Lasciare l’Italia.

maggio 20, 2013 | Redazionale

La fuga di imprese e capitali dal nostro Paese.

Buon lunedì,

appaiono in numero sempre più crescente gli articoli e le testimonianze su giornali, blog, televisioni, ecc., relative ai casi di italiani che abbandonano il Paese per motivi di tipo economico, per opportunità di investimento orientate verso altre nazioni, per inseguire il sogno di ‘ricominciare’ una nuova vita in grado di offrire condizioni migliori, ecc..

Questi esempi crescenti, riguardano ormai un’ampia fascia di cittadini che si differenziano fra loro per molte caratteristiche : età, condizione economica e sociale, area di residenza, livello culturale e studi effettuati, aspettative ed obiettivi, ecc..

Il flusso degli italiani in fuga, continua ad aumentare e questo fenomeno, è sempre maggiormente legato alle aspettative economiche che l’Italia non è più in grado di garantire da ogni punto di vista.

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Lasciare l’Italia. Le ragioni della fuga.

Un paese di emigranti che torna di nuovo a prendere la strada verso l’estero, alla ricerca di nuove opportunità e che sino a 10 o 15 anni fa, sembrava avesse raggiunto l’apice del benessere, diventando un punto di arrivo per immigrati da tutto il mondo.

Anche le are di destinazione scelte, sono le più varie :

Svizzera, Usa, Germania, Brasile Colombia, Messico, Thailandia, Romania, Moldavia, Australia, Sud Africa, Cina, Dubai, ecc..

Quindi, un insieme di mete che si differenziano fra loro anche in maniera elevata e questo, conferma che il fenomeno è diffuso e sopratutto : complesso!

Non si tratta solo di una fuga di cervelli oppure, soltanto di capitali, per non parlare di imprese che delocalizzano o studenti che cercano nuovi centri universitari, ecc..

Questa tendenza, riguarda molti aspetti ed aspettative che ormai trovano sempre maggiore difficoltà ad essere soddisfatte in Italia.

In questi anni, abbiamo dato parecchio spazio a fenomeni come :

la delocalizzazione, l’internazionalizzazione delle imprese, l’investimento in paesi che stanno vivendo una forte crescita economica, ecc. ma oggi, questo trend, sta assumendo proporzioni sempre più vaste che non possono essere spiegate con ‘scelte personali’ o poco più.

Le prospettive dell’Italia.

Quando già due anni fa ed a seguire, con un ritmo incalzante quasi ogni mese, alcuni nostri politici (senza distinzioni di parte e di colore) hanno cominciato a spargere ‘ottimismo in quantità‘ sentenziando la prossima uscita dalla crisi, noi, abbiamo sempre affermato il contrario, non per spirito contraddittorio ma per semplice osservazione di ciò che sta accadendo :

stiamo vivendo da tempo (da molti anni) una crisi strutturale che poco ha a che vedere con la crisi globale (o finanziaria) e che senza una reale ‘riorganizzazione’ o ‘ristrutturazione’ del ‘Paese Italia’ sotto ogni punto di vista, non consentirà a questa Nazione di ripartire ‘alla grande’!

Il nostro Paese vive da moltissimi anni una totale mancanza di programmazione in ogni campo e questo, ci ha portato a queste conseguenze.

Ogni nazione del globo deve saper competere, esprimendo al meglio le proprie capacità.

Noi, nonostante disponiamo di un territorio fantastico, ricco di bellezze, monumenti, capacità creativa e flessibilità mentale, siamo ‘impantanati’ da anni.

Se fossimo in un periodo storico, potremmo definirci all’interno dell’Alto Medioevo!

Speriamo che un nuovo Rinascimento possa giungere a breve per rilanciare la nostre doti e capacità che non sono seconde a nessuno.

Buon lavoro.

Andrea Figoli.

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