Cosa fare con la crisi. Quali strategie adottare con la crisi.

dicembre 12, 2012 | Fare impresa

E’ meglio rischiare o stare fermi a vedere cosa succede?

La crisi che colpisce molti paesi del mondo, oltre all’Italia naturalmente, contribuisce a generare situazioni di recessione o di una perdurante immobilità che colpiscono l’economia, inducendo ad una serie di considerazioni tutti quei numerosi imprenditori e professionisti che si trovano molte volte a dover scegliere, come in un dilemma se :

  • prendere direttamente l’iniziativa ed attuare una serie di cambiamenti, anche con importanti investimenti (seppure rischiosi) attraverso nuove strategie di rilancio del proprio business per ribaltare delle situazioni di stagnazione o di difficoltà strutturali che da tempo sono presenti, oppure :

  • restare immobili aspettando che qualcosa cambi in modo naturale ed evitare così di esporsi (con iniziative) in tutti i sensi, sperando che nel frattempo qualcosa possa mutare e che si possano aprire prospettive differenti.

Si tratta di due concezioni/strategie che vengono adottate dai manager/imprenditori/professionisti, non sempre seguendo una logica razionale ma in base a motivazioni ‘strettamente emotive’, talvolta legate alla paura, alla poca conoscenza delle cose od alle pressioni ‘esterne’, dove le situazioni contingenti influenzano notevolmente le scelte da prendere.

Qual è la migliore decisione?

Ovviamente, non esiste ‘la decisione migliore’ da prendere e neppure, una ‘situazione ottimale standard’ da applicare per ogni contesto.

Ogni caso, va verificato ed analizzato separatamente tenendo conto delle dinamiche e della realtà in cui si opera.

In base al contesto in cui ci si trova ed anche agli obiettivi dei singolo protagonisti (l’imprenditore, ecc.), occorre decidere per una scelta o per l’altra.

Cosa spinge l’imprenditoria all’immobilità?

La paura, l’insicurezza, ecc., spingono talvolta gli essere viventi all’immobilità, quindi, di fronte ad un pericolo, ad uno shock, non è inusuale rimanere ‘bloccati’, del resto ‘l’istinto di sopravvivenza’ funziona anche davanti a paura legati alla : crisi, alla difficoltà economica, ecc..

La questione è : se la paura alla fine debba essere la molla e la motivazione che influenza le strategie imprenditoriali di qualunque tipo.

Questo, è il problema.

Sicuramente, è difficile rimanere ‘distaccati’ da ogni situazione esteriore ma è indubbio che per agire nel miglior modo, è utile seguire una linea di comportamento razionale.

Se però, l’imprenditore non riesce ad ‘estraniarsi’ da situazioni contingenti, è chiaro che i rischi di commettere errori, sia sotto forma di azioni messe in atto per ‘rispondere alla crisi’ (ad esempio con risposte sbagliate e con strategie poco preparate) oppure, in caso contrario, attraverso atteggiamenti di totale ‘immobilità’ e di ‘rinvio’ dinanzi a problemi, si moltiplicano.

 

Prendere iniziative sbagliate.

Accade anche che il panico e la paura, possano generare altro tipo di risposte.

Quindi, anziché un’immobilità ed una atteggiamento di ‘cautela’ ed ‘attesa’, si riscontrano talvolta anche risposte e comportamenti dettati dal panico, con la conseguenza di mettere in atto un insieme di scelte frettolose e poco calibrate.

Che cosa fare di fronte a difficoltà e crisi perduranti?

Su questo punto, proviamo a fare un elenco di azioni da osservare.

Nella puntata prossima, approfondiremo questo punto, anche ascoltando la testimonianza di un imprenditore.

Continua.

Articoli correlati:

Altri articoli :