L’ora delle scelte. Quando arriva il momento di agire.

ottobre 7, 2012 | Redazionale

Buon lunedì,

Nella vita di ciascun individuo, come del resto all’interno di ogni contesto organizzato (un’impresa, un Paese, un’associazione, ecc.), arriva il momento di prendere quelle decisioni che da tempo si erano rinviate per una serie di ragioni :

  • per la paura di sbagliare;

  • perché non si vuole scontentare qualcuno e/o si preferisce mantenere un certo equilibrio che per quanto precario, garantisce un insieme di vantaggi;

  • perché con il tempo, la consuetudine ad alcune certezze, portano certamente ad ‘una pigrizia’, ‘un’abitudine’ che spinge gli individui a mantenere gli stessi comportamenti e le stesse azioni nel tempo, privilegiando lo ‘status quo’, rispetto alla ricerca di migliorie e perfezionamenti;

  • ecc..

Si tende pertanto all’immobilismo per non cambiare nulla e cercare di tenersi stretti i vantaggi e le prerogative acquisite.

 

E’ peggio l’immobilità o la conseguenza di certe scelte?

E’ difficile rispondere in maniera generica ed univoca a questo quesito ma certamente, il non far nulla di fronte a certe situazioni, con il tempo, provoca effetti negativi e ripercussioni molto gravi a cui poi è difficile rimediare.

Se non si è capaci di cambiare da soli e quindi, di evolvere progressivamente, in questo caso: la natura, il tempo, il mercato, l’età ed altri fattori, faranno quello che non si è stati capaci di fare in maniera autonoma, rinnovando e cambiando il contesto statico che per parecchio tempo si era formato e tutto questo, avverrà da solo senza mediazioni e senza la possibilità di riuscire a gestire questa fase.

Quante attività di successo e ben consolidate sono state spazzate via in breve tempo dall’arrivo di un nuovo concorrente sconosciuto ma nei fatti più aggressivo ed ‘affamato di risultati’ e quante carriere di personaggi di successo, di punto in bianco, hanno subito un tracollo a seguito della comparsa di nuovi concorrenti più tenaci ed ‘aggressivi’ o solo a seguito di qualche cambiamento improvviso, per non parlare di regimi politici, assetti organizzativi che parevano granitici e stabili ed invece, dall’oggi al domani, sono crollati improvvisamente, lasciando un vuoto che immediatamente è stato colmato da nuovi soggetti e da un nuovo equilibrio.

Tutto, è destinato ad evolversi e cambiare, eppure, in pochi, sono disposti a comprendere questo concetto molto semplice.

I cambiamenti, avvengono sempre e non hanno una cadenza periodica e quando giungono, ben poche volte mandano un preavviso (anzi, molto raramente lo fanno)!

I preavvisi, sono dei segnali che bisogna saper captare e talvolta, per abitudine, opportunità e ‘vigliaccheria’, si fa finta di non vederli e percepirli.

Rappresentano infatti le ‘crepe’, i primi scricchiolii di un equilibrio molto precario che sta per crollare di colpo e travolgerà tutto e tutti, portando un nuovo assetto ed un differente panorama.

Per natura, l’uomo è portato ad agire per necessità e quando incontra un equilibrio che ritiene ‘stabile’, cerca di difenderlo.

Tutto questo, è comprensibile.

La questione, è invece quella di riuscire a comprendere, anzi VOLER CAPIRE, quando una fase è in DECLINO, o meglio è terminata e quindi, quando è necessario CAMBIARE ed EVOLVERSI per non venire spazzati via.

La capacità che i vari gruppi dirigenti (imprenditori, manager, politici, ecc.) hanno di saper cambiare, rimettendo in discussione alcune o molte certezze, rappresenta un elemento di forza.

Come tanti appassionati di calcio sanno : a forza di stare chiusi in difesa e senza fare azioni, le partite prima o poi si perdono perché qualche goal, per quanto brava sia la difesa, entrerà prima o poi.

La capacità di coniugare l’azione migliorativa : nella nostra vita, nel campo degli affari, negli assetti organizzativi di ogni tipo (politica, associazionismo, ecc.), attraverso una visione ed una serie di comportamenti, non mette a rischio le sicurezze ma offre un FUTURO alle certezze di oggi.

Buon lavoro.

Andrea Figoli.

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