Diventare dottore.

agosto 1, 2013 | Libera professione

Dopo esserci occupati della modalità di assegnazione degli incarichi del medico di base, passiamo ad occuparci della modalità di lavoro di questo professionista, lavoro che si esplica tramite visite ai pazienti sia in studio che domiciliari. Lo studio del medico di base può essere visto come un ambulatorio, perché è aperto al pubblico entro determinati orari di ricezione e perché le visite si effettuano senza necessità di prenotazioni. Secondo il comma 7 dell’ art. 22 dell’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) che disciplina i rapporti dei medici di medicina generale, le visite, nello studio medico, avverrebbero, di norma e salvo i casi urgenti, per prenotazione, in tal caso lo studio perderebbe la definizione di ambulatorio.

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DIVENTARE DOTTORE. COME OPERARE.

Nella pratica, però, occorre dire che il medico di base riceve giornalmente i pazienti, nello studio, senza necessità di prenotazione, per cui, a titolo del tutto personale, ci sentiamo di definire lo studio del medico di base come un ambulatorio di assistenza primaria che deve rimanere aperto per cinque giorni a settimana, da lunedì a venerdì, dalle ore 8 alle 12, 30, ed il sabato mattina fino alle ore 10. Su questi orari esiste una certa variabilità territoriale, in alcune aree i medici di base osservano orari di apertura e chiusura lievemente diversi, concordati sempre in base alle esigenze organizzative delle rispettive Asl, ma l’apertura dello studio deve coprire sempre i cinque giorni settimanali. Il medico di base deve anche essere reperibile tutti i giorni, dal lunedì al venerdì o nei giorni lavorativi, dalle ore 8 alle 20. L’orario di apertura dello studio va comunicato alla Asl di appartenenza ed esposto all’ingresso dei locali. L’ambulatorio del medico di base deve possedere tutte le caratteristiche fondamentali di qualsiasi studio medico, dovrà quindi disporre di una sala d’attesa arredata, di una sala visite e di servizi igienici correttamente illuminati ed areati.

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DIVENTARE MEDICO. LO STUDIO.

La sala visite sarà dotata di scrivania, lettino per le visite, telefono, computer e stampante per la compilazione e la stampa delle prescrizioni mediche convenzionate con la Asl. Il medico di base deve anche attrezzare la sala visite con la strumentazione necessaria ad effettuare controlli e diagnosi sui pazienti e quindi stetoscopio per auscultare il battito cardiaco, macchinetta per misurare la pressione e altri strumenti per visitare naso, orecchie e gola. Nel proprio ambulatorio, il medico di base può anche effettuare le vaccinazioni antinfluenzali per la popolazione a rischio. Non esistono criteri per la localizzazione dello studio del medico di base, naturalmente è necessario che abbia le dimensioni minime per ospitare tutti servizi e le stanze relative all’attività e che all’esterno consenta il parcheggio auto ai pazienti. L’ambulatorio ideale del medico di base è a pian terreno, per facilitare l’ingresso a persone anziane o a malati cronici che non hanno una facile capacità di deambulazione. Gli esatti requisiti dello studio del medico di base sono riportati al citato articolo 22 dell’Accordo Collettivo Nazionale che disciplina i rapporti dei medici di medicina generale. Secondo questo articolo, che riporta in parte quello che abbiamo appena indicato in questa nuova puntata del nostro reportage, lo studio del medico di base è considerato presidio del Servizio Sanitario Nazionale e concorre, quale bene strumentale e professionale del medico stesso, al raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica. Quindi, lo studio del medico di base rappresenta l’attrezzatura fondamentale per poter esercitare l’attività. Il medico di base può erogare prestazioni sanitarie sia convenzionate che non convenzionate, cioè pagate privatamente dal paziente. Quelle convenzionate ( prescrizioni di farmaci, di esami medici e di visite specialistiche coperte dal SSN) vengono compilate su ricettari consegnati direttamente dalla Asl. Il medico di base, come citato nella scorsa puntata, può ricevere incarichi per effettuare prestazioni di assistenza primaria e di continuità assistenziale. Ma cosa significano esattamente queste due differenti terminologie? La risposta è presto detta: l’assistenza primaria è costituita proprio dalle prestazioni sanitarie essenziali del medico di base, quali visite in studio o domiciliari, prescrizioni di farmaci e di visite specialistiche, mentre la continuità assistenziale è costituita dal servizio di guardia medica, cioè da prestazioni sanitarie, in orari notturni e festivi, da erogare ai cittadini in assenza del proprio medico di famiglia. Il turno di guardia medica è spesso una delle principali esperienze degli aspiranti medici di famiglia iscritti nelle graduatorie della Asl. Il medico di base con un proprio studio di assistenza primaria può anche operare in forma associata, anche se questa prassi non è ancora molto diffusa nel nostro territorio. Nella prossima puntata parleremo delle modalità di remunerazione delle prestazioni del medico di base e di altri particolari utili a comprendere meglio il ruolo e la funzione di questo professionista. Non mancate…

 

 

 

Fonti di alcuni dati:

 

www.asl1.liguria.it/template1.asp?itemID=100&level=1&label=Medici%20di%20famiglia

 

www.intrage.it/rubriche/salute/medico/ambulatorio/index.shtml

 

www.asl-rme.it/index.php?p=1323

 

 

 

Rosalba Mancuso

 

Fonti immagini:

 

Rho.milanotoday.it

 

Ilrestodelcarlino.it

 

 

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