Una via di uscita. La paura del futuro

giugno 7, 2013 | Formazione personale

I racconti e le storie relative ad imprese e persone che vivono una forte situazione di ‘crisi’ in questa fase storica, sono tanti.

La crisi economica, si trasforma talvolta in una crisi di identità, una perdita di equilibrio e di certezze che va a ‘toccare’ l’intimo di ogni persona, in particolare, quei ‘punti di riferimento’, quelle ‘sicurezze’ che in decenni un individuo si era costruito e su cui aveva basato le proprie relazioni (familiari, personali, ecc.).

Un insieme di punti di riferimento che coinvolgono la sfera lavorativa e professionale ma anche sopratutto quella privata : la famiglia, le amicizie, ecc., dove tutto viene rimesso in discussione, spesso in maniera talmente rapida e drammatica che gli stessi soggetti coinvolti (nonostante a volte siano persone preparate e dotate di una buona ‘stabilita’), non riescono a reagire con azioni ed atteggiamenti adeguati al momento.

Accade talvolta che tutta questa impalcatura che per anni e decenni le persone si sono costruite intorno a loro, cominci a franare e frantumarsi in maniera rapida, lasciando i singoli soggetti in balia di sentimenti come :

paura del futuro, la ricerca di punti nuovi di riferimento, la perdita di sicurezze e di autostima.

Come di fronte ad un cataclisma, ad uno tsunami, tutto viene travolto con una velocità tale che i soggetti coinvolti, non trovano la forza e l’impulso di reagire e quelli che lo fanno, in molti casi, rispondono con azioni impulsive, talvolta sbagliate, dettate perlopiù dalla paura e dall’insicurezza più che da strategie volte a riorganizzare la situazione.

Per quanto una persona possa essere preparata, non è facile reagire sempre con compostezza e razionalità di fronte a situazioni drammatiche e dure che mettono in discussione ogni ‘punto di riferimento’ che un soggetto ha costruito in decenni di vita.

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La paura del futuro.

Succede a milioni di individui (imprenditori o ex imprenditori, lavoratori in difficoltà, professionisti tagliati fuori dal circuito produttivo, ecc.) di trovarsi ad un certo punto della propria esistenza a dover fare i conti con :

la paura del futuro!

Questo fase estremamente critica, colpisce talvolta anche soggetti che per molto tempo non hanno mai avuto insicurezze o titubanze serie.

Le fasi critiche temporanee, vengono gestite dalle persone nel corso della loro esistenza in maniera più o meno positiva ma quando le difficoltà diventano talmente aspre e continue che finiscono per coinvolgere ogni aspetto dell’esistenza umana, ecco che anche le persone più ‘brillanti’ e preparate arrancano dinanzi a tutto ciò.

La situazione di crisi che stiamo vivendo, come già molte volte abbiamo sottolineato, non è una breve fase di passaggio ma si tratta in realtà, di una crisi strutturale, niente affatto limitata che coinvolge quasi tutti i soggetti (imprese, persone, ecc.).

Quindi, anche l’atteggiamento e le risposte che gli stessi individui coinvolti devono offrire, non possono essere i medesimi del passato.

 Come uscirne fuori. La soluzione dei problemi.

Non ci sono soluzioni standard per tutti!

Non si può raccontare la favola ‘della luce in fondo al tunnel’ che si sta avvicinando per tutti!

L’economia, in particolare quella italiana, vive una fase di crisi strutturale che solo limitatamente è connessa a problemi di natura internazionale.

Il nostro modo di produrre, consumare, vivere, ecc., è in crisi da parecchi decenni!

La struttura del nostro Paese, la gestione dei servizi pubblici, le organizzazioni sociali (sindacati, associazioni, ecc.), il modo di produrre, la logistica, ecc., tutto questo ed altro ancora, è in profonda crisi.

Credere che le cose si ‘metteranno a posto da sole‘ è una pia illusione!

Questo, bisogna metterselo in testa! Chi non lo fa e continuerà a credere che sia sufficiente attendere, rischia di essere spazzato via.

Ogni persona, sia come soggetto privato che come imprenditore, professionista, lavoratore, ecc., dovrà per forza rivedere la propria ‘posizione’, mettere in discussione alcune certezze (talvolta molte) che fanno parte del proprio carattere/personalità con l’obiettivo di ‘riposizionarsi’ alla data attuale.

Chi per 30 anni ha fatto il costruttore di case, non è detto(anzi, non sarà possibile) che in futuro potrà lavorare nella stessa maniera del passato.

Chi ha esercitato la professione di avvocato, commercialista, ecc., dovrà per forza rimettersi in discussione guardando al mondo che verrà e che già attualmente, presenta molte novità e differenze rispetto a soli 3 o 4 anni fa.

Non basterà nascondersi dietro a concetti come ‘ordini professionali’ o ‘eliminazione IMU prima casa’, ecc..

La luce in fondo al tunnel.

La luce in fondo al tunnel, rappresenterà per molte persone una situazione soggettiva, cioè, la capacità di adattarsi ad un nuovo mondo, anche a nuove abitudini, non sempre peggiori ma certamente diverse.

Per tanti soggetti (per ragioni di età, educazione, carattere, formazione personale, ecc.) attuare questi cambiamenti non sarà facile ma per la maggior parte, non ci sono alternative a meno che non si voglia essere ’emarginati’.

La luce in fondo al tunnel, per molti rappresenterà la possibilità di ricollocarsi, riuscendo anche a ‘cambiare’ e modificare alcuni aspetti del proprio carattere e delle proprie abitudini.

Nei momenti di maggiore difficoltà, occorre assumere decisioni nuove, talvolta, in controtendenza con il passato, senza aver paura di ‘guardare indietro’.

Guardare avanti, indipendentemente dal passato, limitando i sensi di colpa e gli inutili amarcord, è la strada da seguire.

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