Mi metto in proprio. Inventarsi un lavoro in tempi di crisi.

agosto 2, 2013 | Fare impresa

La Confcommercio, una delle principali organizzazioni dei commercianti italiane, stima che ci sia stato un aumento delle partite ive avviate negli ultimissimi mesi, con un saldo positivo (cioè : attività avviate meno quelle chiuse) di alcune migliaia di unità.

In pratica, a dispetto della crisi attuale, pare che di fronte alla chiusura costante di tantissime imprese, in molti all’opposto, continuino ad aprire nuove piccole e micro imprese con l’obiettivo spesso di inventarsi un lavoro, una fonte di reddito continuativa per controbattere ad una situazione personale in cui la mancanza di un lavoro e di una fonte di reddito, costituiscono un problema primario.

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Inventarsi un lavoro in tempi di crisi.

 

 

Che cosa vuol dire inventarsi un lavoro investendo un piccolo capitale?

 

Significa spesso, mettere ‘in gioco’ le proprie risorse finanziarie(talvolta non elevate), i propri risparmi, per ‘rimettersi in pista’, per trovare/inventare un’occasione di reddito, per costruirsi un’occupazione, un’alternativa alla situazione presente.

Costruirsi un lavoro. E’ sempre facile inventarsi un lavoro in tempi di crisi?

Parliamoci chiaro : mettersi in proprio non è certo una passeggiata e mai lo è stato, anche in quei periodi in cui l’economia cresceva a ritmi sostenuti.

In tempi di crisi poi, tutto si complica e quindi, al di là dell’entusiasmo che deve essere sempre presente(e che rappresenta il carburante di ogni iniziativa personale), bisogna però fare i ‘compiti a casa’ prima di partire.

Cioè, occorre capire se e come esistono degli spazi reali per avviare il progetto che si ha in mente e quali sono ovviamente poi tutte le problematiche.

Vediamo ora di fare un possibile elenco di elementi da verificare prima di dare inizio ad un’attività di qualunque genere :

abbiamo in mente cosa vogliamo fare?

Talvolta, si incontrano molti soggetti che nella frenesia di trovare qualcosa da fare, si lanciano in iniziative per nulla valide, bruciando conseguentemente le proprie risorse e precipitando in una situazione ancor peggiore rispetto a prima.

Pensare bene a cosa si vuol fare, trovare le giuste motivazioni, individuare un settore/nicchia attinente con le proprie aspettative, ecc., diventa basilare.

Quali sono le prospettive/gli spazi reali del nostro progetto?

E’ doveroso fare un quadro ampio e completo delle possibili prospettive che si presentano.

Partendo dalla verifica del ‘mercato’ di quei beni o servizi che si intende produrre/vendere sino ad arrivare agli ‘spazi vuoti’ potenzialmente esistenti.

Quando si analizza questo fattore, è necessario mantenere un buon livello di ‘razionalità’, evitando di autoconvincersi della facilità di una determinata azione.

Chi sono i competitor, come lavorano e sopratutto, qual è la loro situazione complessiva in questo momento?

L’analisi della concorrenza, offre sempre un ottimo punto di vista per capire come vanno le cose in un certo settore.

Provare a verificare chi sono i competitor, come stanno lavorando, che errori commettono, quali sono i punti di forza e debolezza, ecc., è una delle azioni da portare avanti prima di decidere se e come ‘mettersi in proprio’.

Se ci si rende alla fine conto che anche gli attuali operatori presenti ‘stanno boccheggiando’, sarà di conseguenza difficile credere nell’esistenza di spazi validi.

Quali sono le nostre aspettative?

Che cosa ci aspettiamo? Quanto vogliamo guadagnare (definire delle cifre, dei numeri, ecc.).

Come potrebbe cambiare la nostra vita?

Queste, sono solo alcune delle domande a cui occorre rispondere prima di ‘mettersi in moto’.

Si continua nella seconda parte.

Continua.

 

 

 

 

Affaripropri.com Crearsi un lavoro, riprendendo articolo redazione..le cose da valutare (veriricae i itoli e le parolòe chiave..fare un articolo simile da ligelo ed anche4 il link); parlare della tendenza per chi non ha lavoro di aprire partite iva, il dato è stato tra l’lato evidenziato dalla confocomercio…l’improvvisazione e la dipsrrazione..vedere i punti da considerare quando si vuol creare un’attività autonoma ma evitando di mangarsi i pochi capitali disponibili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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