Nuove attività. Come aprire un’attività.

marzo 5, 2013 | Fare impresa

Aprire un’attività richiede all’imprenditore un impegno nella fase di preparazione e ricerca delle informazioni.

Se da una parte occorre predisporre il tutto per ‘centrare’ il proprio obiettivo, dall’altra, l’imprenditore dovrebbe conoscere una serie di regole che lo aiuterebbero (se seguite) ad evitare di ‘incagliarsi’ sin da subito e trasformare la propria avventura in una meteora.

Nel corso delle varie puntate, abbiamo evidenziato un insieme di aspetti critici che è necessario affrontare mano a mano che si procede nello sviluppo del progetto e si avanza nella fase di start up.

E’ stata molto utile la testimonianza di un nostro ospite, un imprenditore commerciale che nel corso delle ultime 2 puntate ci ha concretamente fornito alcune dritte e considerazioni su cui riflettere.

Oggi continuiamo con la sua testimonianza da dove abbiamo lasciato la volta scorsa.

Parlando dei cosiddetti consiglieri dell’imprenditore (amici, parenti, ecc.) dobbiamo anche considerare il carattere dello stesso imprenditore e la sua capacità a rendersi autonomo da pressioni troppo vincolanti sulle sue decisioni.

Vorrei fare due brevi esempi concreti di consigli maldestri ottenuti dall’imprenditore dai cosiddetti parenti ed amici.

Il primo caso riguarda l’acquisto di un’edicola due anni fa proprio in un momento in cui le edicole stanno chiudendo a centinaia e quelle ancora aperte registrano perdite di fatturato consistenti.

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Questo giovane imprenditore aveva lavorato come dipendente per oltre 14 anni ed ora, stava cercando un’occupazione autonoma e ‘sicura’.

Nonostante il settore da qualche anno sia in netta crisi registrando perdite di fatturato continue, il nostro protagonista, preferì ascoltare il padre ed un anziano consigliere che gli ricordarono che quell’edicola da decenni permetteva alla famiglia titolare di guadagnare bene, mettere da parte dei risparmi e far crescere una famiglia.

Ebbi modo di parlare con il giovane imprenditore e gli indicai di verificare l’andamento degli ultimi 3 anni per capire il trend del fatturato ed i margini reali.

Effettivamente, l’attività registrava da parecchi anni un calo continuo e questo, con la dovuta moderazione , lo segnalai al ragazzo per ricordargli che se le cose fossero continuate su questo livello, dopo 10/12 anni, avrebbe dovuto sicuramente chiudere (e questo non era certo la sua intenzione).

Il padre in particolare, vivendo ‘mentalmente’ in un mondo che non esisteva più, insistette e così, un mese fa, l’edicolante si sfogò con me dicendomi : ‘avevi ragione tu ora sono veramente preoccupato e non so per quanto tempo potrò mantenere attiva la mia edicola.’

‘Il rischio’, mi disse ..’ è che nel giro di 4 o 5 anni io debba chiudere se le cose procederanno di questo passo.’

Concludendo su questo esempio : ragionare con propria testa, ascoltando tutti quanti ma cercando di dare un ‘peso’ ai singoli consigli e consiglieri.

Un altro ‘caso’ che voglio portare come esempio è quello relativo all’apertura di un negozio in franchising l’anno scorso in un centro commerciale che conosco bene.

Il nuovo commerciante, con un passato da dipendente, avviò un negozio affiliato ad una catena in franchising che vende accessori.

L’investimento complessivo fu a mio parere ‘sostanzioso’ perché il centro commerciale chiese ed ottenne una serie di anticipi e garanzie al neo imprenditore.

Il negozio attualmente è ancora aperto ma perde ogni mese quasi 1000 euro per costi di gestione.

Il piano proposto dal franchisor assolutamente è sballato e francamente me lo aspettavo visto le prospettive di fatturato indicate nel business plan che era stato presentato al neo imprenditore.

In questo caso, l’imprenditore si è affidato ‘anima e corpo’ al franchisor come unico consulente anziché procedere anche a verifiche parallele per capire se i dati fossero credibili.’

Concludiamo qui anche questa parte.

Continua.

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