Come valutare un’attività. Le imprese del futuro.

febbraio 24, 2013 | Redazionale

Buon lunedì,

molti imprenditori (od aspiranti imprenditori) cercano delle idee, delle opportunità da avviare e valutano una serie di soluzioni e di proposte in vari settori e nicchie.

Accade spesso che l’atteggiamento prevalente in quei momenti sia quello di guardare al contesto presente con lo sguardo rivolto agli anni indietro, cioè, analizzare quel particolare tipo di attività sulla base del suo ‘passato’ più che basarsi sulle prospettive future potenziali.

Quindi, si tende a valutare piuttosto i risultati economici di quella specifica attività(o di quel settore) negli anni precedenti.

Se ad esempio un imprenditore sta valutando un’edicola od un tabacchino (vi sono molti esempi di questo tipo), oppure, all’acquisto di uno stabilimento balneare o ad un impresa artigiana, c’è la tendenza a far riferimento ad un periodo storico dell’attività di alcuni anni indietro, quindi, al ‘passato’ di quel particolare business e questo metodo, in base al modo consuetudinario di verificare le cose, dovrebbe permettere all’investitore/imprenditore di comprendere il rendimento ed il ‘valore’ reale di questa tipologia di impresa e qui purtroppo invece : andiamo incontro al primo grave errore.

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La valutazione di un settore.

Se con la memoria e l’esperienza torniamo indietro di 20 anni e pensiamo ad un certo numero di attività appartenenti a vari settori : un distributore di carburanti, un panificio, un’edicola, un tabacchino, un ristorante, un centro assistenza caldaie, una libreria, una videoteca, un’impresa artigiana che realizza prodotti artistici, una palestra, ecc. (ci fermiamo qui perché l’elenco sarebbe troppo lungo), ci rendiamo conto che il rendimento delle varie attività nel corso degli anni è andato modificandosi in maniera differente a seconda della specifica impresa.

Alcune di queste aziende hanno addirittura perso il 50 od il 70% del rispettivo mercato, altre, hanno invece mantenuto un buon/discreto livello di redditività, ecc..

Quindi, l’analisi di un settore (e di un’attività specifica ovviamente), può e deve essere fatta con lo sguardo al passato ma in maniera adeguata.

Non si può calcolare il valore di un’attività soltanto in base al fatturato degli anni precedenti, specie, quando il risultato economico fa riferimento ad un periodo che non è più in essere e che quasi certamente non si ripeterà.

Il valore di un’edicola, di una videoteca, giusto per fare l’esempio di attività commerciali particolarmente colpite dai cambiamenti avvenuti negli anni recenti ed il loro rendimento futuro, non è quantificabile verificando i risultati economici degli anni precedenti, visto che si tratta di imprese che operano in un mercato completamente cambiato (la vendita di giornali, il noleggio di film, ecc) nel giro di soli pochi anni.

Occorre rapportarsi alla situazione attuale e futura, cercando di interpretare in che modo (i tempi , il peso, ecc.) dei cambiamenti (quelli già avvenuti e quelli prossimi) influiranno nei prossimi anni su queste attività.

Giusto per rimanere nel concreto : se oggi una determinata libreria fattura 100 e ad esempio 10 anni fa il risultato era 120, quanto potrà essere fra 5 o 10 anni calcolando una serie di dinamiche e cambiamenti in corso che stanno avvenendo?

Questi sono le basi per capire (o cercare di comprendere) quali saranno le prospettive future.

Ancorarsi a modalità di analisi sbagliate, significa partire male!

E’ difficile fare previsioni corrette ed estremamente credibili visto i tempi e la velocità con cui tutto cambia ma oggi più che mai, occorre vivere (ed investire) basandosi su una situazione estremamente fluida dove i cambiamenti sono all’ordine del giorno e non ‘ancorarsi’ su ricette e formule che talvolta hanno poco a che vedere con la realtà che stiamo vivendo e che andremo a sperimentare fra qualche anno.

Buona lavoro.

Andrea Figoli

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