Affrontare la crisi. Cosa fare quando il fatturato cala.

gennaio 15, 2013 | Fare impresa

Luca è un piccolo imprenditore che da oltre 25 anni gestisce la sua impresa artigiana in un settore legato alla casa.

Il nostro imprenditore ha cominciato il proprio percorso di crescita partendo con un solo apprendista/operaio ed un furgone comprato a rate tramite un prestito ed insediandosi all’interno di un magazzini/ufficio situato alla periferia della sua città.

Inizialmente, ha avviato la sua impresa come ditta individuale investendo i suoi risparmi e qualche soldo ricevuto dalla famiglia.

Nel corso degli anni Luca ha allargato il giro di affari, acquisendo competenze e comprando un capannone grazie alle agevolazioni creditizie dell’Artigiancassa per il ricovero dei mezzi e la costruzione degli uffici, necessari a far fronte alle nuove ed ampliate esigenze.

Il fatturato anno dopo anno è cresciuto e conseguentemente, anche il numero dei dipendenti con varie competenze ed esperienze si è ampliato per poter rispondere alle nuove richieste di lavoro provenienti sia da imprese che da privati.

Tutto è andato bene sino al 2008. Poi, le cose sono progressivamente ma purtroppo inesorabilmente peggiorate.

Il fatturato ogni anno si è ridotto di una percentuale crescente e Luca ha cominciato ad accumulare debiti sia verso gli istituti di previdenza (Inps per primo) che nei confronti dell’erario e degli istituti di credito.

Da subito, ha cercato di porre rimedio accendendo prestiti con le banche attraverso l’uso dello scoperto di conto, mediante l’utilizzo di prestiti anche con l’appoggio della cooperativa di garanzia degli artigiani per il pagamento dei debiti pregressi e rimandando anche una serie di pagamenti con fornitori, ecc..

Il tutto, sperando che le cose tornassero alla ‘normalità’ e quindi, riuscire successivamente a saldare il dovuto e ritornare ad avere un bilancio in ordine.

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Purtroppo, le cose non sono andate così!

Dopo due anni, la situazione del bilancio aziendale , da sempre in buone condizioni, per la prima volta, mostrava segni di grave dissesto.

Se avesse continuato su questo passo, nel giro di tre anni (o probabilmente meno), l’azienda avrebbe chiuso.

I costi fissi erano sempre alti e difficilmente abbassabili mentre gli incassi si erano ridotti di oltre il 30% in due soli anni ed il trend negativo, sembrava procedere senza sosta.

Uscire dalla crisi. Cambiare mentalità ed atteggiamento.

Questa storia, già dal suo inizio, sembra simile a quella di centinaia di migliaia di imprenditori, professionisti che ‘colpiti’ dalla crisi, stanno cercando di barcamenarsi in un modo o nell’altro nel mare agitato della crisi.

Abbiamo voluto, portare questo esempio, un po’ particolare perché rispetto ad altri casi, Luca ha cercato di cambiare strategia e non si è limitato ad attendere.

Ora vediamo la seconda parte della storia.

Dopo l’ennesima cartella esattoriale di Equitalia e la necessaria rateizzazione messa in atto per ‘evitare pignoramenti’ e ‘blocchi del conto corrente’, Luca un fine settimana presa una decisione che aveva il seguente responso :

‘così non si può andare avanti. O riesco ad aumentare le entrate o per forza devo ridurre i costi. Qui, non ci sono alternative!’

Dopo aver passato un weekend a riflettere, cominciò a prendere appunti e riorganizzare, almeno ‘sulla carta’ la propria attività.

Continua nella seconda parte.

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