Da dove cominciare per aprire un’attività. Quando conviene aprire un’attività.

gennaio 23, 2013 | Fare impresa

Nel corso della prima parte, abbiamo cominciato a verificare quali sono i fattori da considerare quando si avvia un’attività o si decide di acquisirne una, anche attraverso una serie di domande a cui l’aspirante imprenditore dovrebbe rispondere.

Alla fine della prima puntata, abbiamo preso in considerazione il mercato potenziale di un business che un aspirante imprenditore si appresta ad avviare e quindi, abbiamo posto questo quesito :

in quanti sono in grado di porre in essere le opportune verifiche per individuare uno spazio di mercato reale? Cioè, avere la capacità di ‘fotografare il reale mercato presente’ e quindi, strutturare il progetto in tal maniera.

Quante persone sono veramente capaci di rispondere a tutte quelle richieste magari ancora poco visibili ma MOLTO PRESENTI provenienti dal pubblico che altri concorrenti da tempo ignorano? Cioè : i bisogni inespressi!

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Il mercato è la causa del successo o del fallimento di tante iniziative.

Riuscire a percepire le vere esigenze ed i bisogni che giungono dal mercato, rappresenta la base per raggiungere il successo in ogni business.

Questo, accomuna il piccolo negozio come la grande industria e non risparmia neppure il progetto web o la creazione del grande centro commerciale.

Significa quindi, riuscire a quantificare il potenziale mercato e l’ipotetico giro di affari che si può ottenere da una determinata iniziativa imprenditoriale.

Non è detto che sia semplice capire tutte le necessità (spesso nascoste) dei consumatori e le dinamiche presenti ma in molti casi, anche quando sono abbastanza evidenti, esiste una tendenza ‘conservatrice’ da parte di molti imprenditori che faticano a cogliere le nuove sfumature e le opportunità possibili e così, sono numerosi i casi in cui una limitata apertura mentale ed una scarsa flessibilità influiscono negativamente nei progetti imprenditoriali.

Troppe attività, ‘puntano’ la propria offerta seguendo sempre un’unica direzione, dimenticando così la presenza di nicchie e di aree ‘meno coperte’ e talvolta, in grado di rispondere bene (o meglio) a quei bisogni apparentemente meno visibili.

A volte, sarebbe sufficiente soltanto spostare lo sguardo altrove o prendere in considerazione alcune esigenze poco considerate dagli altri concorrenti.

La concentrazione di offerta sui soliti prodotti e servizi e sulla medesima modalità di vendita, porta ad una concorrenza in alcuni segmenti che favorisce i ‘soggetti economici’ più forti, attraverso una selezione che avviene con una competizione che spinge i vari operatori alla guerra dei prezzi, limitando di conseguenza i margini e gli utili realizzati.

Sopravvalutare od al contrario sottovalutare IL MERCATO, porta a conseguenze nefaste.

Per quanto riguarda le proposte di adesione a reti in franchising, assistiamo molte volte alla presenza di analisi di mercato ‘standardizzate’ (realizzate dai vari franchisor) che non sempre si adattano ad ogni area territoriale e quindi, anche le chiusure ed i molti fallimenti di negozi aperti in franchising, riflettono questa carenza.

Ogni area presenta caratteristiche diverse ed ogni settore, deve conformarsi alle differenze possibili tra zona e zona, anche attraverso la formulazione di proposte e soluzioni mirate e maggiormente flessibili in grado di adattarsi alle esigenze particolari.

Quali sono i veri costi (finanziari ed umani) che occorre affrontare per avviare il business?

Un aspetto importante che bisogna sempre tenere a mente è :

quanto ci costa avviare un business?

I costi da prendere in considerazione sono :

  • i costi di investimento che si esprimono in un importo che dovrà essere impiegato nell’avvio dell’attività o nell’acquisto dell’impresa;

  • tutti gli altri costi non finanziari che riguardano un insieme di voci.

Continua nella terza parte.

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