Crearsi una reputazione on line. La cura e la gestione della reputazione.

agosto 30, 2012 | Formazione personale

Internet ed i vari strumenti che permettono di accrescere la propria visibilità (siti, forum, social network, ecc.), hanno consentito a molti individui ed imprese di aumentare il proprio ‘peso’, approfittando delle qualità di questi strumenti.

Riuscire a comunicare e mantenersi in contatto con una platea enorme di utenti in tempo reale, permette di ottenere vantaggiosi risultati ma come per ogni cosa, c’è sempre il rovescio della medaglia.

Se in poco tempo molti business possono essere sviluppati e certi artisti e professionisti possono disporre di un media potentissimo e senza dover ricorrere a mediazioni, dall’altra, esporsi in prima persona comporta anche una seri di rischi non banali.

E’ accaduto più volte che artisti, professionisti famosi abbiano ‘chiuso’ il proprio profilo su facebook o twitter per l’impossibilità di gestire quello che era diventato per loro un lavoro h24 e sette giorni su sette e perché incapaci di rispondere ai commenti spesso negativi che erano giunti.

Questi nuovi media, richiedono infatti anche una capacità di gestione e manutenzione che in troppi all’inizio, tendono a sottovalutare in quanto guardano solo all’aspetto positivo, cioè al vantaggio di comunicare rapidamente ed a costi irrisori.

Inoltre, non sono infrequenti i casi in cui clienti insoddisfatti di strutture alberghiere e ristoranti utilizzino l’area commenti di molti siti turistici per postare lamentele che verranno rese visibili a milioni di utenti e questi contenuti, potranno fare la fortuna o la disgrazie di queste attività.

La visibilità offerta dal Web ed i rischi connessi.

Per molte tipologie di attività o meglio ancora, praticamente per tutte, la ricerca della visibilità passa sempre più dalla Rete.

Seo, esperti di social markering e di comunicazione Web, affinano le loro competenze per offrire sempre maggiore visibilità in termini quantitativi.

L’importanza di esserci ed anche ‘il più possibile’ e talvolta anche ‘a qualunque costo’, è diventato un must a cui nessuno vuole rinunciare

Questo però, si trasforma talvolta anche in un’arma a doppio taglio.

Se da una parte è facile salire a livelli notevoli, è altrettanto semplice e veloce precipitare a causa di una risposta data male, oppure di un messaggio o di un contenuto più ampio pubblicato con eccessiva leggerezza.

In tanti, forse in troppi si sono improvvisati esperti di comunicazione e così, in questi recenti anni, abbiamo assistito ad un fiorire di molti cosiddetti professionisti che più che curare l’immagine, puntano a far ‘circolare’ qualche immagine.

I risultati negativi, non tardano a farsi sentire ed in questi errori, sono caduti anche molti nomi famosi dello spettacolo, degli affari e della politica.

I danni causati da un errore o da un commento negativo, se questo sottolinea una grave mancanza, ‘bruciano’ automaticamente il lavoro di parecchi mesi ed a volte anche di anni.

Ecco perché la cura del brand deve sempre più puntare su un lavoro qualitativo e non quantitativo.

 

Il futuro del brand.

Se pensiamo ad alcuni brand famosi in vari settori della moda, delle tecnologie e di ogni altro settore di attività, ci rendiamo conto come una credibilità così ampia e forte sia poi sempre in pericolo e come vada tutelata non tanto in maniera passiva o difensiva ma attraverso azioni che mirino a rafforzare il brand con azioni positive in linea con ciò che si vuol comunicare.

E’ inutile negarlo, la sempre maggior espansione dei nuovi media, obbligherà chiunque a conoscere perlomeno le basi della comunicazione anche senza essere esperti professionisti

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