Aziende che delocalizzano.

settembre 2, 2013 | Redazionale

Buon lunedì,

avete presente quando in aeroporto od alla stazione si sente dagli altoparlanti ‘l’ultima chiamata’ per il treno o l’aereo in partenza?

Bene, per l’Italia pare proprio che sia giunto l’ultimo richiamo.

Nel mese di agosto, abbiamo letto sui giornali alcune notizie relative alla ‘fuga’ di imprese ed imprenditori dall’Italia, senza preavviso.

Un fatto unico e mai avvenuto in questi termini in passato.

Leggendo quei fatti, vengono alla mente molti e differenti pensieri :

la tragedia della perdita di un posto di lavoro per i dipendenti; la deindustrializzazione del Paese ed in particolari di alcune aree molto produttive; ecc. ma poi, guardando in maniera più ampia questi eventi(ed uscendo dai soliti ragionamenti), si riesce ad intuire che siamo di fronte a qualcosa di maggiormente vasto e più grave nel suo complesso e che non è possibile racchiudere solo con parole di circostanza e commiato questi fatti, oppure con giudizi sciocchi e valutazioni sarcastiche.

Si sta preparando una fuga ben più massiccia di uomini, aziende e capitali dall’Italia!

 Un fatto storico, mai avvenuto in passato che potrebbe cambiare molti equilibri e certezze per milioni di persone.

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La fuga delle imprese. Imprese ed imprenditori che scappano via e si mettono al riparo.

Questa, purtroppo è la realtà che già in passato abbiamo ipotizzato nel caso la situazione interna(dell’Italia) fosse stata ancora lasciata all’abbandono!

Sui media (radio, tv, Web, ecc.) si parla in maniera del tutto marginale di come ‘cambiare’ l’attuale situazione economica del Paese.

 Non esiste una sola seria proposta portata avanti da politici, sindacati ed associazioni di categoria per ‘stravolgere’ l’attuale contesto.

Si parla solo di Siria, di Egitto, di congressi nazionali dei partiti, di legge elettorale, ecc..

Ed intanto il Paese affonda e così imprese ed imprenditori, stanno organizzandosi da soli per mettersi in salvo prima che per loro sia troppo tardi.

Imprese che scappano. Delocalizzare all’estero.

La ricerca della sopravvivenza in termini imprenditoriali (l’attività produttiva) e degli stessi imprenditori come persone, sta ormai diventando un fattore sempre più urgente che coinvolge decine e decine di migliaia di soggetti (professionisti, imprenditori, investitori ma anche singoli risparmiatori che temono di perdere il frutto di sacrifici di decenni, ecc.).

Chi pensa di ‘bollare’ questi fatti come ‘passeggeri’ o legati a ‘scelte personali’ di qualche imprenditore, non ha capito proprio nulla!

In passato, non si verificavano casi simili, semmai, l’imprenditore pianificava le sue scelte e le rendeva pubbliche anticipatamente, gestendo le relazioni in maniera diversa.

Se siamo arrivati al punto che si ‘fugge di notte’ senza dare segnali precedentemente, significa che siamo arrivati ad una fase veramente critica o forse, stiamo solo cominciando ad entrare in un ciclo nuovo in cui ‘i tabù’, le remore del passato, la consuetudine a gestire le relazioni nel rispetto di principi etici ed umani, stanno per essere in parte messi da parte, di fronte alla necessità di ‘sopravvivenza’ che molti soggetti stanno percependo come prioritaria.

Italia 2015.

Che cosa resterà ‘in piedi’ dell’attuale tessuto economico (finanziario e sociale) italiano nei prossimi 14/15 mesi, è veramente difficile dirlo.

Siamo e rimaniamo ottimisti (anche se da questo post non sembra affatto) ma per essere positivi, occorre anche ragionare ed agire in maniera opportuna.

Non si può credere che ‘stando fermi’ ed aspettare che ‘qualcosa’ si muova, le cose possano cambiare.

Occorre agire e prepararsi a gestire ogni eventualità.

Buon lavoro.

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