Errori da evitare. Aprire un’edicola in un centro commerciale.

marzo 17, 2013 | Redazionale

Buon lunedì,

alcune settimane fa mi trovavo all’interno di un grande centro commerciale di recente realizzazione e come sempre, quando ho l’occasione di trovarmi in un contesto simile, osservavo ciò che mi stava intorno :

nuovi negozi, una bella ed illuminata galleria con numerose vetrine appartenenti a diverse tipologie di attività, un via vai di persone con borse carrelli ed anche semplici curiosi e ‘passeggiatori’ in libertà, sino a quando non vengo colpito da un particolare : la presenza di un’edicola!

Davanti a me sulla destra vedo una struttura con una dimensione di alcune decine di metri quadrati con la scritta ‘edicola’.

Premetto che all’interno di quel grande centro commerciale ho notato la presenza di ogni (all’incirca) tipologia di attività : parafarmacia, calzolaio, sartoria rapida, bar, fast food, negozi tradizionali, punti vendita innovati, ecc., con una forte presenza (direi pure una predominanza) di attività aperte con la formula del franchising e per ogni impresa, verificavo : le dimensioni, il giro di clienti (..deformazione professionale!), cercavo di capire i potenziali costi, ecc..

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Aprire un’edicola in un centro commerciale.

Perché mi ha colpito più di altre la presenza di un’edicola dentro un centro commerciale?

In un centro commerciale, in particolare se nuovo e di grandi dimensioni, i costi di gestione periodica a metro quadrato per ogni attività sono elevati, talvolta eccessivi per molte tipologie di imprese e questo, obbliga ogni attività a predisporre un business plan ben dettagliato prima di aprire all’interno di queste strutture per evitare di ‘andare a sbattere’ contro un muro.

La presenza di un’edicola con una dimensione mediamente 2 volte superiore a quella di un normale punto vendita di giornali ed addirittura 8 volte a quella di un chioschetto su strada, mi ha fatto pensare agli elevati costi di gestione dell’attività.

Per quanto riguarda il fatturato, essendo l’edicola un’attività che abitualmente incassa una parte consistente del proprio giro di affari nelle prime ore del mattino(la vendita dei quotidiani, ecc.) proprio quando il centro commerciale è chiuso o semivuoto, mi ha riportato alla mente alcune considerazioni :

quando si apre un’attività, si tende a fare un piano dei costi e dei ricavi potenziali? Oppure, si continua a far finta di nulla?

In che modo (dove prendono queste informazioni i neo imprenditori, chi fornisce loro il supporto, ecc.) i futuri imprenditori traggono le informazioni utili ad avviare la propria attività (e quindi, a fare l’investimento necessario)?

Chi ci guadagna alla fine? Questa sarebbe la domanda clou che ogni investitore dovrebbe sempre porsi prima di qualunque azione.

Sicuramente, il centro commerciale non perde i suoi soldi!

Queste, sono solo alcune brevi domande che fuoriescono da una semplice analisi, senza entrare nel dettaglio specifico.

Oggi, ho parlato di un’edicola, un esempio come tanti, proprio perché essendo questa un’attività attualmente in forte crisi, dovrebbe essere valutata con un’attenzione ancor maggiore rispetto ad altri settori ed invece, questo non accade.

Ogni giorno sentiamo parlare di crisi e di attività che chiudono e questo, purtroppo è un fenomeno che colpisce in maniera drammatica milioni di persone in forma diretta ed indiretta.

Forse, per alcuni casi, ancor prima di giungere alla chiusura dopo aver buttato via dei soldi, bisognerebbe valutare a priori se quel tipo di business ha veramente la possibilità di ‘stare in piedi’ o meno e quindi, capire se conviene o meno aprire una determinata attività.

Buon lavoro

Andrea Figoli.

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