Dove aprire un’attività.

giugno 27, 2013 | Fare impresa

Siamo giunti alla terza parte di questo argomento.

Nelle precedenti puntate, abbiamo evidenziato le problematiche che sta vivendo il commercio tradizionale, in particolare, le piccole attività situate lungo le vie e le piazze dei nostri centri urbani.

Ci siamo quindi posti la domanda se vale la pena oggi aprire un’attività commerciale ed in caso affermativo, dove.

Nel corso dei due precedenti post, si sono analizzate una serie di questioni specifiche legate alla fattibilità attuale di avviare un’impresa commerciale.

In questa puntata, ascolteremo invece la testimonianza di un commerciante che da oltre 40 anni opera nel settore delle piccole imprese.

Questo signore, ha maturato anche alcune competenze in qualità di investitore in ambito commerciale ed aree limitrofe.

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Avviare un’attività. Dove aprire.

Diamo la parola al signor Giuseppe.

Un saluto a tutti i lettori, io mi definisco da sempre un commerciante in prima battuta ed anche un appassionato di affari in generale.

Ho cominciato a lavorare in proprio all’età di 23 anni, con l’avvio del mio primo negozio nel settore dell’abbigliamento.

Questa prima attività, era situata nella periferia della mia città e successivamente, dopo 5 anni, ne ho aperto una seconda in centro.

All’età di 40 anni, gestivo già 5 punti vendita, operanti in due settori differenti : l’abbigliamento e l’alimentare.

Con il passare del tempo, oltre a gestire una serie di attività commerciali, mi sono occupato di investimenti nel settore legato agli immobili commerciali ed anche alla compra e vendita di imprese in difficoltà che rilevavo e rimettevo successivamente sul mercato.

E’ inutile dire che in 40 anni di esperienza che ho passato nel commercio, le cose sono profondamente mutate.

Fare raffronti con il passato, sarebbe perfettamente inutile ed anche dannoso perché non ci aiuterebbe a capire che cosa sta accadendo in questo momento.

Per molti anni infatti, chi ha lavorato nel commercio, si è abituato a vedere crescere costantemente il proprio giro di affari e rimanere inalterate quelle che erano considerate le regole generali e le formule da anni in essere.

Le cose però sono cambiate!

Tutto è mutato nel frattempo e chi non se ne è reso conto o non ha voluto capire le cose, ha dovuto chiudere.

Da una parte, le condizioni generali per chi opera nel commercio sono peggiorate negli ultimi 40 anni, su questo, è bene dircelo chiaramente.

Poi però, ci sono imprenditori che hanno compreso che le cose stavano mutando ed altri invece che non hanno voluto fare nulla per cambiare.

Per quanto riguarda la domanda generale : dove aprire un negozio, vorrei fare un paio di esempi concreti.

Uno, riguarda l’apertura di un bar-tabacchino e l’altro, è relativo ad un negozio di intimo.

Il solito titolare è proprietario di due bar con licenza tabacchi.

La differenza fra le due imprese (considerate che la modalità di gestione è la stessa, visto che ha impostato le attività nella stessa maniera) è che uno dei due locali è posizionato ad angolo e dispone di un piccolo spiazzo dove le auto di passaggio possono anche fermarsi (non più di due alla volta), vigili urbani permettendo.

Parlando con Francesco, il titolare, mi ha confermato che il fatturato di tabacchi, giochi e bar di passaggio, solo grazie a questo piccolo vantaggio è perlomeno del 35% in più.

Quindi, parrebbe una banalità ma la possibilità di poter sostare 3 minuti fa la differenza!

Parliamo ora di un negozio di intimo.

Sono titolare di 2 negozi di intimo appartenenti alla solita catena (brand).

Un piccolo negozio, fattura anche il 40% in più dell’altro, eppure, il marchio è lo stesso, le dimensioni del negozio non mutano di molto fra i due ed anche l’assortimento è il medesimo.

Che cosa cambia fra i due? La collocazione!

Ho aperto in un’area di forte passaggio che mi costa certamente di più ma non c’è paragone in termini di fatturato.

Avendo gestito anche pizzerie al taglio ed altre attività, potrei dire la solita cosa.’

Si continua nella prossima puntata.

Continua.

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