Trasferire la propria impresa all’estero.

ottobre 25, 2012 | Fare impresa

Riprendiamo dal redazionale pubblicato alcuni giorni fa, in cui abbiamo evidenziato un atteggiamento ormai molto diffuso in Italia fra numerosi imprenditori : quello della voglia di mollare tutto e portare la propria attività ed i propri interessi all’estero, in maniera totale, parziale o prevalente.

 

Che cosa significa mollare tutto e spostare i propri interessi altrove?

Possiamo trovarci di fronte a diversi casi. Tra cui :

  • il classico esempio di delocalizzazione produttiva. Ossia, un’impresa manifatturiera cessa la propria attività in Italia e sposta gli impianti e la relativa produzione in altri paesi che offrono condizioni migliori dal punto di vista economico, fiscale, logistico, ecc.. Su questo punto, abbiamo già in passato dedicato diversi post ed approfondimenti;

  • la chiusura totale o parziale dei propri affari in Italia e lo spostamento del fulcro dei propri interessi in un altro paese su cui si concentrano i nuovi ed i prossimi investimenti ed iniziative, in quanto si è effettuato una scelta nuova che di fatto ha spostato dall’Italia verso un altro paese, il punto di riferimento primario per il business ed anche in molti casi, per la propria vita privata.

    Ci sono molti esempi diversificati che sono relativi a questo punto, ad esempio : l’imprenditore che chiude o limita gli investimenti in Italia solo ai settori ancora attivi o con prospettive future e poi, cerca di avviare in altri paesi delle attività nuove (quindi, non delle delocalizzazioni vere e proprie), anche in settori nuovi che sino ad oggi non erano stati presi in considerazione ma che all’interno di quei paesi, incontrano uno spazio e delle opportunità molto interessanti. Ci sono imprenditori che in Italia si occupavano di manifatturiero, commercio, servizi alle imprese, ecc. e poi, all’estero, hanno investito ed avviato attività legate ad altri comparti come : turismo, agricoltura, immobiliare, ecc..

    Si tratta quindi della ricerca di nuove opportunità in aree che offrono maggiori spazi e possibilità di guadagno rispetto al paese di partenza.

Quali sono i passaggi che vanno presi in considerazione in queste scelte?

Un imprenditore, per sua natura, è abituato a rischiare ma anche a pianificare e valutare le varie opportunità ed i rischi presenti in ogni iniziativa.

Questo, significa che la fase di ‘passaggio’ deve essere gestita con criterio ed attenzione in tutte le sue componenti.

Proviamo a schematizzare alcuni di questi passaggi che approfondiremo successivamente anche con la prossima puntata.

  • Innanzi tutto, è bene definire che cosa si sta cercando. Ad esempio, siamo alla ricerca di opportunità nuove? Il nostro obiettivo è quello di trovare una localizzazione dove spostare la produzione per avere costi minori? Desideriamo cominciare a diversificare con nuovi investimenti in settori alternativi? Si è alla ricerca si nuove esperienze ancora da definire? Ecc.;

  • una volta chiarito il punto precedente, occorre individuare l’area (il paese e la zona) su cui concentrare le attenzioni cercando di approfondire le conoscenze necessarie per valutare realmente la fattibilità dell’iniziativa che si vuole portare avanti. Per fare questo, cioè raccogliere informazioni, esistono numerosi canali informativi e possibili contatti;

  • dopo il punto precedente, è doveroso, prendere contatti con professionisti (avvocati, commercialisti, associazioni, ecc.) seri e credibili che siano in grado di supportare il progetto nelle varie fasi (dalla start up, sino alla gestione ordinaria ed anche a tutta quella serie di problematiche che possono capitare nel corso della gestione futura, alcune delle quali improvvise e quindi, non pianificate;

  • che tipo di iniziativa si vuole avviare e che cosa si vuol portare avanti in generale? Se al primo punto, abbiamo definito gli obiettivi di massima, cioè che cosa ci piacerebbe fare ed in quali direzioni puntare, ora, avendo anche individuata l’area ed i consulenti in grado di aiutarci nell’opera, occorre entrare nello specifico, predisponendo un piano dettagliato di cosa si vuole e si può realmente fare;

  • come gestire la componente ‘privata’, ossia se si decide di risiedere parzialmente od in buona parte in quel paese, occorre conoscere tutta una serie di regole e consuetudini per evitare errori e disporre della migliore qualità della vita;

  • ecc..

Nella seconda parte, si prosegue, approfondendo alcuni di questi punti.

Continua.

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