Aprire un progetto editoriale Web. Il futuro dell’informazione.

gennaio 4, 2013 | Fare impresa

Facendo seguito ad un nostro redazione di parecchio tempo indietro, proviamo oggi ad ‘inventare’ o meglio a pensare a qualcosa di nuovo in merito ad un modello di informazione con catatteristiche di innovazione e redditività e quindi, cercare di realizzare/produrre qualcosa di innovativo che parta dalle esperienze e sopratutto dai risultati che in questi recenti anni, si sono ottenuti e che in particolare, guardi al futuro in termini di :

  • successo di pubblico;

  • capacità di monetizzazione, cioè di raccogliere un consenso non solo di lettori ed ascoltatori ma che sia un progetto in grado anche di sostenersi economicamente nel tempo.

Trovare un modello di business sostenibile per tutte quelle iniziative Web che sono state avviate negli ultimi tempi, è oggetto da anni di discussione e di analisi e purtroppo, i risultati sino ad oggi, sono stati limitati e non duraturi.

In pratica, significa che la sostenibilità di un giornale on line, allargato anche ad altre iniziative (video, social, ecc.), è ancora troppo dipendente dalla pubblicità Web tradizionale, la quale riesce solo in parte a coprire le necessità di un budget che possa comprendere un insieme di voci di costo ed investimento, utili per portare avanti con serenità alcune iniziative.

 

Aprire un nuovo giornale on line : da dove partire?

Inventarsi un progetto nuovo, un modello innovativo, obbliga ad aprirci a nuovi scenari, senza dimenticare le esperienze che sino ad oggi sono state fatte.

Innanzi tutto, è bene cominciare da quello che oggi esiste, cioè un panorama di moltissimi piccoli blog ed informazione locale che si regge sopratutto sulla passione e sull’iniziativa di micro redazioni situate nelle varie città italiane.

Riuscire a coinvolgere in un progetto unico, ‘federando’ le molte iniziative e concentrando conseguentemente un insieme di contenuti all’interno di un contenitore più ampio, senza perdere la grande capacità del ‘particolarismo’ e dell’identità che molti piccoli siti amano, potrebbe essere un’occasione per:

  • offrire una visibilità più ampia ai produttori locali di contenuti ed a siti sconosciuti alla grande massa di pubblico;

  • consentire contratti di pubblicità che permettono anche alle pagine dei piccoli siti, un rendimento maggiore in quanto la trattativa per ottenere contratti pubblicitari, verrebbe portata avanti dal contenitore (brand) principale e non dai piccoli siti e quindi, ottenere maggiori riscontri in termini di entrate anche per le piccole realtà locali;

  • creare una piattaforma di informazione indipendente ed aperta a molte identità che è in grado di proporsi a livello nazionale in competizione con player tradizionali come Rai, Mediaset, ecc. ;

  • disporre di costi variabili e di una flessibilità che permette di competere, gestire ed implementare una serie di servizi nuovi ed alternativi al panorama attuale;

  • entrare in un mercato che attualmente vive una sua crisi di identità e di idee e che potrebbe ancor di più, favorire la nascita di nuove iniziative come questa.

I problemi per ‘strutturare’ un’iniziativa simile potrebbero essere :

  • la figura della leadership che gestisce il progetto centrale e che stabilisce le collaborazioni con i siti periferici, oltre naturalmente con tutta una serie di soggetti (fornitori, pubblicità, ecc.);

  • la definizione di un modello vincente nei dettagli che possa essere migliorato ed adattato alle necessità successive.

Si continua nella prossima parte, approfondendo questo progetto.

Continua

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