Vendere articoli religiosi. Vendere abiti e paramenti religiosi.

gennaio 9, 2014 | Fare impresa

Fra le varie attività di nicchia che nel tempo sono riuscite a mantenere uno spazio commerciale importante, ci sono quelle specializzate in abiti ecclesiastici ed oggetti/articoli religiosi.

Da sempre (l’Italia è un Paese di tradizionale cattolica) e così, esistono negozi e sartorie in ogni città importante specializzati in questo tipo di prodotti.

Si tratta di un mercato che nel nostro Paese ha sempre ottenuto un buon consenso e nonostante una certa flessione avvenuta negli ultimi 30 anni a causa sopratutto del calo del numero dei religiosi(preti, suore, ecc.) presenti ed anche del numero di chiese che sono a tutti gli effetti ‘attive’, il business connesso a questo settore, è ancora molto interessante.

La forza di questi negozi, è stata quella di aver mantenuto nel tempo un giro di affari continuo, seppur in calo e dall’altra, rispetto alle attività commerciali tradizionali, non risentire della concorrenza proveniente dalla grande distribuzione.

Vendere articoli religiosi. Chi sono i competitor presenti.

Accanto ai tradizionali negozi e punti vendita tradizionali, alcuni dei quali con una lunga storia alle spalle tramandata talvolta di padre in figlio, negli ultimi anni, sono nate molte iniziative Web in cui la vendita dei prodotti avviene attraverso alcuni siti specializzati.

In passato, alcuni negozi tradizionali che si occupavano di abbigliamento religioso, erano anche contemporaneamente delle sartorie specializzate in grado di realizzare gli abiti su misura per gli ecclesiastici.

Attualmente, il commercio di queste soluzioni vede la presenza di questi due canali principali :

la Rete, con i siti Web presenti e crescenti in numero ed anche nel giro di affari rappresentato;

i negozi tradizionali, molti dei quali, presenti da tantissimo tempo e che rappresentano dei punti di riferimento basilari per molti acquirenti.

Occorre dire che molti distributori/grossisti di questi prodotti, oltre alla vendita tradizionale portata avanti attraverso rappresentanti e cataloghi, oggi, puntano prevalentemente sul Web anche per la gestione del rapporto con i propri punti vendita (i negozianti).

Aprire un negozio di articoli religiosi. I clienti.

I principali clienti di questi ‘commercianti’ sono da sempre gli uomini/donne di Chiesa, nonché, i parenti, i parrocchiani e le parrocchie in generale.

L’arredamento di chiese, cappelle e luoghi dedicati al culto, oltre a tutto l’abbigliamento richiesto per una serie di funzioni (gli abiti per i chierichetti, per le cresime, ecc.), sono alcuni dei prodotti che periodicamente vengono acquistati presso questi negozi.

Vendere abiti ecclesiastici ed articoli religiosi. Il futuro.

Si tratta indubbiamente di un settore ‘particolare’ con delle regole che (come del resto abbiamo accennato poco sopra) non sempre sono in linea con il commercio tradizionale.

Questo però, non impedisce a questo business di seguire le regole generali che sono alla base di ogni impresa e cioè :

la necessità di un mercato(altrimenti, a chi si vende??);

la capacità di offrire i prodotti richiesti ai prezzi migliori;

la qualità del servizio di vendita e post vendita.

Quindi, anche se siamo in un campo ‘molto tradizionale’, il Web sta acquisendo uno spazio sempre maggiore, con la conseguenza di ‘sottrarre’ ulteriore spazio negli anni a venire alle attività tradizionali.

Gli acquirenti di questi prodotti : i parrocchiani, i sacerdoti, i genitori dei bambini che devono prendere i sacramenti, ecc., sono sempre di più connessi alla Rete e questo, favorirà senza dubbio chi on line opera e sa gestire e sviluppare al meglio questo tipo di vendite.

Dal punto di vista del mercato complessivo, ci potrebbe essere nei prossimi anni un leggero calo del fatturato a seguito della riduzione ulteriore del numero dei ‘religiosi’ rispetto ad oggi (ipotizzabile in un meno 10/15% su una base di 15 anni).

Un aspetto positivo di questo tipo di business, è costituito dai margini molto interessanti con cui questi prodotti vengono venduti sul mercato.

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