Come rilanciare un’attività in crisi. Come rispondere alla crisi.

aprile 19, 2013 | Fare impresa

Nel corso della prima parte, abbiamo approfondito il tema legato alla crisi di un’attività imprenditoriale, quando di fronte a problemi come : il calo delle vendite, la crisi economica, ecc., l’imprenditore deve fare delle scelte legate sopratutto a :

  • rimanere fermo ed aspettare tempi migliori e situazioni più favorevole (se verranno) e quindi, limitarsi ad un’azione difensiva:

    oppure :

  • attuare una strategia offensiva, svolgendo azioni che hanno lo scopo di rilanciare l’attività e l’azione imprenditoriale.

Abbiamo visto che non esistono regole standard e quindi, occorre agire volta per volta in base alle situazioni in cui ci si trova.

Che cosa fare di fronte a difficoltà e crisi perduranti?

Diamo la parola ad un imprenditore che già in passato ci ha aiutato nelle nostre analisi.

 

Le scelte che un imprenditore va a prendere, sono sempre legate ad un insieme di fattori (razionali ed emotivi):

  • quali sono gli obiettivi dell’imprenditore? Cioè, sta puntando a ‘tirare avanti’ ancora qualche anno sino alla pensione? Oppure, vuole rilanciare l’attività, aumentando(o ripristinando) il giro di affari precedente? Questo aspetto, è molto importante ed influenza la decisione o le decisioni che andrà a prendere!

  • Come ha reagito l’imprenditore di fronte a questi problemi e criticità che si sono delineati e stanno in certi casi pregiudicando la sostenibilità del suo business?

    E’ importante capire come l’imprenditore ha reagito (la paura, la rabbia, la voglia di rivalsa, ecc.) di fronte a queste evenienze. Talvolta, le preoccupazioni e le conseguenze emotive, ‘hanno un peso’ che è difficile valutare e tutto questo, ‘pesa’ sicuramente nelle scelte che verranno prese dallo stesso imprenditore, al di là della bontà/efficacia di queste decisioni;

  • che prospettive ci sono per l’impresa? Insomma, ne vale la pena?

    Bisognerebbe che l’imprenditore fosse in grado di prendere decisioni razionali ed autonome, senza farsi influenzare da altri fattori. La cosa peggiore è quella di offrire risposte dettate prevalentemente da : paura, voglia di rivalsa, orgoglio, ecc.. In un momento difficile, è necessario che l’imprenditore sia in grado di vagliare ogni eventuale risposta in perfetta autonomia.

    Su questo punto, su cui poi accennerò ad un paio di esempi, si concentrano molti degli errori commessi.

    Prima di investire e mettere in piedi strategie ‘impegnative’, occorre anche prendere atto della realtà del mercato. Sarebbe ad esempio inutile investire in un’attività ‘a fine corsa’ od in un settore ormai ‘decotto’.

  • Si tratta di una crisi passeggera? Tutto, è destinato a ritornare lungo i binari precedenti la crisi?

    E’ importante capire se le difficoltà in cui versa l’impresa sono dovute a fattori contingenti o strutturali (come accade in realtà nella maggior parte dei casi).

  • Di quali risorse dispone l’imprenditore.

    Ogni strategia ed azione imprenditoriale, prevede una serie di risorse (umane, finanziarie, ecc.) che l’imprenditore deve mettere in campo per portare avanti i propri obiettivi.

    Prima di mettere in moto ogni azione, è bene ponderare questo aspetto.

  • Ecc..

Nella terza parte, ascolteremo dalla voce del nostro ospite alcuni esempi per approfondire meglio la questione.

Continua.

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