Si stava meglio quando si stava peggio.

luglio 14, 2013 | Redazionale

Quando si preferisce non guardare la realtà e ci si nasconde ‘nel passato’.

Buon lunedì,

capita spesso di discutere con alcune persone che hanno un’età media dai 50 anni in su (la maggior parte della popolazione adulta in Italia, in pratica), cioè, coloro che hanno vissuto il benessere degli anni ottanta e che in questi recenti tempi di crisi, si lasciano andare a ‘pensieri nostalgici’ ricordando i momenti in cui l’economia ‘tirava’ ed i soldi giravano.

Sembra talvolta quasi di sentire la mitica frase …’quando c’era Lui….’

In pochi però, hanno il coraggio di guardare le cose sotto tutti i punti di vista, anziché fermarsi alla semplice superficie.

Spesso, è più comodo lasciarsi andare al ricordo, alla nostalgia, anche perché all’epoca, la maggior parte dei cinquantenni, sessantenni e settantenni di oggi, erano persone giovani o molto giovani e quindi, la nostalgia, è legata anche ad altri fattori.

E’ più facile nutrirsi di miti, di favole, anziché guardare la realtà di tutti i giorni ed affrontarla per trovare soluzioni e rimedi ai problemi.

Questo, accade in ogni contesto : nel business, nella vita familiare, nell’ambito di una comunità (uno stato, una città, ecc.).

Imparare a guardare le cose come sono e non distorcerle a nostro favore, cambiando il senso della realtà, è una dote utile in ogni momento della vita.

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Si stava meglio quando si stava peggio. L’errore di guardare le cose da una prospettiva parziale.

Tornando agli anni ottanta, in pochi ricordano (o vogliono ammettere) che il benessere di quel periodo, è spesso legato/dovuto alle ‘cambiali’ in bianco firmate da quella classe dirigente (politici, sindacati, apparati dello Stato, ecc.) e cittadini che approvarono le spesi folli del sistema pubblico, l’aumento del debito pubblico, lo sfascio del sistema pensionistico con i baby pensionati, l’assenza di una programmazione economica che oggi stiamo pagando in pieno, ecc..

Questo, è anche il mito degli anni ‘ottanta’ : rinviare al futuro i pagamenti e gli impegni e prendersi invece i vantaggi nel presente!

In pratica, negli anni ottanta si è vissuti da cicale ed ora, si paga il conto!

Le cambiali sempre arrivano a scadenza!

Ma questo, in pochi, sono disposti ad ammetterlo.

Preferiscono pensare che all’epoca si stava bene perché non esisteva l’Euro ed i politici di allora erano tutti bravi ed onesti.

 Il coraggio di guardare le cose come sono.

L’esempio del ‘mito’ degli anni ottanta, è uno dei tanti che le persone tendono a ‘coltivare’, raccontando a se stessi ed agli altri una ‘favola’, per evitare di guardare in faccia alla realtà delle cose.

Essere uomini non è facile però, si dovrebbe provare a comportarsi come tali!

Invece, è più comodo nascondersi dietro a fantomatici ‘miti’, evocazioni, ricordi del passato che vengono manipolati e ‘guardati’ solo da un certo punto di vista.

Da una parte è anche comprensibile, l’essere umano necessità di miti, di eroi, di santi, di martiri, ecc..

Quindi, si tende a mitizzare alcuni fenomeni, determinati periodi storici o quant’altro, con lo scopo di creare dei riferimenti da portare con se.

 Si stava meglio quando si stava peggio. Affrontare il presente guardando il futuro senza nascondersi nel passato.

Non vogliamo mettere in discussione tutto quell’insieme di valori che le persone hanno e che si sono costruite nell’arco di una vita.

Sarebbe troppo!

Bisogna però prendere atto, senza tante scuse che se si vuole superare una fase di impasse :

nella propria vita, nel business che si porta avanti, ecc., non è opportuno crogiolarsi eternamente su dei miti e dei ricordi del passato che hanno un’utilità marginale rispetto a ciò che bisogna fare oggi e talvolta, rappresentano una scusa per non affrontare i veri problemi e le reali iniziative che devono essere portati avanti con una visione del futuro, per tornare ad essere vincenti nuovamente.

 Buon lavoro.

Andrea Figoli.

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