Investire in Birmania. Investire in Myanmar.

giugno 5, 2013 | Fare business all'estero

La Birmania o Myanmar è un paese del Sud Est Asiatico con una popolazione di quasi 60 milioni di abitanti, per lo più giovani.

Un paese ricco di foreste, acqua, risorse minerarie (gas naturale , metalli, rubini, ecc.) e con un’economia prevalentemente ancora agricola.

Dispone di un lungo tratto costiero e confina con alcuni dei importanti paesi dell’Area(India, Cina, Thailandia, Bangladesh, Laos, ecc.).

Dopo anni di dittatura, durante i quali il Paese è stato chiuso al resto del mondo, la Birmania si sta finalmente aprendo agli altri paesi per attirare molti investitori stranieri e dar così impulso alla propria economia, tipica attualmente di un paese in via di sviluppo.

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Investire in Birmania. Aprire un’attività in Myanmar.

Le potenzialità di questo Paese sono notevoli, in quanto attualmente, sotto l’aspetto economico, è ancora una nazione arretrata in cui mancano moltissimi servizi e dove il reddito pro capite è uno dei più bassi della sua area.

Dal punto di vista del settore industriale, esistono alcune attività manifatturiere, anche se la produzione è abbastanza limitata rispetto alle potenzialità ed anche la formazione della manodopera è situata a livelli molto bassi.

Se in passato non erano ammessi, tranne in alcuni e specifici casi gli investitori dall’estero, ora, il governo birmano ha avviato una serie di norme volte ad incentivare l’arrivo di nuovi capitali.

La legislazione per regolarizzare questi investimenti stranieri, non la si può ancora definire ‘liberale al 100%’ ma senza dubbio, offre una serie di ‘aperture’ interessanti che potrebbero rappresentare per una serie di investitori l’opportunità di arrivare per primi in questo Paese che già dai prossimi anni riceverà una crescita notevole e quindi, premierà i pionieri, cioè, coloro che sono arrivati per primi in questa terra.

La crescita del pil, per gli anni a cavallo fra il 2012 ed il 2013, è stata calcolata intorno al 5,5/6%.

Un risultato interessante, considerato che ancora per tutto il 2012, la Birmania non ha potuto ottenere sostanziosi investimenti.

Gli accordi internazionali con i singoli paesi e le principali organizzazioni, hanno consentito alla Birmania di uscire fuori da una serie di sanzioni economiche ed un isolamento che di certo, non ha favorito lo sviluppo in questi recenti anni.

Come aprire un’attività in Birmania.

I settori in cui operare sono moltissimi.

Vi sono ancora restrizioni per gli stranieri relativamente ai settori connessi con le importazioni e la distribuzione.

Per quanto riguarda le altre attività, la Birmania ha avviato un processo ‘apertura’ consentendo agli stranieri di operare nel Paese mediante imprese che abbiano al loro interno dei soci birmani.

La composizione(la percentuale di capitale) prevista a garanzia dei ‘locali’, varia a seconda del tipo di attività e comunque, non è ancora mai inferiore al 20%.

E’ importante però notare che si riconosce il diritto di proprietà(e quindi la tutela) per gli stranieri.

Per qualcuno che non conosce bene la realtà del Sud Est Asiatico, potrebbe giudicare tutto ciò come un’apertura ‘troppo timida’.

In realtà, se si confronta queste normative con le ‘chiusure’ che da sempre la Thailandia (paese confinante) mantiene nei confronti di imprenditori ed investitori stranieri, possiamo dire che la Birmania, sta avviandosi verso importanti aperture.

La ricchezza di acqua, di risorse minerali ed energetiche, nonché le enormi potenzialità del turismo, fanno di questo Paese una grande opportunità per investitori ed imprenditori muniti di una visione aperta ed orientati al futuro.

Se peniamo alle percentuali di crescita che paesi come : Cambogia, Vietnam, Thailandia, ecc., giusto per fare qualche esempio, hanno ottenuto in questi anni, non è da escludere che la Birmania possa recuperare questo gap nei prossimi lustri.

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