Non fare debiti. Uscire dai debiti.

agosto 10, 2012 | Fare impresa

Nella prima parte, abbiamo presentato il caso di un’impresa che accresce il suo indebitamento a causa di una serie di problemi di gestione ed anche di difficoltà legate al business stesso.

A questo punto, le banche difficilmente in questo periodo, sono disposte a concedere ulteriori prestiti che porterebbero ad accrescere l’esposizione dell’impresa proprio in un momento in cui le condizioni generali dell’economia non permettono un facile rientro dal debito.

 

Cosa può fare l’imprenditore?

C’è solo una strada da percorrere, cioè, rivedere la gestione completa dell’impresa alla luce della nuova realtà e non di una vecchia gestione che attualmente non è per nulla compatibile con l’attuale contesto.

Non si può continuare a comportarsi come nel periodo in cui i flussi di entrata di denaro nell’azienda erano superiori e maggiormente garantiti.

Pensare di ricorrere all’aumento del debito dell’impresa solo per allungare la vita di qualche mese ad una gestione assolutamente fallimentare, significa unicamente prendere o perdere ulteriore tempo prezioso che dovrebbe essere invece impiegato per rivedere completamente il proprio business.

Limitarsi a dire ad un imprenditore che non deve aumentare la sua esposizione debitoria è sin troppo facile.

Più complesso invece, è proprio far comprendere a quell’imprenditore che sta vivendo una fase di elevata tensione e che lo porta alla disperata ricerca di liquidità per tamponare delle necessità urgenti, di fermarsi un momento e riflettere.

Significa in concreto, invitare l’imprenditore a fare il punto dell’attuale situazione per consentirgli di affrontare le cose non più in maniera ‘frettolosa’, passando il tempo a ‘tamponare’ delle falle, bensì, analizzando la propria situazione e studiando una via di uscita credibile.

Sono migliaia quegli imprenditori che giornalmente ‘corrono’ avanti ed indietro per raccogliere soldi che a loro volta vengono ‘bruciati’ per colmare situazioni di emergenza ed in questo vortice di tensioni, l’imprenditore rischia di perdere la visione globale del proprio business, smarrendo i propri obiettivi e facendosi coinvolgere dalla drammaticità della situazione.

Imboccare un percorso di questo genere, significa ‘precipitare’ verso il basso senza avere alcuna possibilità di uscita per una serie di ragioni :

  • se l’azienda è in crisi, difficilmente, visti i tempi attuali, fra due o tre mesi, si può sperare di ritornare alla situazione precedente;

  • se il mercato è completamente cambiato, non si può agire con le regole di prima;

  • se i nostri costi non sono più competitivi, non serve assolutamente indebitarsi ulteriormente per sopravvivere qualche mese in più;

  • aumentare il debito, significa sin da subito, accrescere i costi dell’azienda per far fronte agli interessi ed oneri del prestito e quindi, aggravare ulteriormente il bilancio dell’attività;

  • perdere ulteriore tempo senza prendere decisioni ‘strutturali’, significa allontanare maggiormente la possibilità di trovare una via di uscita;

  • ‘bruciare’ altre risorse, ridurrà la possibilità per l’impresa di disporre di spazi e capitali necessari per il rilancio della sua azione.

In questo post, abbiamo cercato di presentare una situazione molto comune fra numerose imprese che sono in una situazione di impasse e stanno rinviando le decisioni da prendere, con tutte le conseguenze che qui sopra sono state evidenziate.

Nella prossima puntata, ascolteremo alcuni esempi che ci aiuteranno a focalizzare ancor meglio questo argomento.

Continua.

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