Quali attività sono a rischio? Quali sono le professioni a rischio?

settembre 14, 2012 | Fare impresa

Nel corso della prima parte, abbiamo cominciato la disanima di tutti quei settori e professioni che sono maggiormente a rischio a seguito dello sviluppo delle nuove tecnologie.

Abbiamo parlato della figura del tipografo che per anni è stata fondamentale in molti aspetti della nostra vita : stampa di giornali, libri, ogni documento cartaceo, ecc..

Oggi, con il Web e la progressiva eliminazione del ‘cartaceo’, la richiesta di servizi tipografici sta diminuendo anno dopo anno.

Oltre alle professioni che sono in crisi da anni, ci sono quelle che potrebbero correre rischi in futuro, tipo quella del traduttore o del programmatore professionale Web che realizza siti Internet a causa degli ‘automatismi’ e ‘software’ che permetteranno a sempre più individui di ‘fare da sé’.

 

Quali sono le professioni a rischio in futuro?

In un mondo che è in continua evoluzione e dove la globalizzazione ha fortemente influenzato questi cambiamenti, sarà sempre più difficile incontrare professioni che potranno vantare rendite di posizione a lunghissimo termine.

Se pensiamo ad esempio alla professione del tradizionale fotografo stile anni settanta ed ottanta, con il suo laboratorio situato nel quartiere cittadino e che si occupava delle foto dei matrimoni, delle comunioni, delle scolaresche, ecc., tutto questo, è già da qualche anno in profonda crisi.

Il digitale e la possibilità per chiunque di realizzare foto con soluzioni alla portata di tutti, oltre alla nascita di telecamere semplici ed a basso costo, ha ‘marginalizzato’ molto questo tipo di attività ed ha portato conseguentemente alla chiusura di molti piccoli negozi.

Inoltre, la realizzazione di grandi laboratori che si occupano dello sviluppo delle foto, ha ulteriormente tagliato via altro lavoro a questi professionisti.

Con le nuove tecnologie e l’arrivo sul mercato di prodotti funzionali a basso costo, in molti, si sono improvvisati fotografi ed hanno, seppur in maniera maldestra, sottratto spazi, offrendo prezzi stracciati e riducendo il giro di affari del settore.

La capacità di adattamento di fronte ai cambiamenti.

Oltre a casi specifici come quello appena presentato, esistono situazioni differenti che coinvolgono le numerose professioni ed attività.

Tutto quello che oggi è in essere, potrà essere rimesso in discussione e di conseguenza, sempre di più, i singoli professionisti e gli imprenditori dovranno avere la capacità di adattarsi e ‘riposizionarsi’ alla luce dei continui mutamenti.

Infatti, tutto questo, comporterà una selezione naturale che farà molte vittime tra coloro che non sapranno accogliere questi cambiamenti.

In molti casi, spesso non si tratterà solo di sostituire alcune specifiche figure professionali con strumenti tecnologici o soluzioni similari (come abbiamo visto) ma riguarderà anche la diversa modalità di fruizione di questi servizi.

Stanno infatti nascendo ovunque piattaforme che funzionano come dei veri e propri marketplace, ossia permettono a consulenti e professionisti di mettersi sul mercato e proporre direttamente i propri servizi a chiunque.

Da una parte, tutto questo, consentirà a giovani e sconosciuti player di trovare clienti e cominciare a lavorare con profitto, dall’altra, abbatterà il valore di avviamento di molte attività e ridurrà le rendite di posizione che molti soggetti hanno.

Dal punto di vista negativo, una maggiore concorrenza (come abbiamo osservato in queste due puntate), potrebbe ridurre i margini ed i profitti dei vari operatori.

Proprio in merito a questo punto, sarà necessario per ogni singolo professionista, sapersi reinventare e riposizionare in aree e nicchie maggiormente redditizie ed essere capaci (quando serve) di abbandonare quei segmenti che non garantiscono un futuro per potersi così meglio concentrare su quelle aree che presentano migliori chance.

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