Creare una cooperativa. Terza parte.

agosto 21, 2012 | Fare impresa

In questo articolo torniamo a parlare delle cooperative, soffermandoci sulle modalità di costituzione delle stesse. Nelle scorse puntate abbiamo infatti trattato in sintesi delle varie tipologie di cooperative, della loro corretta definizione giuridica, della concorrenza, del numero di soci e del capitale sociale necessari per costituirle e di alcune novità normative riferite ai controlli fiscali in capo alle cooperative stesse. Abbiamo anche accennato ad alcuni vantaggi fiscali di cui godono queste imprese, ma non ci siamo ancora soffermati sull’iter burocratico di costituzione di una società cooperativa. Lo faremo in questa sede descrivendo gli step che portano alla effettiva costituzione di un’impresa rientrante nella forma giuridica di cooperativa. Costituire una società di questo tipo non comporta generalmente grandi spese.

CREARE UNA COOPERATIVA : LA COSTITUZIONE

L’atto costitutivo va redatto da un notaio, che provvederà a registrarlo presso il Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio. La registrazione dell’atto prevede anche il rilascio del numero di partita Iva da parte dell’Agenzia delle Entrate. Entro trenta giorni dalla costituzione dell’impresa o dall’avvio della cooperativa, va presentata anche una denuncia di inizio attività, da comunicare sempre alla Camera di Commercio. Le iscrizioni alla Camera di Commercio permettono alla cooperativa di acquisire la personalità giuridica che consente di operare con una responsabilità limitata. Cioè significa che, in caso di fallimento, si risponderà solo con il capitale della cooperativa e non con il patrimonio personale dei soci. Come dicevamo, le spese per avviare una cooperativa sono decisamente più contenute rispetto a quelle necessarie per altre attività. Le spese notarili e di registrazione dell’atto costitutivo si aggirano attorno ai duemila euro, mentre il rilascio della partita Iva è gratuito. Durante la costituzione della società cooperativa non bisogna dimenticare di aprire una posizione Inps ed Inail per tutti i soci. Questi adempimenti vengono ormai effettuati, per via telematica, da centri di assistenza fiscale e da commercialisti abilitati. Anche in questo caso, le spese da sostenere per le pratiche sono abbastanza sopportabili. Altri costi che incidono sull’investimento sono quelli classici di qualsiasi attività di impresa, ovvero la location, le attrezzature e i prodotti dei fornitori.

La società cooperativa può, però, operare con mezzi propri, quindi acquistati dopo la sua costituzione o con mezzi apportati dai singoli soci. I soci di una cooperativa possono apportare anche la loro attività di lavoro all’interno della società, in tal caso si parla di soci lavoratori. I soci lavoratori delle cooperative sociali di tipo B godono anche di vantaggi fiscali, mentre quelli delle cooperative omonime di tipo A non hanno diritto ad alcun vantaggio fiscale, devono dunque pagare regolarmente le tasse secondo le norme previste per questo tipo di imprese. Con la cooperativa, in ogni caso, si investe spendendo cifre molto più ragionevoli rispetto ad altre tipologie di imprese; l’unico “neo”, su questo fronte, può essere rappresentato dalle difficoltà di accesso al credito bancario, specie in questo particolare momento di crisi economica. Da notare, inoltre, che le banche finanziano molto più facilmente le società con responsabilità illimitata, mentre tendono a finanziare meno quelle con responsabilità limitata. Secondo uno studio realizzato da Irpet, Unioncamere Toscana e Osservatorio Regionale Toscano sulla Cooperazione, le imprese cooperative del territorio, che hanno acceso finanziamenti a lungo termine, con il sistema bancario, sono il 39%, mentre il 34% dichiara di aver fatto ricorso a finanziamenti a breve termine. Le restanti risorse vengono reperite tramite i soci ( 34%), il capitale sociale ( 25%), prestiti sociali, fondi europei, apporti di soci sovventori e riserve indivisibili. I dati di questo report, anche se riferiti alla regione Toscana, indicano quali possono essere i principali canali di finanziamento di una nuova cooperativa. Tra le varie fonti di finanziamento si indicano anche prestiti sociali, soci sovventori e riserva indivisibile. Chiariremo meglio nelle prossime puntate queste forme di sostegno finanziario. In questo articolo possiamo però parlare dei soci sovventori, una nuova categoria di soci che possono far parte delle cooperative con il ruolo di finanziatori. I soci sovventori sono previsti dalla Legge 59/92 e per poter avere il ruolo di finanziatori della cooperativa è necessario che nello Statuto dell’impresa sia prevista la costituzione di fondi per la ristrutturazione o per lo sviluppo aziendale o per l’implementazione di progetti tecnologici. Per le cooperative sociali è prevista, inoltre, la tipologia dei soci volontari che prestano la loro opera gratuitamente all’interno dell’impresa. Questi soci non possono superare la metà di quelli con incarichi lavorativi, ma hanno diritto all’assicurazione infortuni obbligatoria e al rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento della loro attività. Nelle cooperative sociali di tipo A l’attività dei soci volontari deve essere complementare ed accessoria e non deve sostituire il lavoro degli operatori professionali richiesti dalla legge per lo svolgimento delle attività tipiche di una cooperativa sociale. Sempre nelle cooperative di tipo A esiste anche la figura del socio fruitore, che ha diritto a fruire dei servizi della cooperativa di cui è socio.

Fonti di alcuni dati:

http://www.ftsnet.it/documenti/702/cooperative,%20crisi%20finanziaria%20e%20rapporto%20con%20il%20credito_IRPET.pdf

http://www.mediatau.it/sb/aree/lavoro/coop_sociale/tipologie_soci.htm

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

Isidesociale.it

Lineadiconfine.it

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