Rendita di posizione. Crisi e opportunità.

aprile 28, 2013 | Redazionale

Buon lunedì,

qual è uno degli effetti palesi di questa grande crisi? O meglio, quale sarà una delle conseguenze di questo enorme cambiamento in corso?

Certamente, c’è la fine (od il ridimensionamento) di tante rendite di posizione che per anni, alcune categorie sociali, economiche hanno detenuto a scapito di altri.

 

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Che cos’è una rendita di posizione in termini pratici?

Di fatto, è una posizione di forza che un imprenditore (od una categoria imprenditoriale), un gruppo sociale (i politici, i sindacalisti, ecc.), una categoria professionale/lavorativa (i grandi manager pubblici ad esempio, certe professioni ‘contingentate’, ecc.), ecc., detengono in virtù di una situazione che nel tempo si è creata ed è stata ben alimentata e che permette loro di godere di vantaggi, privilegi che altre categorie : economiche, sociali, professionali, ecc., non hanno.

Ovviamente, in mezzo a queste trasformazioni, ci sono moltissimi drammi umani, individuali e collettivi che stanno creando anche lutti e disperazione, questo, non va mai dimenticato.

Le opportunità dalla crisi.

Stiamo assistendo ad una ‘fine rapida’ di moltissime imprese, attività professionali ma non dimentichiamolo, stanno mutando anche una serie di dinamiche e regole che sino ad oggi avevano caratterizzato l’attuale mercato in molti settori.

 

Se da una parte si assiste :

ad una crisi di molte professioni ed aziende a causa dell’improvviso crollo del credito d’impresa (le banche non erogano più soldi a prestito!);

alla crescita esagerata della pressione fiscale e contributiva;

alla diminuzione della domanda interna;

alla presenza della concorrenza ‘sleale’ che a volte giunge dall’estero;

dall’altra, è giusto anche evidenziare che :

esistono settori e segmenti che oggi non rispondono più alle reali richieste di questo mercato (o se vogliamo preferire : della nostra attuale società organizzata).

 

Tanti piccoli negozi, alcuni professionisti che da anni non si aggiornano e credono di essere ancora all’inizio degli anni ottanta, molti grossisti e rivenditori che operano ancora con metodologie di decenni or sono, ecc., tutto questo, di fronte ai cambiamenti epocali che stiamo vivendo :

la globalizzazione;

la diffusione del Web e delle vendite on line;

i cambiamenti sociali ad ogni livello (dalla famiglia, ai rapporti umani, ecc.);

ecc.;

è difficilmente sostenibile in questo nuovo scenario economico e sociale che sta sostituendo il precedente!

 

Con questo, non significa che siamo felici di tutti questi stravolgimenti e che benediciamo ogni mutamento ma in ogni caso, è necessario tenere conto di quello che sta accadendo ed agire di conseguenza prima di rimanerne travolti!

Limitarsi a far finta di niente mentre tutti cambia, può comportare l’esclusione totale o parziale dal mercato in soli pochi anni, senza la possibilità di ‘replica’.

Non c’è giorno che un determinato numero diversificato di imprenditori chiuda o trasferisca altrove il proprio business.

Stiamo vivendo una fase unica e per alcuni, potrebbe anche essere un’opportunità per scalare delle posizioni che in tempo cosiddetti ‘normali’ sarebbe stato impensabile.

In questa fase di crisi, per qualcuno, potrebbe rappresentare anche un’occasione unica per occupare ‘posizioni’ al momento vacanti.

 

Buon lavoro.

 

Andrea Figoli.

 

 

 

 

 

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