Lavoro da casa.

ottobre 21, 2013 | Redazionale

Buon lunedì,

 

da un po di tempo a questa parte, stiamo assistendo ad un fenomeno legato all’incremento di quelle attività (per lo più piccole o piccolissime) che chiudono la loro sede di riferimento (ufficio situato in appartamento od in un fondo commerciale) e si ‘ritirano’ presso l’abitazione dello stesso titolare per continuare a svolgere le medesime mansioni.

La necessità aguzza l’ingegno e così, di fronte a ‘bilanci’ sempre più magri e ristrette che l’attuale crisi sta evidenziando, molte ‘partite ive’, si stanno organizzando in maniera alternativa per poter continuare a gestire il proprio business.

In pratica, per tagliare sui costi fissi dell’attività, sono sempre di più quelle ‘partite iva’ che lasciano la loro sede ufficiale (sia essa ubicata in un ufficio od in un piccolo locale situato a piano terra) per ‘ritirarsi’ in una stanza dell’abitazione privata che viene adibita ad ufficio/luogo di lavoro e spesso, anche come micro laboratorio (molti riparatori/assemblatori di computer, piccoli orafi, idraulici, sarti, ecc., adottano sempre di più questa soluzione).

 

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Lavoro da casa. Quando è necessario ‘tagliare’ via una serie di spese.

 

Questa scelta drastica, dettata prevalentemente da motivazione finanziarie, consente in molti casi all’imprenditore ed al professionista di sopperire alle minori entrate od a maggiori costi di produzione e di continuare a lavorare in maniera indipendente.

Come ogni decisione, comporta poi una serie di conseguenza : vantaggi (primo fra tutti il risparmio ottenuto) ed anche alcune problematiche che variano a seconda del tipo di attività svolta.

 

Lavorare da casa. Chi sono questi nuovi lavoratori ‘a domicilio’?

La platea di questi ‘crescenti’ professionisti ed artigiani è rappresentata da decine e decine di soggetti con differenti professionalità.

Si va dai sarti (professione che anche in passato veniva in molti casi ‘gestita’ dal proprio domicilio) ai giornalisti, per non parlare di consulenti finanziari, avvocati, consulenti fiscali, programmatori Web ed esperti seo, nonché, imprenditori più strutturati (piccoli impresari edili, ecc.) che abbandonano l’ufficio di ‘rappresentanza’ ed impiegano una stanza della propria abitazione per gestire un certo numero di funzioni.

Come lavorare da casa. Quali sono i limiti.

Per talune professioni il ‘passaggio’ tra la sede aperta al pubblico e l’ufficio a casa non è stato traumatico.

Anzi, in alcuni casi, il lavoro di alcune attività si svolge ormai solo davanti ad un pc oppure, in assenza di pubblico : tecnici di computer, programmatori Web, ecc., la sede tradizionale riveste pochissima utilità e quindi, può essere ‘eliminata’, ottenendo così risparmi sensibili in termini di costi di gestione.

Lavoro da casa. Il trend futuro?

L’incremento dei lavoratori atipici e dei micro imprenditori che hanno avviato delle piccole (spesso micro) imprese, appare (dai dati statistici) un elemento crescente.

Il problema di queste attività è spesso legato alla sottocapitalizzazione, al limitato giro di affari ed anche alla presenza all’interno della compagine produttiva di un solo (il titolare) lavoratore, coadiuvato talvolta da uno od al massimo due collaboratori, spesso ‘esterni’ od autonomi rispetto alla società.

Lavoro da casa. Come sopperire alla ‘mancanza’ di un ufficio di rappresentanza?

Nei prossimi giorni, affronteremo il tema legato alla necessità di un professionista o micro imprenditore di disporre di un luogo ‘adeguato’ in cui poter incontrare i clienti.

Per un avvocato, un consulente immobiliare, un promotore finanziario, ecc., specie dinanzi a certe ‘tipologie’ di clienti, viene richiesto di accogliere ed incontrare queste persone nell’ambito di uno ‘spazio’ dedicato che non sempre può corrispondere alla propria abitazione.

Trovare quindi locali ed aree adibite a queste fasi ‘produttive’, magari utilizzate per rari momenti (due o tre volte l’anno in certi casi), sarà il tema del nostro prossimo post.

 

Buon lavoro.

 

 

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