Quali attività avviare.

gennaio 19, 2014 | Redazionale

Buon lunedì,

L’attuale crisi economica che si è sommata alla crisi del nostro ‘sistema economico’, è un aspetto che in pochi analizzano seriamente quando si apprestano ad avviare un nuovo business.

Ci si dimentica continuamente un principio base e cioè :

che per poter vendere qualcosa, occorre che ci sia qualcuno che compri!

In troppi, continuano ad avviare od a cercare di mantenere aperte delle attività che non rispondono affatto alle necessità del mercato.

E’ difficile tenere ‘in piedi’ una videoteca od un negozio di dischi se nessuno viene ormai a richiederti quei prodotti già da parecchio tempo.

Diventa difficile tenere in piedi un negozio di alimentari di qualità in un quartiere abitato prevalentemente da persone che fanno fatica ad arrivare alla metà del mese (e non alla fine).

Potremmo continuare con decine di esempi concreti ma il concetto che si vuole esprimere, una volta per tutte, è che per fare impresa, serve un mercato, cioè : è necessario che qualcuno che compri e/o richieda i nostri prodotti e servizi.

Oggi, vogliamo, usando anche un linguaggio aggressivo ed apparentemente provocatorio, spingere gli imprenditori ad uscire fuori dalle lamentele o meglio, dalle sole lamentale per riportarli su un piano concreto :

quello delle scelte che vanno fatte.

La crisi c’è e chi doveva dare una mano (le istituzioni ad ogni livello, comprese le associazioni di categoria : industriali, artigiani, ecc.) a gestire questa fase delicata non ha mosso un dito, anzi, chi poteva ha solo nascosto i problemi e gestito i propri affari personali.

Quale attività avviare. Che cosa significa fare l’imprenditore?

E’ importante quando di apre un’impresa o si progetta qualcosa che ci sia ‘la piacevolezza’, ‘il gusto’, di fare impresa ma diventa anche fondamentale :

verificare se il business che abbiamo in mente rispecchia le condizioni di mercato, in particolare, se ci sono dei clienti per i nostri prodotti!

Non serve a niente aprire una profumeria, l’ennesimo negozio di abbigliamento in centro città od un altro negozio di kebab se poi alla fine per quel mercato specifico, non ci sono i clienti che comprano!

In una fase caratterizzata da profondi cambiamenti strutturali come quella attuale, diventa impossibile non avere la consapevolezza di questa necessità!

E’ giusto prendersela con le banche, con la politica, con i sindacati, con l’Euro, ecc., poi però :

anche l’imprenditore deve fare la sua parte, ossia :

verificare di cosa il mercato ha veramente bisogno, quali sono i bisogni inespressi, che cosa la concorrenza non offre, ecc..

Quali attività aprire. Che cosa aprire.

Di cosa c’è bisogno oggi?

Quali sono i prodotti ed i servizi che fra 3 anni avranno una richiesta superiore ad oggi?

Quali sono i bisogni che le persone avranno in misura crescente fra qualche anno e che ora sono ancora poco visibili o per nulla considerati?

Queste, sono soltanto alcune delle possibili domande che oggi un qualsiasi imprenditore deve farsi.

Non serve nulla affermare che 10 o 15 anni fa l’azienda andava a gonfie vele ed ora la domanda dei prodotti dell’impresa è crollata!

E con questo, cosa si vuole affermare?

Seguendo questo ragionamento, allora anche quando le carrozze a cavali vennero gradualmente (e lentamente) sostituite dai mezzi a motore, i produttori delle vecchie carrozze avrebbero dovuto chiedere sussidi di stato e lamentarsi per il credito bancario mancante!

Comprendiamo bene il momento difficile per chi è impegnato a fare impresa però, se tanti imprenditori continuano a voler avviare attività che sono già decotte ancor prima di partire, oppure, continuare a buttare soldi in settori che non hanno più un futuro ormai da qualche anno, di tutto ciò, non si può colpevolizzare qualcun altro.

Occorre anche saper comprendere quali sono gli spazi possibili ed anche quando è giunto il momento di tirare i remi in barca con un business per concentrarsi invece in altri ambiti di affari che magari offrono migliori opportunità rispetto al precedente settore.

Nulla è per sempre! Anche nel business.

Questo ciclo di profondi cambiamenti (come già da anni stiamo sostenendo con evidente ragione) durerà ancora per parecchio tempo e le imprese che rimarranno in piedi (dopo questa falcidiazione), nonché quelle che si espanderanno, dovranno il loro positivo esito alla capacità di quegli imprenditori che hanno saputo cavalcare l’onda e mettere da parte ciò che non ha futuro, per concentrarsi invece soltanto su quei business che saranno in grado di progredire ed offrire delle opportunità negli anni a venire.

Buon lavoro.

 

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