Aprire un’attività 2014.

ottobre 13, 2013 | Redazionale

Buon lunedì,

nei nostri post, dedichiamo periodicamente una parte dello spazio a disposizione del sito a tutte quelle attività cosiddette ‘innovative’ (le più in voga al momento) o comunque, a quelle considerate meno tradizionali rispetto alle altre.

Dobbiamo però considerare che al lato pratico, la maggior parte delle imprese che vengono aperte periodicamente (in concreto : la stragrande maggioranza), sono collegate con i settori cosiddetti tradizionali e con tutte quelle tipologie di business che da decenni sono attive e quindi, è giusto approfondire un tema connesso con l’avvio di queste imprese tradizionali, in particolare :

quando si avvia e si gestisce un’impresa in un settore saturo ( o comunque ‘affollato’) o che vede la presenza costante di molti competitor attivi in quel mercato.

 

Aprire un’attività redditizia. I settori tradizionali.

Avviare una lavanderia, un punto vendita di un negozio di abbigliamento, un negozio di idraulica, un centro servizi, un punto assistenza computer ed informatica, ecc., non rientra certamente fra quelle azioni ‘innovative’, se guardiamo soltanto al settore specifico ma in ogni caso, queste attività rappresentano oggi, la stragrande maggioranza delle imprese avviate costantemente ed attive sul mercato.

Diventa così importante per un imprenditore (specie in tempi di crisi e di ‘scarsa domanda’) riuscire ad essere capace a ritagliarsi uno spazio in un campo di attività molto ‘diffuso’, anche all’interno di mercati spesso ‘saturi’ o con elevata concorrenza.

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Aprire un’attività 2014. Inserirsi in un mercato ‘saturo’.

 

Aprire un bar, avviare un ristorante, rilevare un tabacchino, gestire una palestra, ecc., rappresenta un’azione molto diffusa in tutto il territorio nazionale e quindi, ciò che distingue un’attività di successo da una destinata al fallimento, è spesso legato ad una serie di piccole ma importanti differenziazioni nell’ambito della strategie e gestione che un imprenditore mette in atto.

La differenza fra vincere e perdere, è senza dubbio costituita da una serie di scelte, azioni, calcoli che l’imprenditore mette in atto e che gli consentono di vincere (o sopravvivere), oppure, di rimanere tagliato fuori con la conseguenza di ‘chiudere bottega’.

Perché un certo bar continua a lavorare ed un altro, magari situato poco distanze tende a soccombere?

Quali sono le ragioni che permettono ad un tabacchino di continuare ad operare con soddisfazione nonostante i cali di vendita che hanno colpito alcuni comparti mentre all’opposto, si cominciano a vedere, specie nelle aree periferiche, parecchi tabacchini con la scritta vendesi?

 

Mettersi in proprio e guadagnare.

Questi ed altri quesiti, saranno oggetto dell’argomento dei prossimi post in cui riprenderemo ad approfondire i temi e gli aspetti che distinguono un’attività vincente, anche se operante in un settore molto tradizionale (e colpito da ‘cali’ di redditività), rispetto ad un business che si avvia progressivamente alla chiusura.

Comprendere come mai una lavanderia riesce a stare ‘in piedi’, mentre un’altra (posizionata a poca distanza) viene messa in vendita dopo neanche un anno dall’apertura, oppure, come mai certi negozi di frutta e verdura lavorino bene mentre altri(ubicati neanche poi troppo distanti fisicamente), sono ‘alla frutta’, ecc., rientrerà fra le nostre prossime inchieste.

Buon lavoro.

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