Diventare psicologo. Aprire uno studio di psicologo.

novembre 23, 2012 | Libera professione

   La recente situazione di crisi economica sta provocando gravissime conseguenze sociali e psicologiche, come l’aumento della disoccupazione e la crescita dei suicidi. I dati allarmanti del fenomeno denotano una forte destabilizzazione dell’equilibrio delle persone: una fragilità interiore che spesso richiede il supporto e l’intervento di professionisti specializzati. Il quadro socioeconomico si presenta, dunque, molto ricettivo per il lavoro di quello che da sempre viene definito il professionista o l’esperto della mente: lo psicologo.  Spesso questa figura viene confusa con quella dello psicoterapeuta e dello psichiatra.

 

DIVENTARE PSICOLOGO : LA PROFESSIONE.

 

In realtà si tratta di figure simili, ma con ruoli e percorsi di formazione differenti. Lo psicologo e lo psichiatra,  attraverso una specializzazione mirata, possono diventare anche psicoterapeuti. C’è da dire che lo psichiatra è  laureato in Medicina e Chirurgia, mentre lo psicologo è laureato in Psicologia. Ma cosa fanno esattamente lo psicologo, lo psichiatra e lo psicoterapeuta? Se tutti e tre sono specializzati in psicoterapia, fanno esattamente la stessa cosa: curano di disturbi mentali utilizzando tecniche di psicoterapia. Lo psichiatra, però, essendo anche  medico, può prescrivere anche dei farmaci. Tornando alla sola figura ed al ruolo dello psicologo,   la Legge di ordinamento della professione di psicologo,n. 56 del 18 febbraio 1989, dice testualmente: “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

L’ATTIVITA’ DI PSICOLOGO.

Lo psicologo, dunque, offre essenzialmente un’attività di supporto psicologico a singole persone o gruppi, sia in forma di libero professionista che come dipendente del SSN. Spesso, i giovani che desiderano intraprendere la professione di psicologo, la confondono con quella dello psicoterapeuta, professione che possono anche svolgere se dopo la laurea e la specializzazione in psicologia si abilitano frequentando una scuola di specializzazione quadriennale in psicoterapia. Parleremo più avanti nel dettaglio del percorso formativo dello psicologo, ma intanto vogliamo soffermarci proprio sul ruolo e le peculiarità di questa figura, che nella sua attività principale si propone come un consulente, un consigliere, una persona a cui chiedere consigli nei momenti di difficoltà. Spesso lo psicologo collabora con strutture pubbliche mirate al reinserimento sociale di soggetti disagiati. Si occupa anche di progetti di studio e di valutazione dei profili psicologici delle persone. Il suo ruolo è fondamentale nell’ambito dell’orientamento al lavoro, dove esiste proprio la figura dello psicologo del lavoro. Lo psicologo deve saper maneggiare strumenti conoscitivi e di valutazione del profilo psicologico della persona, come test e questionari. Il suo supporto può essere utile a soggetti che vivono particolari momenti di difficoltà, come un lutto, una malattia,  una separazione o la perdita del lavoro. In tal caso lo psicologo ascolta il disagio della persona e dà dei consigli utili a ristabilire il normale equilibrio emotivo ed affettivo del paziente. Se lo psicologo non è specializzato in psicoterapia, non può spacciarsi come tale e non può proporsi per curare i disturbi mentali, quali le depressioni, i disordini della personalità ed altri disturbi affettivi gravi. In questi casi serve proprio una specifica attività di psicoterapia abbinata ai farmaci. Lo psicologo, come esperto dei processi mentali, cognitivi ed affettivi della persona, si può paragonare a una sorta di “personal coach”, cioè a una specie di consigliere e maestro di vita in grado di dare consigli su molti aspetti della vita, anche a persone che vivono una condizione di particolare disagio emotivo o affettivo. Sceglie, infatti, questa professione, chi è dotato di una particolare sensibilità ed empatia, chi è capace di saper ascoltare gli altri senza prevaricarli, chi ama dare consigli saggi e sensati, chi vede le persone come degli interlocutori degni di affetto ed attenzione, sempre e comunque, anche se non possiedono gli stessi mezzi culturali, affettivi ed economici di altri. Fa lo psicologo chi ama ascoltare e consigliare, chi non sente fastidio a sentire i problemi degli altri  e ad adoperarsi per  riuscire a risolverli. Quella della psicologo è, dunque, una professione molto “affettiva”, che si sceglie per passione e per amore del prossimo. Pensare a questo ruolo delicato solo come a una fonte di reddito e di guadagno è un chiaro segno che non si è davvero portati a fare, ma, soprattutto, ad essere “psicologi”.  Nella prossima puntata esamineremo nel dettaglio il percorso formativo di questo operatore, fornendo anche qualche dato recente sull’attuale situazione lavorativa degli psicologi. Seguiteci…

              Rosalba Mancuso

               Fonti immagini:
                Aslav2.it
                Centrodiagnosticogallaratese.i

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