.

 

Passare da lavoratore dipendente a professionista od imprenditore : quando vengono a mancare le certezze.

Fare ‘il salto’ da lavoratore dipendente ad autonomo, comporta una pianificazione di alcuni passaggi.

In effetti, il posto di lavoro fisso, nonostante i suoi limiti, offre sicuramente alcune garanzie :

  • la certezza di uno stipendio a fine mese;

  • la tranquillità in caso di malattia breve;

  • un numero limitato di ore di lavoro dopo le quali, una persona abbandona i propri pensieri e ritorna alla propria vita;

  • eventuali ‘ammortizzatori sociali’ per le imprese medie e grandi in caso di crisi;

  • ecc..

Questo breve elenco, ci permette già di capire perché la scelta di mollare tutto e mettersi in gioco autonomamente, può creare delle comprensibili ‘tensioni’ nella mente dell’aspirante imprenditore ma anche fra le persone che vivono con lui (i suoi familiari ad esempio).

Di conseguenza, quando si progetta il proprio futuro attraverso la creazione e l’avvio di una nuova attività, bisogna per forza tenere in considerazione anche la fase ‘di passaggio’.

Quali sono i punti che riguardano la fase di transizione?

Proviamo ora a redigere un elenco dei passaggi da verificare quando si decide di lasciare ‘una posizione’ sicura od abbastanza sicura per avviare un’attività propria.

  • l‘attività che andremo ad avviare, ci permetterà di disporre nel brevissimo termine di incassi e quindi, di un reddito da consentirci un sostentamento? Questo aspetto, è importante, in particolare nei casi in cui l’imprenditore od il professionista si trova a dover far fronte ai propri bisogni personali e della propria famiglia e non può rimanere a lungo termine senza concrete fonti di entrata.

    Se pensiamo ad esempio alla gestione di un bar od all’acquisto di uno studio professionale avviato, ci rendiamo conto che questo problema non si pone in generale poiché si tratta di attività già avviate e con un giro di affari continuo e garantito.

    Se invece ci troviamo di fronte all’avvio ex novo di un’attività che richiederà del tempo per essere redditizia, la cosa cambia.

    In questo caso, sarà necessario quantificare il periodo di tempo durante il quale l’attività potrà rendersi autonoma, cioè, in grado di essere profittevole e quindi, serve quantificare il budget necessario per superare questo periodo di transizione e far fronte agli impegni personali e della famiglia nel corso di questa fase.

  • Qual è la nostra situazione personale? Siamo single, abbiamo una famiglia? Abbiamo la possibilità di vivere per un certo periodo senza entrate sicure? Ognuno, vive un contesto diverso da altri e quindi, ciascuno deve valutare ogni aspetto rispetto alla propria situazione.

    Tutto questo infatti, merita di essere verificato prima di iniziare l’avventura imprenditoriale e va collegato in un certo qual modo al business plan dell’attività stessa.

    Quando si avvia un’attività, sono molti i pensieri e le preoccupazioni a cui dover far fronte ed è bene quindi, garantirsi una certa tranquillità su questo fronte per poter lavorare al meglio della proprie capacità senza essere distratti da altri pensieri.

Si prosegue nella seconda parte dove ascolteremo la testimonianza di un piccolo imprenditore che dopo anni di lavoro dipendente, ha ‘fatto il grande passo’ abbandonando le certezze ed avviando una propria attività

Continua.

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