Come esportare all’estero.

aprile 18, 2013 | Fare business all'estero

La ricerca di nuovi sbocchi commerciali per i propri prodotti sta diventando sempre più basilare per il futuro di molte imprese italiane, in particolare, con l’aggravarsi della crisi e la conseguente riduzione dei fatturati che fanno riferimento al mercato nazionale.

Nel corso della prima parte, abbiamo verificato l’importanza rivestita dalle esportazioni per un’impresa che dispone di prodotti e servizi che possono essere venduti/distribuiti sui mercati esteri.

Si è pertanto stilato un elenco di punti da verificare nel momento in cui si valuta questo tipo di business.

Riprendiamo ora da quei punti che abbiamo cominciato ad elencare.

 index

Dazi doganali. Un aspetto importante legato alla valutazione di un business che ha per oggetto l’esportazione in altri paesi, è quello della quantificazione degli oneri legati alle imposte che i paesi applicano alle merci in entrata.

Negli ultimi anni, molti paesi che stanno vivendo un intenso sviluppo (vedi ad esempio il Brasile) hanno aumentato i dazi doganali, in particolare, nei confronti di alcune tipologie di prodotti con l’obiettivo di preservare la produzione interna, provocando di fatto un aumento dei prezzi relativi ai prodotti d’importazione.

Questo punto, è chiaramente legato ai precedenti (lo studio del mercato ad esempio) perché un aumento consistente del prezzo del nostro prodotto potrebbe rendere poco competitivo lo stesso bene su quel mercato.

La capacità di pianificazione.

Come più volte abbiamo sottolineato, è importante avere una visione ampia ed orientata al futuro.

Le condizioni economiche, sociali di un determinato paese (il mercato che si va ad analizzare) tendono continuamente ad evolversi, in particolare, in quelle nazioni che sono interessate da una forte crescita economica.

Quindi, se per l’analisi del nostro business prendiamo in considerazione studi e statistiche di soli due anni prima, c’è il rischio che questi dati siano già obsoleti o comunque, non del tutto attinenti alla situazione attuale, per non parlare del fatto che se oggi predisponiamo un certo tipo di attività, questa, deve essere predisposta su un orizzonte temporale che fa riferimento ai prossimi anni.

La difficoltà di calibrare delle strategie veramente mirate è uno degli aspetti che si deve prendere in considerazione.

I costi di gestione dell’operazione.

Per una grande impresa, avviare una serie di azioni per esportare (od aumentare l’attuale quota di esportazioni), è più semplice, nel senso che le risorse sono superiori e quindi è maggiormente fattibile destinare una quota di investimenti per questo genere di operazioni.

Per una piccola impresa, non sempre è semplice gestire ogni fase in totale autonomia.

Negli ultimi anni sono aumentate le iniziative da parte di camere di commercio, associazioni di imprenditori, ecc. che hanno organizzato progetti e visite in alcuni paesi con l’obiettivo di favorire l’internazionalizzazione delle imprese e la possibilità anche per quelle attività piccole e medie aziende di cogliere queste opportunità.

Quindi, per una piccola realtà, talvolta può essere utile ‘appoggiarsi’ ad organizzazioni che sono in grado di sostenere e supportare queste azioni.

Occorre anche ricordare che esistono professionisti, agenti, ecc. che aiutano le imprese ad esportare od internazionalizzare il business su altri mercati.

Casi di successo.

Gli esempi positivi in questo ambito sono molti.

Il Made in Italy è molto apprezzato all’estero, in particolare per alcuni settori produttivi (abbigliamento, arredamento, cibo, vini, ecc.) e quindi, è consigliabile ‘studiare’ alcune formule di successo per poi adattarle alle proprie esigenze.

La situazione di ‘stallo’ della nostra economia e dei consumi interni è purtroppo destinata a protrarsi ancora per molto e quindi, l’ipotesi di guardare ad altri mercati per rilanciare la propria impresa, talvolta anche lontani, non è affatto peregrina.

Certamente, impostare/adattare un modello basato sull’esportazione, come abbiamo indicato in queste due puntate, richiede una preparazione ed un’attenzione non marginale.

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