Come aprire un’attività. Attività redditizie di successo.

aprile 3, 2013 | Fare impresa

Nelle puntate precedenti, abbiamo messo in evidenza alcuni aspetti che si tende troppo spesso a sottovalutare in fase di avvio di un’attività e durante l’investimento iniziale.

Capire se vale la pena o meno investire in un business, significa anche e sopratutto verificare un insieme di elementi che permettono all’imprenditore di valutare la fattibilità o meno di un determinato progetto.

Nelle 3 precedenti puntate abbiamo verificato alcuni punti importanti ed ora continuiamo con l’aiuto di un nostro ‘vecchio ospite’ che più volte è intervenuto sui nostri post ad approfondire il tema.

Aprire un’attività redditizia.

Ridiamo la parola al signor Roberto.

L’esempio dei soci che hanno aspettative diverse (ndr. l’esempio riportato nella puntata scorsa), non è raro anzi, io ho avuto modo di conoscere casi simili in tanti anni.

Quando si avvia un’impresa, bisogna parlarsi chiaro fra i vari soci e cercare di mettere ‘nero su bianco’ che cosa si vuole fare nello specifico.

Accade già infatti che di fronte a difficoltà improvvise oppure, a scelte che occorre prendere senza rinviare al futuro e che non erano state preventivate, possano crearsi delle tensioni a seguito di una diversa visione delle cose.

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Non approfondire le cose.

Questo concetto, apparentemente generico, riguarda i punti di cui ho già parlato :

  • la relazione fra i soci;

  • la scelta del business;

  • il mercato.

ma anche alcune situazioni concrete che vorrei ricordare.

Ora vorrei accennare più specificamente ad alcuni comportamenti (sbagliati) seguiti in varie occasioni da numerosi imprenditori per sottolineare una serie di carenze.

Una giovane coppia acquistò un banco al mercato ad un prezzo molto appetibile.

Le scelte furono dettate più dalla voglia di crearsi un’occupazione che da una vera ‘ambizione imprenditoriale’.

L’attività era stata ceduta da una coppia anziana che si era ritirata in pensione ma era comunque evidente (bastava chiederlo in giro) che da almeno due anni gli affari erano crollati.

Invece, la coppia di acquirenti, pur sapendo che il giro di affari si era fortemente ridotto, non avevano valutato o voluto verificare meglio le cose.

Dopo neanche un anno, il banco infatti, venne rimesso in vendita.

Commento : sarebbe stato sufficiente chiedere in giro (o forse lo avevano già fatto) oppure, voler aprire gli occhi.

Altro esempio :

Una ragazza tre anni fa stipulò con una rete un franchising un contratto per l’avvio di un negozio e venne anche convinta ad aprire questo suo punto vendita all’interno di un centro commerciale di nuova apertura dove i costi erano indubbiamente molto alti (in quanto le era stato detto che la soluzione migliore era una grande area shopping all’interno di una struttura commerciale).

Il padre della giovane, mi domandò cosa ne pensassi ed io chiesi informazioni sui costi di gestione e di avvio dell’attività, oltre naturalmente alle previsioni di incasso.

Mi comunicò i dati forniti dal centro studi del franchising.

‘Una boiata pazzesca’!

A mio parere, gli incassi previsti non erano ipotizzabili neppure se si fosse sommato il fatturato di due attività complessive.

Espressi i miei dubbi e le mie criticità sugli eccessivi costi di gestione e sul fatto che l’investimento era a mio parere alto rispetto alla possibilità di ‘rientrare’ un domani dall’operazione.

Inoltre, il contratto che avrebbe vincolato la neo imprenditrice al franchising era del tutto sfavorevole all’affiliato in tutti gli aspetti.

Infatti, io consigliai di lasciar perdere perché i rischi erano numericamente e quantitativamente superiori ai possibili vantaggi.

Ovviamente, non fui ascoltato.

Il negozio chiuse 14 mesi dopo!

La cosa mi dispiacque ma di fronte ad una previsione abbastanza chiara, i risultati potevano essere solo quelli.

Conclusione : verificare e controllare bene i numeri e cercare di ‘voler prendere atto della realtà’.

Ringraziamo il nostro ospite per sua testimonianza.

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