Aprire un fast food.

gennaio 20, 2014 | Fare impresa

Uno dei settori commerciali che in questi ultimi 25 anni ha ottenuto i maggiori successi in termini di fatturato complessivo (riferito al comparto) ed al numero di aperture (i punti vendita avviati sul territorio nazionale), è quello relativo ai fast food.

Tutti sanno che cosa è un fast food, anche perché i marchi principali di queste catene sono conosciuti ormai da ogni persona, anche da quei soggetti che normalmente non frequentano questo genere di ristorazione.

Aprire un fast food. Il mercato.

Il mercato di questi ristoranti si è allargato notevolmente in Italia.

Fra i consumatori, incontriamo sia i giovani (che rappresentano i principali clienti) che una fascia ampia di adulti.

Pause pranzo, incontri di lavoro, uno spuntino veloce, ecc., sono le occasioni frequenti in cui anche persone non più giovani ‘consumano’ all’interno di questi locali.

Un altro business fiorente, è quello connesso a determinate manifestazioni : i compleanni e le feste dei bambini.

Questi locali, tendono in misura sempre maggiore a mettere a disposizione delle famiglie (e quindi dei bambini) delle aree dedicate con l’obiettivo di garantirsi un canale di business aggiuntivo ed una fidelizzazione nel tempo di nuovi clienti.

Anche nel campo delle ‘pause pranzo’, le varie catene si sono lanciate in diverse offerte ‘pacchettizzando’ delle soluzioni ‘all incluse’ che consentono un pranzo veloce per pochi euro con una serie di menù standard.

In generale comunque, va osservato che il fenomeno dei fast food ha visto crescere il numero dei punti vendita e contestualmente , anche quello dei consumatori.

Questo dato, è un chiaro segnale di successo, nonostante le critiche che aleggiano intorno al cosiddetto ‘cibo spazzatura’ ed alla concorrenza portata avanti da molte altre attività che offrono ristorazione low cost.

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Come aprire un fast food. Le chiavi del successo.

Nel punto precedente, abbiamo evidenziato il successo commerciale di queste attività.

Ora, cerchiamo di evidenziare quali sono le cause di questi risultati.

Il fattore low cost (cioè, consumare cibo e bevande a costi tutto sommato limitati) non basta da solo a giustificare questo fenomeno.

A questo primo punto, va collegato il brand!

In pratica, il cliente non si reca in questi ristoranti a mangiare un po di patatine fritte od un panino con una hamburger ma entra in uno spazio creato ad hoc, dotato di ‘immagine’ ed in cui può incontrare gente giovane, personale che sorride e sentirsi gratificato dal fatto di trovarsi in un ‘ambiente positivo’.

Quindi, la cura del brand, da parte delle grandi catene con grandi investimenti pubblicitari, ha reso sempre più forte questa ‘immagine’, anche e sopratutto nei confronti delle giovani (e giovanissime) generazioni, nonostante le campagne salutiste contro il cibo spazzatura ed i rischi per la salute che provengono da un consumo eccessivo di bevande zuccherate.

Aprire un fast food in franchising.

Per un imprenditore che intende investite in una di queste strutture, vi sono due scelte possibili (sulla ‘carta’) :

aprire in maniera indipendente od avviare un punto vendita in franchising.

Ricollegandoci a ciò che abbiamo detto nel paragrafo precedente, avviare un fast food senza marchio, cioè indipendente, comporta un investimento minimo rispetto all’affiliazione ad una catena molto conosciuta ma all’opposto, si corre il rischio di non essere sufficiente attrattivi nei confronti di un pubblico (giovane e meno giovane) che è abituato a collegare l’immagine del fast food a pochi marchi molto noti.

Aprire un punto vendita in franchising richiede all’imprenditore di sottoporsi ad una serie di oneri e limitazioni :

un investimento complessivo di parecchie centinaia di migliaia di euro, anche per un punto di piccole/medie dimensioni;

la firma di un contratto che prevede limitazioni, oneri futuri, ecc., non sempre gradevoli e chiaramente, tutti a favore del franchisor;

la possibilità di aprire un punto vendita in un’area che generalmente è definita dal franchisor o comunque, sotto l’egida della direzione commerciale del franchisor.

I vantaggi ovviamente sono quelli legati alla possibilità di operare sin da subito con un marchio conosciuto, con una formula di successo e con una soluzione chiavi in mano (dall’arredamento, alla formazione del personale, ecc.).

Un altro vantaggio, è quello di poter entrare in un mercato che tutto sommato (malgrado la crisi) resiste bene ed offre ancora spazi interessanti

 

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