Aprire un’agenzia di badanti.

ottobre 10, 2013 | Fare impresa

Una delle figure professionali più richieste degli ultimissimi anni in Italia, è stata quella della badante.

Si tratta di una persona che nel nostro Paese viene anche definita colf, nonostante poi, il suo compito prevalente, sia quello di ‘seguire’ anziani e disabili nella vita quotidiana.

In Italia, questa professionalità ‘esplosa’ in pochi anni, viene richiesta ormai da moltissime famiglie.

Relativamente al numero di badanti e ‘famiglie assistite’, non esistono in effetti dati precisi ma si tratta di numeri a sei zeri.index

Aprire una cooperativa di badanti. I settori in cui intervenire.

 

Nonostante si tratti di una professione diffusa massicciamente solo da circa 25 anni, la figura della badante e le dinamiche connesse a questo lavoro, hanno già subito una serie di modifiche.

Aprire un’impresa di badanti. Che cosa è accaduto in questi anni?

Innanzi tutto, è arrivata in Italia la crisi che ha colpito in prevalenza quella ‘classe media’ che per anni si era rivolta alla figura della ‘badante’ per seguire tutte quelle problematiche connesse alla ‘gestione’ di una persona anziana autosufficiente o meno, oltre a tutte quelle persone ancor giovani ma colpite da gravi disabilità(fisiche o mentali).

Le conseguenze, sono state :

la crescita (seppur ancora abbastanza limitata nel complesso) del numero di badanti italiane rispetto a qualche anno fa.

Si tratta però di un trend crescente.

Nonostante le badanti italiane rappresentino una netta minoranza del totale(ancor oggi oltre il 90% delle badanti sono straniere), attualmente, tante donne (ed anche qualche uomo), accettano questa mansione in mancanza di altre prospettive lavorative;

la nascita di formule nuove che consentono la ripartizione dei costi di una badante, magari, fra più famiglie.

Una delle ultime ‘formule’ nate è quella della badante di condominio.

In pratica, una singola badante (e le sue funzioni) vengono ripartite fra due o tre soggetti anziani, in genere autosufficienti che vivono all’interno del solito palazzo oppure, in uno stabile limitrofo.

Aprire un’agenzia di badanti. Il mercato.

Dopo aver sottolineato una serie di criticità connesse con questo settore, occorre anche ricordare che i servizi gestiti dalle badanti sono destinati per forza a crescere, sia come tipologia che come domanda interna(italiana).

Infatti, le statistiche ci confermano (se mai ce ne fosse stato bisogno) la crescita del numero di anziani e disabili che sono poi, quei soggetti seguiti dalle badanti.

L’allungamento della vita, la presenza di famiglie senza figli o con un figlio unico, obbligano maggiormente i familiari ad affidarsi a questo tipo di professionalità.

Quindi, se da una parte il budget medio disponibile a famiglia per questo tipo di servizi tende a ridursi in termini generali, dall’altra, cresce costantemente ogni anno il numero dei soggetti che richiede la presenza di una badante.

Un buon imprenditore a questo punto, dovrebbe pensare a sviluppare delle ‘formule nuove’, in linea con le possibilità e le esigenze delle persone.

Aprire una cooperativa di badanti. L’organizzazione di questo settore.

Bisogna ricordare che sino ad oggi, questo settore è cresciuto notevolmente senza un piano od una linea strategica ‘pubblica’ o ‘privata’.

In concreto, le famiglie si sono organizzate per far fronte a questa necessità autonomamente senza il supporto di istituzioni ma anche senza la consulenza di imprese ed enti pubblici. Quindi, siamo di fronte ad un mercato ‘deregolamentato’ in tutti i sensi.

In futuro, ci potrebbe essere spazio per un’offerta ‘specializzata’ intesa come ‘pacchetti’ e formule studiate ad hoc, alcune anche innovative.

L’esempio della badante di condominio, è una delle tante possibili formule che si possono ipotizzare.

Pensiamo ad esempio alla ‘badante a chiamata’ od alla ‘badante per le ferie’, oppure, altre situazioni più complesse e specifiche.

Proporre sul mercato, in particolare nelle zone più popolate ed a maggior reddito pro capite, delle soluzioni nuove e flessibili, potrebbe incontrare anche il consenso di ‘clienti’ che sino ad oggi hanno rinunciato ad una badante.

Nella seconda parte, continueremo ad approfondire queste tematiche.

 

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