Uscire dai debiti. Pagare a stralcio

marzo 12, 2013 | Fare impresa

Il livello di indebitamento delle imprese, dei professionisti e di ogni operatore economico ha raggiunto quote eccezionali in questi ultimi tempi in concomitanza con l’acuirsi della crisi ed il blocco dell’erogazione dei crediti da parte delle banche.

Una situazione che in alcuni settori è diventata spesso ingestibile.

Pensiamo ad esempio al settore legato all’edilizia/costruzioni ed ai comparti collegati, in particolare, per i piccoli operatori.

A seguito di questo, come già più volte ricordato, sono nate moltissime attività legate al recupero dei crediti, alla gestione dei crediti che un’impresa vanta ed anche alla tutela dei debitori stessi con la nascita delle agenzie a debito.

La stragrande maggioranza degli operatori economici in questi anni si è dovuta ‘attrezzare’ sempre di più per gestire questi cambiamenti e questo fenomeno, ha interessato sia le micro imprese (le più esposte ed anche le ‘più fragili’) che le grandi realtà.

Le grandi imprese hanno potenziato gli uffici interni e demandato sempre più ad aziende esterne la gestione dei crediti più ‘difficili’.

Le piccole imprese invece, anche a seguito del calo degli ordinativi, hanno spostato risorse (personale interno) a gestire queste problematiche attraverso una serie di azioni quali : solleciti telefonici e scritti ai debitori, visite dirette presso la sede del debitore, ecc., cercando di utilizzare al minor costo anche professionisti esterni : avvocati, agenzie di recupero crediti, ecc. per quei crediti maggiormente ‘immobilizzati’ e di difficile gestione.

Le grandi aziende e quelle che ‘vendono’ servizi basilari per un’impresa : servizi di telefonia, adsl, fornitura elettrica, ecc., sono maggiormente favorite nell’opera di recupero (rispetto alle altre) in quanto erogando utilità ‘fondamentali’ per il funzionamento di una qualsiasi attività e così, riescono attraverso lo spauracchio dell’interruzione del servizio a far pressione per il saldo delle fatture, anche se il totale delle ‘esposizioni’ è aumentato considerevolmente anche per questi operatori.

Le piccole realtà, risultano meno ‘forti’ e tutelate in questo ambito e quindi, soffrono maggiormente, con la conseguenza di dover essere esposte ‘ampiamente’ verso i propri fornitori mentre dall’altra, hanno poca capacità di ‘dissuasione’ verso i clienti che non pagano.

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Non pagare una parte dei debiti.

In questo scenario non estremamente positivo, tante piccole e medie realtà schiacciate fra l’incudine ed il martello, stanno attuando una strategia di gestione dei debiti improntata a :

  • rateizzare e rinviare il più possibile i pagamenti in attesa di un miglioramento della situazione generale;

  • dare priorità al pagamento dei debiti che fanno riferimento a fornitori ‘fondamentali’ e da cui dipende la ‘sopravvivenza’ dell’impresa;

  • trattare gli importi dei debiti attraverso alcune proposte di chiusura di posizioni debitorie a ‘stralcio’, ossia, di fronte ad un debito che è maturato e su cui gravano anche interessi, oneri vari, ecc., proporre al creditore, anche attraverso la stessa agenzia di recupero crediti che gestisce questi debiti, il saldo di una somma complessivamente minore di quella richiesta che può variare dal 40 al 70% dell’importo reclamato.

    In condizioni ‘normali’ sarebbe difficile ottenere simili agevolazioni ma di fronte ad una massa di insoluti che crescono periodicamente, sia i creditori che le stesse agenzie di gestione del credito, sono sempre più disponibili a trovare accordi al ribasso.

I debiti vanno pagati e certo, non invitiamo a non pagare il dovuto ma per moltissime piccole, ‘trattare’ l’importo dei propri debiti sta diventano una strategia di sopravvivenza per poter reggere in questo momento difficile.

Si continua nella seconda parte con la testimonianza di un imprenditore.

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