Aprire una società offshore. E’ possibile utilizzare un’impresa offshore in Italia?

febbraio 5, 2013 | Fare impresa

Da qualche anno, sono entrate nell’uso comune (sia nel linguaggio che nell’impiego vero e proprio) molte tipologie di società di diritto straniero che capita talvolta di incontrare in alcuni ambiti anche in Italia.

La necessità di far fronte ad una serie di bisogni da parte di imprenditori, professionisti ed anche singoli privati nel corso degli anni, ha ampliato l’utilizzo di questa tipologia di società anche da parte di soggetti che non sono sempre imprenditori di professione.

Che cosa sono queste società offshore od anonime?

Si tratta di società per lo più anonime, cioè di proprietà di titolari che non vogliono comparire pubblicamente (le quote di queste società sono detenute al portatore dagli stessi possessori) e che hanno sede in alcuni paesi a tassazione agevolata od in altre nazioni denominate : ‘paradisi fiscali’.

Troviamo alcune di queste società in Inghilterra, Malta, ecc., giusto per citare alcuni paesi europei ma anche e sopratutto nei cosiddetti paradisi fiscali quali : Panama, Santa Lucia, Cayman, ecc..

Alcune vicende politico-giudiziarie hanno poi dato ulteriore risalto negli ultimi 3 anni a questo tipo di società in quanto sarebbero state utilizzate anche da parecchi politici, presunti parenti od ‘amici’ per occultare del denaro o la titolarità di beni di varia natura.

Perché si utilizza una società offshore?

Le motivazioni sono molte.

Proviamo ad elencare alcuni possibili impieghi (non sempre però realizzabili al lato pratico ed anche giuridico) :

  • gestire attività al di fuori dei confini nazionali e non comparire nella compagine societaria. Quindi, l’obiettivo è garantirsi l’anonimato;

  • la gestione di business legati a particolari settori : ad esempio il gioco d’azzardo, il porno, ecc., da paesi meno ‘rigidi’ nei confronti di queste tipologie di attività;

  • impiegare queste compagini societarie per gestire beni (immobili, depositi bancari,ecc.) con lo scopo di occultare al fisco del proprio paese od anche a soci, parenti (mogli e figli), clienti, creditori, ecc., il proprio patrimonio allo scopo di tutelarlo da eventuali ‘aggressioni’ di varia natura (divorzi, creditori che vogliono essere pagati, richieste del fisco, ecc.);

  • utilizzare queste società nel proprio paese (supponiamo in Italia nel nostro caso) per gestire alcuni business di varia natura. In questo caso, lo scopo è rappresentato da una serie potenziale di obiettivi quali : ridurre il carico fiscale, mantenere l’anonimato, ecc.

    Su questo punto, apriremo un approfondimento nelle prossime righe.

  • Ecc..

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Si può sempre utilizzare una società di off shore?

Dal punto di vista pratico non sempre è possibile/opportuno impiegare questo tipo di società per una serie di ragioni :

  • i paesi che ospitano questo tipo di società sono molto spesso paradisi fiscali e quindi, rientrano negli elenchi cosiddetti ‘black list’ ossia, a rischio. Questo, disincentiva molte imprese italiane, europee, ecc. a ricevere fatture ed effettuare pagamenti (e riceverli) su/da conti di queste imprese per paura di verifiche fiscali successive;

  • operare in attività tradizionali in Italia con questo tipo di società è molto difficile se non quasi impossibile. Aprire un negozio di frutta e verdura, un’impresa artigiana od un magazzino di scarpe avrebbe poco senso!

  • Ecc.

Questo tipo di società è invece impiegata in qualità di socio, titolare di quote di imprese nazionali ed immobili nei casi in cui i titolari non intendano comparire pubblicamente.

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