Guadagnare con il low cost. Aprire un’attività low cost.

gennaio 27, 2013 | Redazionale

Buon lunedì,

sarà la crisi generale che fa sentire ‘tutto il suo peso’, sarà forse il gusto di risparmiare ad ogni costo che coinvolge sempre di più gli acquirenti ed i consumatori di ogni tipologia ed età ma da alcuni anni a questa parte, stanno crescendo le formule low cost in ogni settore.

Dalla vendita di prodotti alimentari, ai servizi alla persona, dai viaggi/vacanza sino agli accessori di ogni tipo, dai prodotti per la cura del corpo, alla formazione personale e professionale, ecc., nulla, sembra ormai essere escluso dall’offerta ‘low cost’ che sta invadendo ogni settore e segmento commerciale.

Avviare un’attività nel settore low cost. Conviene aprire un’attività low cost?

Il modello di business del low cost, si basa su una formula che prevede un ‘abbattimento’ dei costi fissi anche attraverso la realizzazione di ‘elevati numeri’ di vendita.

Anche i costi fissi, nei progetti ‘low cost’ vengono razionalizzati studiando nei minimi dettagli la formula imprenditoriale.

Gli spazi di manovra quando si predispone un’attività impostata sul modello low cost, non sono ampi. Occorre fare bene i conti!

Tanti imprenditori si sono lanciati andando ad aprire attività di ogni tipologia ed offrendo ai propri clienti ‘prezzi low cost’ con risultati che però non sono stati sempre apprezzabili, andando di conseguenza incontro a perdite di esercizio causate dai ‘bassi margini’ che non permettevano la copertura delle spese ordinarie.

 Dove si commettono gli errori?

Come abbiamo appena ricordato, prima di avviare un’attività ‘low cost oriented’, è bene predisporre un severo progetto d’impresa e verificare la fattibilità e la redditività dell’operazione.

Se da una parte un’offerta di prodotti e servizi low cost attira certamente molti più clienti, dall’altra, occorre strutturarsi per far fronte ad un volume maggiore ed intenso di attività che va ad incidere sui costi di esercizio.

 figoli-2-CIMG00733

Quali sono i settori emergenti?

A partire dal settore alimentare, passando per l’abbigliamento, i viaggi, le assicurazioni ed alcuni prodotti di uso quotidiano, il mercato del low cost sta sempre di più influenzando quei settori che sino a poco tempo fa erano ancora ‘estranei’ a questa formula :

  • servizi sanitari (dentisti, analisi mediche di vario genere, ecc.);

  • servizi alla cura del corpo (parrucchieri, estetisti, ecc.)

  • ristoranti;

  • ecc.

La formula low cost.

Il low cost non è la panacea a tutti i mali ma è un modello di impresa che deve rispondere a dei requisti precisi e non può essere adottato se non dopo aver considerato e pianificato e programmato il proprio business attraverso un progetto d’impresa.

A conferma di questo, negli ultimi 2 anni (ed in particolare in questi recenti mesi), stanno chiudendo o ‘ristrutturando’ numerose catene specializzate nel low cost a causa dell’impossibilità di sostenere un modello di business basato troppe volte su costi fissi alti e la doverosa necessità di vendere a prezzi minimi a causa della presenza di competitor sempre più numerosi ed agguerriti.

Buon lavoro.

Andrea Figoli

Articoli correlati:

Altri articoli :