Come diventare medico di base.

agosto 16, 2013 | Libera professione

Con questo articolo si conclude, almeno per il momento, il nostro reportage dedicato ad intraprendere la professione di medico di medicina generale o di famiglia. Nelle scorse puntate abbiamo visto tutti i passaggi formativi e selettivi che portano ad esercitare a pieno la professione. Durante la nostra lunga trattazione a puntate è emerso che la professione del medico di famiglia può essere gratificante e ricca di soddisfazioni per chi la sceglie con passione, ma abbiamo anche capito che questa stessa professione comporta anche tanti anni di gavetta e di sacrifici prima di riuscire ad ottenere una convenzione a tempo indeterminato con la Asl, convenzione che se fortunatamente arriva, riguarda sempre più spesso medici che hanno già abbondantemente superato i quarant’anni.

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DIVENTARE MEDICO DI BASE

Solitamente, sceglie di diventare medico di famiglia chi non ama la vita nelle corsie di ospedale, e non sempre questa scelta è un ripiego all’impossibilità di trovare lavoro in ospedale. Chi, con talento, passione e spirito di sacrificio, è riuscito ad approdare alla tanto ambita convenzione con la Asl per aprire un proprio studio, ha la necessità di trovare un congruo numero di assistiti. E’, infatti, sulla base del numero degli assistiti che il medico di famiglia riuscirà a ricavare un reddito dalla sua professione. Spesso, un numero troppo basso di assistiti, per un certo numero di anni consecutivi, può portare anche alla revoca della convenzione. Tutte le cause di revoca della convenzione sono indicate nell’Accordo Collettivo Nazionale che disciplina i rapporti dei medici di Medicina Generale, accordo che abbiamo più volte citato e linkato nel corso delle scorse puntate. Secondo uno studio dell’Ordine dei Medici di Torino, il tempo medio di attesa del medico di base, per ottenere un incarico dopo il termine del corso di specializzazione in Medicina Generale, è di tre anni. Quando finalmente si riesce ad ottenere un incarico, si può iniziare l’attività con un numero di assistiti praticamente pari a zero. Il medico, che, dopo tre anni dall’iscrizione nell’elenco dei medici di assistenza primaria, non abbia raggiunto almeno trecento assistiti, decade dalla convenzione, a meno che questa mancata acquisizione dipenda da fattori oggettivi. Per poter ottenere un’adeguata remunerazione dall’attività di medico di famiglia, servono almeno quattrocento assistiti. Gli assistiti però non piovono dal cielo, ma scelgono il medico di famiglia sulla base degli elenchi tenuti dalle Asl.

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DIVENTARE MEDICO DI FAMIGLIA.

Quindi, la scelta del medico di famiglia spetta ai pazienti, che, se insoddisfatti, possono anche decidere di revocare quella stessa scelta passando a un altro medico e comunicando la decisione agli uffici dell’Asl. Come già detto nella prima puntata del nostro reportage, il rapporto tra medico di famiglia e paziente assistito è essenzialmente fiduciario, quindi è possibile che almeno agli inizi, il “giovane” medico debba farsi conoscere dai potenziali pazienti invitandoli a sceglierlo. Questa prassi non differisce molto dal celebre film di Alberto Sordi dedicato a questo professionista. La strategia migliore e più semplice per ottenere degli assistiti è quella di contattare i pazienti curati dal precedente medico di famiglia in pensione o deceduto. Una statistica pubblicata nel 2008 dice che, in media, un medico di famiglia ha più di 1000 assistiti, il 46% ha tra 1000 e 1500 assistiti, mentre il 21% supererebbe i 1500 assistiti. Con l’aumento della popolazione anziana, non è escluso che anche un nuovo medico di famiglia possa riuscire ad ottenere un numero minimo di assistiti che possa consentirgli di ricavare un certo reddito. E se dopo il percorso di studi, di formazione, di specializzazione, non si riuscisse a diventare medico di famiglia? Gli sbocchi restano gli studi medici privati, le case di cura, dove prestare la propria collaborazione e le proprie esperienze. Esiste poi anche la possibilità di esercitare la professione medica nei Paesi della Comunità Europea, dove i medici sono molto richiesti e ben pagati. Il Corso di formazione in Medicina Generale consente, infatti, di ottenere un titolo equipollente a quello degli altri Paesi Ue. Il medico di famiglia è soggetto al pagamento dell’Irpef, dei contributi, ma è esente da Iva, tranne che per alcune prestazioni non prettamente mediche. Il reddito del medico di famiglia convenzionato Asl è considerato reddito da lavoro autonomo e dunque soggetto alla ritenuta di acconto del 20%.

 

Fonti di alcuni dati:

 

www.omceo.to.it/commissioni%20omceo/leli/MG.pdf

 

http://www.fimmgcosenza.org/html/tassemedico.pdf

 

 

 

 

Rosalba Mancuso

 

Fonti immagini:

 

Telenuova.tv

 

Salute.leonardo.it

 

 

 

 

 

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