Call center da casa.

agosto 8, 2013 | Fare impresa

Torniamo a parlare di call center, ossia dell’avvio di un’impresa che vende servizi in ricezione (inbouding) o di chiamate (outbounding) ad imprese, professionisti ed enti pubblici.

Oggi, ci occupiamo dell’apertura di un call center da casa, ossia, della possibilità di gestire un insieme di collaboratori che operano direttamente dal proprio domicilio e ridurre così al minimo i costi fissi della struttura.

 

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Call center da casa. Come sviluppare il business.

Non esiste una formula ‘standard’ in questo tipo di impresa.

Fra questi call center che operano ‘da casa’, ci sono ditte individuali, piccole cooperative, società di persone, ecc., quindi una varietà di situazioni abbastanza ampia.

Nel tempo, si sono sviluppati varie tipologie di realtà imprenditoriali in base agli obiettivi dei loro titolari ed anche a seguito del ‘mercato’ presente.

Abbiamo esempi di micro call center che sono costituiti da uno o più collaboratori come del resto, anche di imprese che dispongono di alcune decine di operatori che sono legati all’impresa mediante contratti di collaborazione di vario tipo.

Aprire un call center da casa. Come gestire i collaboratori.

Uno degli aspetti che vanno tenuti in considerazione quando si avvia questo tipo di attività, è quello della gestione del personale.

Il call center, specie nella sua fase di start up, non disporrà sempre di lavoro continuativo’ e quindi, dovrà avvalersi di collaborazioni anche temporanee, spesso, della sola durata di poche settimane.

Trovare gli operatori del call center e definire sin da subito un ‘modello di collaborazione’, è uno degli aspetti da affrontare.

In genere, le collaborazioni a distanza prevedono contratti di vario tipo : collaborazione coordinata e continuata; collaborazioni straordinarie (in cui il lavoratore non può ricevere in ogni caso complessivamente più di 5000 euro annue); contratti con partita iva, ecc..

La ricerca di collaboratori avviene attraverso varie forme : il passaparola, gli annunci sul Web, ecc..

Il singolo operatore in base ai turni ed alle mansioni, opererà dal proprio computer collegato al Web ed effettuerà chiamate secondo un piano stabilito dall’impresa.

I compensi variano in base all’azienda.

Talvolta, è previsto un fisso abbinato ad un compenso provvigionale con obiettivi minimi da raggiungere e premi sui risultati ottenuti.

Come aprire un call center da casa. Trovare i clienti.

Trovare i clienti, rappresenta uno dei ‘punti cardine’ di ogni business.

Per un piccolo call center che inizia la sua attività, occorre cominciare a selezionare uno o due campi di attività in cui ricercare i primi clienti.

In genere, in base all’esperienza maturata dai titolari di questi calla center, si inizia a prendere contatto con alcune imprese operanti in comparti in cui si è maturata in passato un’esperienza.

Talvolta, si tratta di contatti e conoscenze del passato che possono essere ‘sfruttate’ per proporsi come neo imprenditore che offre servizi, magari a prezzo scontato rispetto alle tariffe di mercato.

La creazione di una ‘base’ di clienti, è uno dei compiti su cui il neo imprenditore si deve maggiormente concentrare all’inizio della sua attività.

 Call center da casa. I punti critici.

La concorrenza in questo settore è diventata veramente elevata.

Il fatto di aver ridotto i costi complessivi attraverso la formula del ‘call center da casa’ e disporre di una struttura ‘flessibile’, non significa poter abbassare le tariffe al di sotto di una certa soglia in quanto occorre in ogni caso far fronte ad un certo numero di costi e riuscire nel tempo a garantirsi una ‘operatività’ continua.

Tra i call center che operano dall’estero e le strutture in Italia che stanno praticando prezzi talvolta ‘stracciati’, i competitor non mancano di certo e questo, rappresenta il primo elemento di criticità.

Un altro aspetto critico, è quello legato agli insoluti ed alla difficoltà di molti clienti di pagare le fatture.

I clienti di un call center da casa, sono in prevalenza piccole imprese che si affidano a strutture di questi tipo per ‘risparmiare’ sui costi di alcuni servizi.

Il problema, deriva dal fatto che il sistema delle PMI italiano è attualmente in grande difficoltà ed i ritardi nei pagamenti sono all’ordine del giorno.

Quindi, occorre nella selezione dei ‘lavori’ da gestire e quindi dei clienti, valutare attentamente per evitare di incappare in problemi seri successivamente. Occorre infatti ricordarsi che i collaboratori vanno pagati costantemente.

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