Professione prestanome. Fare il prestanome.

gennaio 10, 2013 | Fare impresa

Con la crisi e le numerose problematiche che si accentuano in misura sempre maggiore ad ogni livello, aumenta il numero di quelle persone dotate di determinate professionalità e requisiti per esercitare numerose attività di vario genere (titolari di agenzie immobiliari, possessori di patentini di vario tipo, titolari di inscrizione a Rec, diplomi di estetisti e fisioterapisti, ecc.) ma impossibilitate ad avviare un’attività in proprio per mancanza di denaro od al momento disoccupate e dall’altra, cresce anche il numero di imprenditori seri o talvolta ‘birichini’ che cercano dei soggetti che possano prendersi la responsabilità di gestire determinate attività e situazioni.

Quindi, nonostante la crisi, la ricerca di persone disponibili a fare :

  • i responsabili di centri estetici (in alcuni casi dei veri e propri ‘centri massaggi relax’);

  • i direttori di ristoranti o bar in quanto forniti dei requisiti tecnici;

  • i titolari di agenzie immobiliari;

  • gli amministratori di società;

  • i responsabili di centri fisioterapici e palestre;

  • i responsabili di centri per l’erogazione di prestiti e mutui;

  • i capi cantiere;

  • i responsabili alla sicurezza;

  • ecc.;

sono in costante aumento.

Se da un lato, questo rappresenta un aspetto anche positivo in quanto la richiesta di professionalità denota una certa dinamicità del mercato, dall’altro, in taluni casi, tutto questo, mette in luce il rischio di dover fare il responsabile di un’attività che include una serie di incombenze e rischi di varia natura (penale ed amministrativa) per ‘coprire’ persone di cui non si conoscono i veri obiettivi e la vera gestione attuata nel corso dell’attività aziendale.

Talvolta, le prestazioni e le professionalità richieste sono compatibili con un incarico serio e continuativo, altre volte, si tratta di attività ‘a rischio’ e questo aspetto, è ben evidente in simili situazioni per cui, occorrerebbe sempre fare molta attenzione prima di accettare la ‘coperture’ di un incarico di responsabilità quando ‘qualcosa non quadra perfettamente’.

La disperazione, a volte porta a commettere rischi inutili in cambio di compensi talvolta irrisori che non garantiscono una vera indennità dalle potenziali conseguenze nefaste.

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Professione compratore.

Accanto ai prestanome in ambito professionale, negli ultimi mesi, si è accentuata la ricerca di persone straniere che siano disponibili a ‘fare shopping’ per conto di cittadini italiani.

Non si tratta di beneficenza come potrebbe apparire dalla lettura delle prime parole, bensì, il fenomeno riguarda la ricerca di persone straniere da impiegare per l’acquisto di beni del valore di oltre 1000 euro.

L’obiettivo da parte dei ‘veri’ acquirenti dei beni e servizi, è quello di evitare di dover apparire davanti al fisco in qualità di compratori di beni di lusso e quindi, suscettibili di controlli e verifiche fiscali successive.

Ormai, con le restrizioni all’uso del denaro contante, per poter effettuare acquisti superiori ai 1000 euro, in Italia non è più possibile pagare con banconote (per i cittadini italiani residenti in Italia) e quindi, per evitare di finire sotto ‘la lente d’ingrandimento’ del fisco, i compratori di prodotti del valore superiore a 1000 euro, tendono a ‘chiedere’ ad un cittadino straniero in cambio di un compenso, di presentarsi dinanzi all’esercente al posto loro.

Questo, ha di fatto promosso la nascita di vere e proprie organizzazioni di ‘compratori’ per conto terzi che fungono da ‘acquirenti in cambio di provvigioni e compensi variabili.

Se in futuro, dovesse esserci un ulteriore abbassamento rispetto al livello delle 1000 euro (quindi obbligare i compratori per un importo minore a non utilizzare il contanti), come del resto già auspicato da molti esponenti politici ed associazioni, ci sarà sicuramente un incremento nel giro di affari di questi ‘compratori su richiesta’, con ‘l’arruolamento’ nuovi collaboratori che si metteranno a ‘disposizione’ dei veri clienti.

In tempi di crisi e di ‘grandi confusioni’, nascono nuove ‘professioni’. 😀

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