Aumentare gli incassi.

novembre 11, 2013 | Fare impresa

Nel corso delle prime due puntate, ci siamo soffermati sull’importanza di riorganizzare/ristrutturare un’impresa in difficoltà, in particolare, su quanto sia importante molte volte intervenire ‘decisamente’ nella gestione di un determinato business, specie, quando la situazione è peggiorata gravemente e tutto rischia di degenerare sino al punto ‘di non ritorno’.

Prima che le prospettive di un’impresa siano compromesse definitivamente, diventa fondamentale intervenire con precisione e concretezza attraverso un piano ben preciso che vada talvolta a ‘rimettere in discussione’ molti (o talvolta tutti) gli elementi costitutivi la formula di quel business.

Pensare di limitarsi a qualche intervento ‘tampone’ per evitare di prendere decisioni a volte ‘drastiche’ ma decisive per il salvataggio ed il rilancio (vero!) di un business, vuol dire nascondersi dietro un dito ed assumersi la responsabilità di far ‘morire’ un business o comunque, condannarlo ad un progressivo ma inesorabile declino.

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Come aumentare gli incassi. Andare a rivedere tutto il processo produttivo.

Alla fine del post scorso, si è accennato al problema della ‘resistenza’ che molti collaboratori (od anche interi settori produttivi) all’interno dell’impresa attuano per evitare ‘cambiamenti’ che possano mettere in discussione alcune ‘rendite di posizione’ guadagnate nel tempo, oppure, alle difficoltà generali a riorganizzare dalla A alla Z tutta l’attività in maniera omogenea e razionale.

Se ci si limita ad attuare delle modifiche su alcune linee e poi, i settori e le aree collegate non ricevono gli opportuni aggiornamenti, si rischia di creare degli ‘imbuti’ (delle strozzature) con possibili ripercussioni negative ulteriori.

 

Rilanciare un business. Predisporre un piano globale.

Quando la ‘crisi’ del business ha raggiunto livelli ‘pesanti, occorre cominciare a ‘riprogettare’ completamente l’attività.

Quindi, ancor prima di mettere in atto delle azioni, ci vuole un piano.

Un errore che viene commesso frequentemente, è quello legato alle iniziative spot, parziali, emotive ed in ogni caso ‘slegate’ dal contesto complessivo del business (e non solo per la parte inerente alle aree che ci sembrano più ‘compromesse’).

Il piano di azione prevederà :

una scaletta con un calendario di cose da mettere in atto;

le risorse da impiegare;

gli obiettivi da raggiungere. Questo elemento deve essere sempre ‘visibile’ alla mente dell’imprenditore ed anche dei collaboratori stessi che saranno coinvolti nel processo di cambiamento e ristrutturazione dell’impresa.

E’ fondamentale disporre del sostegno dei dipendenti e collaboratori dell’impresa (in caso di resistenze per incomprensione o paure, tutto ciò, potrebbe creare problemi).

Meglio quindi optare per la massima trasparenza, cercando di coinvolgere tutti i soggetti interessati.

A volte, ‘le chiacchiere’ di corridoio ed altri discorsi mal digeriti, possono demotivare le risorse interne;

la valutazione delle le priorità di partenza e quelle che poi mano a mano successivamente andranno gestite;

definire le cose da ‘tenere’, cioè quelle utili e ciò che invece si deve ‘abbandonare’.

Effettuare determinate scelte a volte porta a scontrarsi con alcuni ‘simboli’ e punti di riferimento che per anni sono stati considerati basilari (inamovibili), ecc..

Quindi, cambiare significherà anche dover ‘motivare, spiegare’ ed attuare ciò che è giusto fare.

Si continua nella prossima parte.

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