Guerra al ribasso delle tariffe. Chi sopravviverà nella guerra al ribasso dei prezzi?

luglio 8, 2012 | Redazionale

Buon lunedì,

in questi ultimi anni, abbiamo assistito in moltissimi settori ad una guerra dei prezzi al ribasso fra i vari operatori economici che di fatto, ha interessato la maggior parte dei settori merceologici, creando contestualmente una serie di considerazioni e differenti valutazioni.

Se pensiamo al settore dei carburanti o degli alimentari per arrivare al mercato dell’auto, sino a comprendere i servizi Web e la telefonia nonché i prodotti di elettronica e tecnologia, senza tralasciare i libri, medicinali, ecc.., possiamo capire immediatamente che i consumatori hanno oggi la possibilità di accedere ad un numero maggiore di beni e servizi con un numero differente di offerte e prezzi diversificati.

Certamente, un vantaggio!

Se la concorrenza è un principio di sana economia di mercato e quindi, la possibilità per un’impresa od un professionista di proporre offerte diversificate con sconti e forme di fidelizzazione, rappresenta sicuramente un fattore positivo di ‘libero mercato’, dall’altra, ecco che dagli esempi reali a cui assistiamo quotidianamente, emergono un insieme di aspetti non sempre positivi sia sul fronte della ‘vera’ libera concorrenza fra operatori economici, che dal punto di vista del vantaggio reale per i consumatori finali.

 

La concorrenza al ribasso fra le imprese: è tutto oro quello che luccica?

Se ci soffermiamo quindi solo alla superficie dei fatti, cioè alla presenza di offerte in ampi settori relative a prezzi che tendono a proporre sconti, svendite, ecc., anche elevati, può risultare alla fine fuorviante la considerazione che ci porta a pensare che il tutto, è solo a vantaggio del ‘libero mercato’ e del consumatore finale.

In questi ultimi 30 anni, il commercio di prodotti e servizi, è stato completamente stravolto dall’arrivo della grande distribuzione organizzata, dalla nascita di colossi e reti commerciali sempre più complesse e potenti e naturalmente, anche dalla presenza del Web e di altre soluzioni distributive.

Questo, ha significato la marginalizzazione di moltissime piccole e medie realtà (molte delle quali, hanno chiuso o hanno dovuto ridimensionare il proprio business) e dall’altra, il rafforzamento di alcuni colossi e grandi organizzazioni che controllano sempre di più il mercato.

Da una parte, l’offerta è aumentata in termini quantitativi ed anche qualitativi ma non sempre, in termini reali, il consumatore può scegliere come e dove acquistare la soluzione migliore.

Se un operatore grazie alla sua forza economica, finanziaria e strutturale (grande rete distributiva), può permettersi per un periodo prolungato di offrire le proprie soluzioni al massimo ribasso e talvolta, sottocosto, dall’altra, l’eliminazione di piccoli e medi operatori con pratiche di dumping, nel medio termine, non privilegiano sempre la qualità dell’offerta.

Il peggioramento di molti servizi di assistenza al cliente da parte di grandi compagnie di servizi (telefonia, elettricità, internet, ecc.) e l’impossibilità di avere un dialogo dirette con queste aziende di fronte a dei problemi, dimostra che al sul fronte vantaggio dei consumatori, i problemi esistono.

Ad esempio, l’abbattimento delle tariffe delle imprese di pulizie e nei contratti di manutenzione e costruzione edilizia, ha provocato e sta facendo emergere in maniera sempre più palese, un livello di servizi e prestazioni veramente di basso profilo.

Tutto questo, danneggia i consumatori/utilizzatori ma nel contempo, elimina dal mercato molte imprese ‘ virtuose’ e tanti imprenditori capaci che sono in grado di portare innovazione, qualità e correttezza.

Affaripropri.com è a favore della libera concorrenza!

Siamo consapevoli del fatto che in Italia la piccola impresa non può reggere con un sistema fatto di sottocapitalizzazione ‘storica’ ed una individualità portata all’estremo da parte dei piccoli operatori.

Questi effetti, li stiamo pagando seriamente con la chiusura di molte imprese, alcune delle quali dotate di ottimi business ed opportunità ma purtroppo isolate o prive dei mezzi per espandersi a livello globale.

Questo, lo abbiamo ribadito molte volte.

Ma è giusto anche affermare che : Libera concorrenza, significa letteralmente ‘LIBERTA DI CONCORRERE’.

Se determinate pratiche scorrette e forme di finanziamento e gestione poco trasparente utilizzate da alcuni grandi gruppi, consente l’eliminazione di tanti piccoli e medi operatori, non sempre si tratta di ‘normale concorrenza commerciale’ o ‘selezione del mercato’.

In questo caso, ci troviamo di fronte ad un indebolimento dell’economia di un paese ed a limiti imposti ai propri consumatori con il rischio concreto di non avere nel futuro un ventaglio di proposte veramente alternative.

Buon lavoro.

Andrea Figoli

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