Come si diventa fisioterapista.

luglio 10, 2013 | Libera professione

Continua il nostro reportage dedicato alla professione di fisioterapista. Come anticipato al termine della scorsa puntata, vogliamo soffermarci su alcuni aspetti che attengono all’apertura di uno studio privato di fisioterapia ed in particolare, alle caratteristiche del locale che dovrà accogliere l’attività, alle attrezzature da utilizzare e al budget necessario per acquistarle. Le caratteristiche dei locali adibiti a studi di fisioterapia, vengono definite “requisiti strutturali”.

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COME SI DIVENTA FISIOTERAPISTA. I REQUISITI.

 

Tali requisiti variano da una regione all’altra e vanno verificati rivolgendosi proprio agli uffici regionali di appartenenza. A titolo esemplificativo riportiamo una delibera della Regione Piemonte che disciplina proprio i requisiti strutturali degli studi professionali di fisioterapia. La stessa delibera prevede anche di poter esercitare la professione presso l’appartamento di una civile abitazione, in locali specificatamente dedicati ad attività di fisioterapia. Secondo il provvedimento, i locali dello studio devono prevedere almeno 10 metri quadri da destinare esclusivamente alle prestazioni fisioterapiche, oltre a metrature da utilizzare per deposito materiale d’uso, attrezzature e strumentazioni. I pavimenti e le murature dello studio devono essere lavabili e disinfettabili e all’interno del medesimo locale devono essere assicurate illuminazione e ventilazione naturale.

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COME SI DIVENTA FISIOTERAPISTA. LO STUDIO PROFESSIONALE.

Lo studio del fisioterapista deve comprendere anche una sala d’attesa, debitamente attrezzata, un ufficio amministrativo e di accettazione dei pazienti, servizi igienici accessibili ai pazienti trattati e spogliatoio separato per gli stessi pazienti e per il fisioterapista. La variabilità regionale dei requisiti strutturali dello studio del fisioterapista è molto alta per cui non è semplice fornire informazioni univoche su questi requisiti. I dati fin qui riportati possono, però, servire a dare un’idea delle dimensioni dei locali e del numero di stanze necessarie ad espletare al meglio i trattamenti. Sui forum di settore, molti aspiranti fisioterapisti chiedono anche se i locali debbano essere a norma con l’abbattimento delle barriere architettoniche. Le norme regionali non citano dei riferimenti specifici, anche se, nel caso di questa particolare attività, ci sembra naturale provvedere a rendere accessibili i locali anche a persone disabili che possono, più di altre, avere necessità di sedute fisioterapiche e riabilitative. La cosa certa è che lo studio professionale del fisioterapista deve essere adeguato alle normative igienico sanitarie, che comprendono anche l’adeguamento dei locali alla ricezione dei disabili. A volte, per adeguare i locali, basta il battiscopa a sezione speciale raccordato al pavimento. Altro punto che crea confusione tra gli aspiranti fisioterapisti è l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali all’interno dello studio. Anche su questo aspetto incide molto la normativa regionale. Dalle esperienze degli utenti interessati a intraprendere questa professione, sembra che alcune Regioni consentano solo l’esercizio delle prestazioni di fisioterapia con l’uso delle mani, mentre altre ammetterebbero l’utilizzo di apposita strumentazione. Nel caso dovreste verificare, con la vostra Regione di appartenenza, di poter dotare lo studio di fisioterapia con apparecchiature elettromedicali, è importante conoscere le tipologie di strumenti di cui potreste aver bisogno nell’esercizio della vostra attività. In uno studio di fisioterapia, normativa regionale o meno, non può mancare il lettino dove far stendere il paziente a cui si dovrà praticare il trattamento o il massaggio tipico di questa disciplina medico sanitaria. I lettini adatti a studi di fisioterapia non differiscono molto da quelli per i massaggi nei centri estetici, anche se la qualità e alcuni requisiti di sicurezza degli stessi attrezzi sono indispensabili, perché anche lo studio professionale del fisioterapista deve rispettare le norme sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro(D. Lgs. 81/2008). I lettini da massaggio, o fisioterapici, possono essere fissi, elettrici o portatili. Quelli fissi, come dice il nome, non sono removibili dallo studio, hanno lo schienale reclinabile, l’altezza regolabile e sono dotati di un vano porta oggetti. Il costo di un sedile fisso di buona qualità è di circa 450 euro. Stessi requisiti per i lettini elettrici, dove la regolazione dell’altezza e dello schienale avviene proprio elettricamente. Il prezzo di un lettino fisioterapico a funzionamento elettrico è di circa 1000 euro. I lettini portatili da massaggio, con misure di 195×70 cm, sono molto utili per effettuare trattamenti a domicilio. Il costo di queste attrezzature è molto accessibile e si aggira intorno ai 150 euro. Altre attrezzature per i trattamenti fisioterapici e di riabilitazione sono: parallele per deambulazione, scale, rampa e cubo per riabilitazione. Il costo di questi strumenti è compreso tra 450 e 750 euro. Tra gli accessori da lavoro non bisogna dimenticare: lenzuolini medici a doppiovelo, cuscini a cilindro ed a forma di cuneo, detergenti, disinfettanti, creme, oli da massaggio e guanti monouso. Ulteriori informazioni sulle attrezzature per lo studio di fisioterapia sul sito www.fisiostore.it, l’e-commerce di settore da cui abbiamo tratto le informazioni riportate in questo articolo.

 

Fonte di alcuni dati:

http://www.aifi.net/index.php?url=forum-fisioterapia&action=5&azione=visualizza&id_macro_area=14&id_area=16&id_azione=39

 

 

 

 

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

Hotfrog.it

Used.it

 

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