Aprire un’attività di vendita. Quinta parte.

novembre 2, 2012 | Fare impresa

Nelle due precedenti puntate, abbiamo ascoltato la testimonianza di un imprenditore che ha creato dal nulla un’impresa commerciale per la vendita di prodotti alle imprese piccole e medie con una struttura di agenti di vendita, partendo dalla propria esperienza di semplice venditore.

In questa ultima puntata, ascolteremo un altro imprenditore che oltre 30 anni fa, creò la sua impresa, dopo pochi anni di attività di venditore porta a porta.

 

Diamo la parola al nostro ospite.

‘Sino a 3 anni fa, ho gestito nell’arco di oltre trentanni, un’attività di vendita a domicilio con successo, guidando una rete di venditori che è giunta ad avere in alcuni momenti, anche oltre 150 persone impiegate nelle vendite.

Ho cominciato la mia vita lavorativa come semplice venditore.

Dopo un paio di esperienze nella vendita a domicilio che sono durate quasi 5 anni, decisi che era giunto il momento di mettermi in proprio, avviando un’attività che potesse offrire migliori prodotti ai miei clienti e contemporaneamente, migliorare la strategia commerciale che negli anni, non era affatto cambiata.

Lo stimolo al cambiamento, avvenne quando decisi di sposarmi. Un cambiamento che mi ha messo di fronte ad una serie di nuovi stimoli ed aspettative.

Avevo bisogno di un reddito maggiore e di maggiori sicurezze per il futuro.

Ammetto che per quasi un anno, cioè fra gli ultimi 2 mesi del vecchio lavoro ed i primi 10 mesi di avvio della nuova attività, ho lavorato 7 giorni su 7, 18 ore al giorno per riuscire a coprire i costi e portare tutti i mesi a casa uno stipendio per la mia famiglia.

Ero un ragazzo con pochi soldi e molte aspettative.

Avevo ‘la fame’ dentro, la voglia di riuscire.

Prima di pensare di sposarmi, vivere abbastanza alla giornata.

Quello che percepivo come compenso da venditore mi bastava e nonostante avessi sognato una vita migliore, non avevo mai avuto il coraggio di fare il grande passo.

La forza e lo stimolo a cambiare.

Il tutto, fu stimolato da due eventi : la voglia di mettere su famiglia ed uno scontro avuto con uno dei responsabili che un giorno, mi fece saltare una vendita per colpa sua, attribuendo invece a me la responsabilità.

Questa, fu la goccia che fece traboccare il vaso e mi servì da ulteriore stimolo a prendere la decisione di mollare tutto e ricominciare con una mia esperienza imprenditoriale.

Nella prima fase, mia moglie fu la mia vera e propria collaboratrice ed uno dei miei primi venditori, mi permise di creare una rande rete di vendita.

Devo dire che l’impegno ed anche un po’ di fortuna mi hanno aiutato.

Con il senno del poi, se avessi programmato tutto, mi sarei sicuramente spaventato e non avrei preso quella decisione.

Penso sempre che un pizzico di follia accompagni sempre le iniziative di successo.

Si può pianificare con precisione e si può riuscire a gestire ben le cose ma è difficile prevedere il tutto.

Sono riuscito a gestire nei primi tempi tutte le situazioni, anche quelle non previste, con freddezza ed ho avuto fortuna.

Di mio, ci ho messo lo sforzo, l’impegno, la grinta e la consapevolezza che una volta partito, sarebbe stato impossibile tornare indietro.

Non avrei avuto il coraggio di dire : ‘Ho sbagliato’!

Anche l’orgoglio, è stato un ulteriore strumento di motivazione.

Oggi, i tempi sono cambiati e mi rendo conto che al lato pratico, ci sono alcune difficoltà in più rispetto a 30 anni fa però, le motivazione, le aspettative e la decisione con cui si affrontano queste iniziative non cambiano.

O si è decisi sino in fondo, oppure, è meglio lasciare perdere!

Questo, è il concetto che sta alla base di un progetto imprenditoriale che un giovane imprenditore senza alle spalle nessuno deve mettersi in testa.’

Ringraziamo anche questo nostro ospite per l’utile apporto che ha ci fornito.

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