Trovare idee in tempi di crisi. Inventarsi soluzioni con la crisi. Seconda parte.

agosto 1, 2012 | Fare impresa

Nella prima parte, abbiamo volutamente evidenziato come oltre alla crisi generale della nostra (e non solo) economia che è purtroppo innegabile, assieme a tutti i risvolti annessi, esiste anche un atteggiamento purtroppo ancora diffuso tra alcuni imprenditori che limita solo alla ‘polemica’ ed ‘all’attesa di futuri cambiamenti’. In pratica, di fronte a problemi e difficoltà, tendono in molti casi a limitarsi a ‘sperare’ che qualcosa cambi.

Cioè, di fronte a delle sfide enormi e che spesso ‘spaventano’ e ‘mettono in discussione’ un contesto che per molti anni è stato il loro punto di riferimento (di vita e di business) per centinaia di migliaia di piccoli e medi imprenditori, accade che una buona parte di questi protagonisti, tenda a ‘non agire’ o meglio ancora a ‘reagire’, limitandosi a continuare con la solita routine.

 

Il mondo cambia e noi rimaniamo fermi.

Nella prima puntata, abbiamo evidenziato quanto sia importante per ogni imprenditore avere il coraggio di rimettersi in discussione, anche attraverso una serie di domande semplici ma efficaci.

Infatti, nel suo piccolo, un imprenditore deve riuscire a capire con molto pragmatismo, di fronte ad un periodo di forte crisi, in quale contesto si trova ad operare e cioè,

  • si tratta di una crisi passeggera? Molte volte, si tende a volersi autoconvincere che tutto passerà a breve e che sia sufficiente aspettare e far passare i momenti peggiori. Purtroppo, non sempre è così! Prendere tempo e ‘bruciare’ ulteriori risorse, può aggravare ulteriormente una situazione già difficile.

  • Ci sono spazi per fare dei cambiamenti all’interno della propria attività e che potrebbero rilanciare l’azione imprenditoriale? Talvolta, questo è possibile. Altre volte no. Sicuramente, è necessario verificare se è possibile apportare dei miglioramenti che consentano all’impresa di uscire dall’impasse o comunque, di migliorare la propria situazione. Vale comunque la pena di effettuare tutte le verifiche utili.

  • Il settore non ha futuro o l’impresa stessa ha raggiunto il suo capolinea? Non è certo l’ipotesi desiderata ma in certi casi, è meglio prendere atto della realtà delle cose anzichè continuare con una lunga agonia che nel tempo trascinerà l’impresa verso il fallimento e gli stessi soci in direzione di situazioni personali molto difficili. Fermarsi a riflettere sulla reale situazione, è doveroso di fronte ad una crisi che ha colpito l’impresa e che appare da subito tutt’altro che passeggera.

  • Cambiare settore? Diversificare la propria attività? E’ proprio nei momenti di maggior crisi che si ‘aprono’ nuove opportunità e si da spazio a quelle idee che per mancanza di tempo (e anche di coraggio) da molto si rimandavano o venivano relegate a data da destinarsi.

    Quando la crisi diventa ‘pesante’ e ci si trova ad avere ‘tempo libero’ per riflettere, è bene allora verificare se le condizioni di mercato permettono una ‘revisione’ del nostro business oppure, addirittura una avvio di attività in altro settore.

    Ci sono tante esperienze di imprenditori che di fronte al perdurare di situazioni di crisi, prima che la situazione degenerasse, hanno ‘abbandonato’ il proprio campo di attività, investendo ed avviando dei nuovi business in altri settori.

  • Ristrutturare l’azienda. A fronte di un calo del fatturato e di minori margini, forse, è il caso di rimettere in discussione anche la struttura stessa del business che da anni si gestisce.

    Questo, può significare purtroppo anche mettere a mano a ‘tagli’ non piacevoli ma doverosi che servono a garantire una sopravvivenza all’attività.

    Rinviare alcune di queste azioni, può purtroppo aggravare il bilancio della stessa impresa e rendere impossibile in futuro riuscire a salvare la stessa attività.

  • Altro.

In questa serie di punti, abbiamo cercato di evidenziare alcune delle domande principali che un imprenditore deve porsi di fronte a quei cambiamenti che hanno ‘interessato’ spesso in maniera negativa la sua attività ma che lo responsabilizzano in qualità di imprenditore di fronte a scenari nuovi e spesso difficili da affrontare.

Nelle successive puntate, proseguiremo con altri aspetti.

Continua.

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