Come si sceglie un franchising. Quale negozio aprire in franchising.

febbraio 19, 2013 | Franchising

Il franchising, rimane ancora oggi una formula molto efficace che molti imprenditori hanno adottato per ‘accelerare’ lo sviluppo dei loro business.

Purtroppo, accanto a formule imprenditoriali dietro alle quali ci sono anni di studi, test e risultati concreti, nel corso del tempo, sono nati anche moltissimi progetti ‘in franchising’ che sono stati ‘venduti’ ai potenziali affiliati senza alcuna caratteristica positiva e che quindi presentano una serie di criticità e rischi per i possibili affiliati/investitori.

Come si fa a distinguere un franchising buono da uno a rischio?

In passato ci siamo già occupati di questi aspetti, approfondendo molte dinamiche legate al mondo del franchising, sia in termini positivi (di opportunità) che dal punto di vista dei limiti che questa formula commerciale presenta ed anche per le insidie che talvolta si annidano dietro a ‘proposte d’investimento’ che offrono ‘sicuri guadagni’.

La crisi, ha reso ancor più evidenti alcune criticità che in passato venivano ‘mascherate’ in alcune proposte commerciali.

Cerchiamo ora di guardare le cose dal punto di vista di un potenziale affiliato, presentando una serie di quesiti e considerazioni che un qualsiasi imprenditore dovrebbe porsi :

  • chi è il proponente? Che cosa offre? Cerchiamo di capire la soluzione imprenditoriale ed i suoi vantaggi e le criticità possibili. E’ necessario predisporre un breve report attraverso l’analisi della proposta e ricercando anche le informazioni ed i commenti in varie direzioni.

    Nell’analisi di una proposta, molti aspiranti imprenditori, specie quelli che dispongono di una scarsa esperienza, tendono a ‘limitarsi’ alla sola lettura del depliant informativo/pubblicitario dell’azienda, senza porsi altre domande;

  • il franchising è una formula che aiuta il neo imprenditore ad inserirsi più rapidamente nel business, offrendogli il supporto, il know how mancante ed anche quelle sicurezze psicologiche che sono importanti ma questa formula, non è una ‘bacchetta magica’ che risolve ogni problema.

    L’affiliato deve mantenere la propria capacità di analisi ed indipendenza per poter scegliere e valutare in maniera seria.

  • Il franchisor è un imprenditore che ‘vende’ una sua soluzione. L’affiliato deve ricordarselo sempre!

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Il miglior franchising.

Non è possibile e non sarebbe neanche opportuno predisporre elenchi di attività (brand in franchising) che sono più redditizi ed altri meno.

Le dinamiche che influenzano il rendimento di un’attività non sono sempre verificabili a priori.

Incontriamo infatti negozi avviati in certe zone che pur non essendo molto profittevoli, riescono a ‘mantenersi attivi’.

Accade così che gli stessi negozi (cioè, lo stesso tipo di franchising) in aree e contesti diversi, non sempre riescono ad attecchire ed offrire i medesimi risultati positivi.

Sicuramente, in questi casi ci sono delle responsabilità del franchisor che cerca di ‘vendere’ la propria soluzione ovunque quando invece sarebbe opportuno ‘adattare’ il progetto (l’offerta) in base alla zona invece di proporre soluzioni standard.

Il giudizio verso la formula del franchising, continua a rimanere positivo in termini generali.

Non si può giudicare una formula vincente solo dalle esperienze non positive o da criticità che con la crisi si sono ulteriormente accentuate.

Rimane comunque importante l’azione dell’imprenditore affiliato che deve SERIAMENTE documentarsi ed approfondire la proposta e non limitarsi ad accettare passivamente ogni informazione come ‘oro colato’.

Insomma : se un tipo di negozio (indipendente) non trova spazio in una certa area, perché quel franchising che vende le solite cose a dei un prezzi simili o superiori e senza poi avere quella ‘visibilità/notorietà’ superiore, dovrebbe attecchire?

La capacità di analisi e giudizio del singolo imprenditore : è sempre richiesta.

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