Aprire un’attività agricola. Andare a vivere in campagna.

dicembre 27, 2012 | Fare impresa

In questa fase di transizione economica o meglio ancora di crisi generale, sono sempre di più coloro che stanno riconsiderando i propri obiettivi di vita e di scelta professionale.

Molti tra : informatici, giornalisti, piccoli commercianti ed imprenditori artigiani, professionisti, ecc., sono coloro che stanno ingrossando le file dei neo imprenditori agricoli che da qualche anno stanno lasciando le attività ‘cittadine’ per riconvertirsi in : ‘agricoltori, allevatori, gestori di agriturismi, ecc.’.

Le interviste su giornali, siti Web e testimonianze televisive di coppie e singoli che hanno abbandonato la vita cittadina per dedicarsi ad un’attività rurale, sono crescenti ed ascoltando bene le varie interviste, pare che non siano nella maggior parte dei casi delle scelte ‘passeggere’ o delle ‘semplici fughe romantiche’.

Che cosa sta accadendo.

Una crisi economica che si sta saldando in misura sempre maggiore con quella sociale, sta mettendo sempre più in crisi una certa ‘struttura’ della nostra società.

Stanno aumentando coloro fra : architetti, giornalisti, avvocati, piccoli commercianti, ecc. che stanno vivendo non solo una crisi economica ma anche una vera e propria crisi di identità.

L’incapacità del nostro mercato, della nuova e della mutata realtà attuale di offrire uno spazio ed una ‘soddisfazione’ a tutti i soggetti ‘professionali’ che in questi anni si sono presentati, spinge molti soggetti a guardare altrove.

Una insoddisfazione che ha radici antiche e che ora, complice anche la crisi economica, va a rafforzare una serie di valutazioni e talvolta ‘scelte’ che in passato sarebbe stato addirittura ‘impensabile’ prendere in considerazione.

La ricerca di qualcosa di diverso, di nuovo, al di fuori degli schemi tradizionali, affascina e permette di ritrovare quell’entusiasmo che da anni era sopito a causa di un percorso professionale e di vita che tendeva a rendere insoddisfatti sempre più persone.

La fuga verso la campagna. Una fuga da se stessi? Oppure, un’alternativa concreta?

Questo, è un punto chiave.

Di fronte ad un cambiamento radicale della propria vita, è giusto porsi la domanda in maniera chiara.

Quando si pensa di mollare tutto e scappare all’estero oppure, in questo caso, lasciare la propria attività o professione ed una serie di certezze costruite negli anni per cominciare da capo in campagna, bisogna effettivamente valutare se la risposta che stiamo dando alla nostra insoddisfazione è solo : una fuga, un sogno passeggero o può davvero rientrare in un progetto nuovo di vita.

Quali sono le prime difficoltà da superare.

Ci sono 3 fasi da affrontare :

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  • la presa di coscienza del cambiamento e la capacità di trasformare un sogno, un’idea in una scelta di vita;

  • l’abbandono delle certezze. Non è semplice, specie in molti casi, abbandonare ciò che si è creato (magari non molto in termini quantitativi ma è pur sempre qualcosa) e lanciarsi verso qualcosa di nuovo e talvolta di ignoto, spesso, ancora da definire nei dettagli. In questo punto, rientrano anche i rapporti con le persone a noi vicine : i parenti, gli affetti personali, i colleghi, ecc. che in molti casi, cercheranno di farci cambiare idea;

  • il futuro. Cioè, la pianificazione e la gestione di tutte quelle azioni che dovranno essere attuate per cominciare e vivere la nuova vita.

    Non è affatto banale dedicarsi ad un’attività rurale partendo da zero, in particolare, quando mancano le competenze tecniche relative alla gestione.

Si continua nella seconda parte.

Continua.

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