Come diventare consulente politico. Seconda parte.

ottobre 5, 2012 | Fare impresa

Nella prima parte, abbiamo presentato questa figura professionale cercando di evidenziare le competenze e le doti che deve possedere per poter operare.

La politica, è un mondo a sè stante, con le sue regole ed i propri meccanismi che occorre conoscere molto bene.

Non è pertanto possibile improvvisarsi, né tantomeno prendere sottogamba certe iniziative.

Diventare un esperto in questo settore, significa dedicare anni di lavoro e preparazione sul campo con passione e sacrificio.

Ci siamo anche soffermati sui cambiamenti avvenuti nel corso degli anni e della modalità con cui si è evoluta la figura di questo professionista.

In passato, la formazione del consulente politico, avveniva solo attraverso ed all’interno delle organizzazioni partitiche strutturate o mediante la partecipazione/collaborazione con gli staff di parlamentari e politici che formavano i propri collaboratori.

La nascita di corsi universitari, master, specializzazioni, ecc., ha permesso di acquisire alcune di queste conoscenze nelle aule formative, anche se la necessità di un periodo di ‘praticantato’ direttamente ‘sul campo’, è sempre necessario, anzi fondamentale, per consentire ai futuri consulenti di capire e provare tutti i meccanismi e le regole di questa professione.

 

Quali sono le competenze richieste ad un consulente politico?

Facendo una similitudine con le imprese tradizionali, per un politico, il proprio ‘mercato’, è rappresentato dagli elettori ed il ‘fatturato’, è costituito dal consenso elettorale che si misura con i voti ricevuti durante le elezioni, mentre nel periodo ordinario, viene valutato attraverso un indice di gradimento attraverso l’uso di sondaggi.

Un politico, ha pertanto bisogno di consenso e la spasmodica ricerca di ‘approvazione’ da parte degli elettori, è l’obiettivo del suo staff per consentire al ‘cliente politico’ l’ottenimento di un elevato livello di popolarità attraverso la ‘costruzione’ ed il ‘mantenimento’ del consenso grazie sopratutto ad una serie di azioni e strategie mirate.

Il momento clou e più impegnativo per il consulente politico, è rappresentato dalle campagne elettorali che si susseguono nel corso degli anni.

In questi periodi, si concentra un notevole carico di lavoro, stress, impegni a 360 gradi che mettono sotto pressione lo staff di qualunque politico perché in sole poche settimane, ci si gioca tutto : la vittoria o la sconfitta.

Lo staff e le varie competenze.

All’interno di uno staff, possono coesistere varie competenze.

La figura del coordinatore di uno staff è importante, in particolare, quando il gruppo di collaboratori è ampio e c’è il rischio che il tutto degeneri in anarchia.

Una figura manageriale che sappia valorizzare le singole competenze e sia in grado di indirizzare la squadra verso il successo, evitando attriti, sovrapposizioni di competenze, perdita di tempo, errori e dimenticanze, è fondamentale.

Per poter ricoprire questo incarico di leader, è necessario aver maturato un’importante esperienza che consenta di conoscere tutti gli aspetti e le pieghe di questo settore.

Talvolta, una campagna elettorale, si vince o si perde per pochissimo. Può bastare l’errore di un avversario oppure, una dimenticanza del proprio staff.

Per questo, occorre raggiungere livelli di eccellenza.

Ricoprire l’incarico di direttore di una campagna elettorale, vuol dire conoscere ogni competenza necessaria e poter quindi controllare e verificare l’efficienza di ogni funzione e collaboratore ed essere in grado così eventualmente di intervenire per tempo nel caso in cui si prendesse atto dell’esistenza di problemi o di presunte criticità.

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