Cogliere al volo un’opportunità. Come si fa a prendere una decisione.

luglio 26, 2012 | Formazione personale

Nella prima parte, si è approfondito il tema delle scelte che le persone effettuano quando sono sotto pressione ed hanno poco tempo per prendere una decisione.

In particolare, per tutte quelle scelte che possono cambiare la propria vita e che devono essere prese in maniera rapida quando si dispone purtroppo di poco tempo per prendere una decisione e talvolta, anche avendo limitate informazioni per poter valutare cosa fare.

 

Qual è la scelta migliore.

In particolare, abbiamo sottolineato come queste scelte siano strettamente legate a valutazioni personali, cioè la soggettività delle decisioni, influisce su che cosa fare e pertanto, il carattere emotivo dei singoli soggetti che dovranno decidere, se non ben gestito, può causare grossi errori.

Che cosa fare? Che decisione prendere?

Queste, sono le domande a cui in tanti siamo destinati a dover rispondere in alcuni momenti della nostra vita e spesso, non abbiamo tutto il tempo che vorremmo per poter riflettere e prendere una decisione più ‘saggia’.

Oggi, vogliamo richiamare la testimonianza di un imprenditore che ad un certo momento della propria vita, si è trovato di fronte ad un’opportunità ed è riuscito a coglierla pienamente.

Mi chiamo Giuseppe, 3 anni mi accadde una cosa che mi cambiò la vita in maniera positiva.

Per ragioni che poi illustrerò meglio, non posso dire il mio vero nome.

Lavoravo all’epoca in un centro assistenza caldaie e condizionatori.

Ero un semplice operaio, meglio ancora un ‘tecnico’ che si occupava delle assistenze ed avevo maturato quasi 10 anni di esperienza.

Non avevo mai valutato l’idea di aprire un’attività tutta mia.

Un tardo pomeriggio, rientrando in sede, mi resi conto che il titolare della ditta (una piccola realtà costituita da un totale di 6 persone compreso il sottoscritto ed il titolare), era nel suo ufficio a fumare e con lo sguardo pensieroso.

Dopo circa mezz’ora, quando lasciate le chiavi e la borsa degli attrezzi e gli incassi in sede stavo per uscire, salutai il titolare ma notai immediatamente che ancora era nella posizione di 30 minuti prima.

La cosa mi lasciò alquanto pensieroso ma dopo qualche minuto, tornai ad altre occupazioni e sino all’indomani mattina, non mi posi altra domanda.

Il giorno successivo, dopo circa trenta secondi dalla mia entrata in sede, fui invitato dal titolare a prendere un caffè al bar per fare due chiacchiere.

Compresi subito che era un ‘tantino’ agitato e che doveva comunicarmi qualcosa di veramente importante.

Venne subito al dunque.

Il matrimonio con sua moglie era finito male e stava per ormai per divorziarsi.

Essendo in comunanza dei beni ed avendo ‘torto’, temeva (anzi, ne era proprio certo) che la moglie lo avrebbe ‘spennato’ per bene.

Per la casa che aveva in comune con il coniuge, avrebbe dovuto abbandonarla alla moglie ed ai due figli per trasferirsi altrove ma per l’azienda che lui aveva creato in 20 anni, voleva evitare di farsela ‘risucchiare’ dal divorzio.

Mi propose di comprare l’azienda ed il fondo commerciale stabilendo che una buona parte del pagamento sarebbe avvenuta in 5 anni attraverso un forma di rateizzazione che avrei pagato un poco alla volta mano mano che gli incassi fossero entrati.

In questa maniera, lui si sarebbe garantito un pagamento ‘non ufficiale’ e avrebbe ‘salvato’ una parte del suo capitale.

Io invece, mi sarei ritrovato titolare della ditta e lui avrebbe collaborato come consulente esterno ed in questo modo mi avrebbe dato una mano a gestire ed a verificare che i successivi pagamenti fossero effettuati.

Questa improvvisa opportunità mi ‘sconvolse’ ed il pensiero di diventare titolare se da una parte mi entusiasmava, dall’altra mi spaventava parecchio.

Indubbiamente, si trattava di un’opportunità che non si sarebbe più ripresentata anche perché se non avessi accettato entro la tarda mattinata, in serata, si sarebbe rivolto ad un suo collega/concorrente.

Dissi si e nei giorni successivi, fu una corsa a predisporre il tutto con commercialisti, notaio, camera di commercio, ecc., con tutte le pratiche burocratiche da definire per sistemare la cosa.

Il primo anno, è stata dura ma oggi, sono soddisfatto di quella scelta.

Mi ha permesso di crescere in tutti i sensi, non solo economicamente, in quanto mi permesso di maturare anche in altri aspetti.

Mi ricorderò sempre di quello sguardo che aspettava un si od un no ed io che spaventato e lusingato insieme, ero semi paralizzato e non sapevo cosa fare.

Io ho avuto questa fortuna ed anche naturalmente quella di conoscere la ditta perché da anni ci lavoravo ma se non avessi avuto il supporto del mio ex datore di lavoro e non avessi conosciuto l’azienda, probabilmente non avrei accettato.

Le occasioni vanno sapute prendere al volo ma secondo solo se sono delle vere opportunità!

Ringraziando il nostro ospite che per ragioni comprensibili ha voluto limitare la sua esposizione, vi diamo appuntamento in un altro post.

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